171. IN CAMMINO – Invitati

Tornando alla Cresima di Venerdì prossimo immagino ci saranno numerosi parenti e invitati. Come fare per evitare assembramenti?

Mi sono affidato a un collaboratore esperto nominandolo “coadiutore” del parroco e incaricandolo di curare il servizio agli ingressi con tanto di mascherina, visiera.

Per prima cosa dovrà misurare la temperatura e interrogare il soggetto annotando con precisione su un quadernetto le risposte alle domande d’obbligo:

“Ha il raffreddore? mal di gola? diarrea?  familiari infetti? ha varcato i confini nazionali negli ultimi 15 giorni, ecc.ecc.”

A questo punto chiederà loro di:

giurare sulla Bibbia circa la veridicità delle risposte date e di

firmare su un tablet collegato con la Polizia di Stato.

Controllerà poi la marca della mascherina – pare infatti che ne siano molte contraffatte- e inviterà a cospargersi le mani di abbondante gel igienizzante.

Con questo sistema, calcolando che l’intera operazione dovrebbe durare almeno 10 minuti e la Messa di Cresima 60 minuti, dovrebbero entrare in chiesa non più di 6 persone e quindi il pericolo d’assembramento dovrebbe essere scongiurato.

 

 

 

 

170. IN CAMMINO – Cresima col metro

Venerdì prossimo verrà il Vescovo per amministrare il Sacramento della Confermazione ai nostri giovanissimi.

Essendo un gruppo piuttosto consistente – 35 ragazzi più due adulti – e tenuto conto delle prescrizioni sanitarie vigenti, abbiamo pensato di tenere due celebrazioni: una alle 16.00 e la seconda alle 18.00.

I ragazzi sono piuttosto preparati. Sono assai uniti fra loro e questo fa ben sperare – come mi confermano le catechiste e le suore – per il futuro.

Adesso però di tratta di curare una celebrazione dignitosa e questo non vi sembri scontato. La nostra chiesa infatti è piccola: tiene un massimo di 140 persone fra posti segnati e altri in piedi. I ragazzi poi tendono a fare gruppo e quindi mantenere le distanze non sarà facile.

Non so cosa avranno pensato quei fedeli che sono venuti in chiesa e mi hanno visto intento, “metro” alla mano, a dare istruzioni ai ragazzi e ai padrini…

In genere nell’occasione delle “prove” si danno suggerimenti sulla liturgia (letture bibliche, preghiera della comunità ecc.); si consegnano e si commentano ancora una volta le sintesi catechistiche… insomma non si va in giro con il metro in mano… ma purtroppo quest’anno c’è da fare anche questo e va fatto con scrupolo onde evitare pesanti conseguenze.

Insieme con i ragazzi e i padrini ci saranno anche nonni, zii e parenti vari. Mi sono raccomandato e spero mi abiano dato ascolto. A ogni buon conto chiederò ai “vigili” di dare una mano tanto più che anche una vigilessa, la signora Maria, riceverà il sacramento!

A proposito della vigilessa è venuta alle prove con la divisa d’ordinanza, armata fino ai denti. Mi ha promesso però che il giorno della Cresima vestirà abiti civili.

 

 

169. IN CAMMINO – Padre Morra

Ho saputo da alcuni iscritti al Gruppo di Preghiera parrocchiale intitolato a Padre Pio che il Convento di san Giovanni Rotondo ha dato notizia della morte del carissimo Padre Marciano Morra.

Era un uomo e un religioso davvero straordinario. Era “cresciuto” all’ombra di Padre Pio e in qualità di suo “figlio spirituale” aveva sposato la sua causa spargendo il tutto il mondo il messaggio del “santo” Padre.

Lo avevamo conosciuto nel corso dei nostri pellegrinaggio a San Giovanni e ogni volta c’era qualcosa di nuovo da imparare. Padre Marciano infatti conosceva tutto di Padre Pio: dagli aneddoti della vita di tutti i giorni alle esperienze mistiche; dagli scritti (che aveva censìto con rigore scientifico) alle testimonianze dei suoi devoti.

Parlava in modo semplice e piano ma era capace al contempo di risposte “lapidarie” che chiudevano sul nascere eventuali critiche o osservazioni relative al Padre.

Era venuto varie volte a Forte dei Marmi in qualità di direttore internazionale dei Gruppi di Preghiera, la fondazione voluta da Padre Pio per favorire la spiritualità dei suoi figli e per sostenere spiritualmente e materialmente l’Ospedale, e ogni volta era stato un successo.

Appena siamo venuti a conoscenza della sua morte abbiamo subito  contattato il Convento e il responsabile dei Gruppi di Preghiera inviando un telegramma di condoglianze.

In questo ultimo periodo lo avevamo fatto altre volte chiedendogli di pregare per il nostro gruppo e per il nostro paese. Eravamo anche rammaricati di non poter tenere il consueto pellegrinaggio annuale e di non poter offrire se non un modesto contributo per l’ospedale. Sapevamo quindi che vari frati erano stati contagiati dal virus ma speravamo che la sua forte fibra gli avrebbe consentito di superare la prova.

Così non è stato. Lo affidiamo allora a Padre Pio e pregheremo per lui fin dalla prossima Domenica.