45. IN CAMMINO – questuanti

Domenica scorsa, nell’intervallo fra la prima e la seconda Messa, alcuni questuanti si sono presi a male parole e quasi sono venuti alle mani.

A quel punto ho chiamato la polizia che, con professionalità, li ha allontanati. D’altra parte non c’era soluzione.

All’inizio della stagione avevo un pochino tollerato ma poi… prima uno poi due, fino a domenica scorsa quando sono diventati sei e occupavano tutte le porte della chiesa inclusa quella di lato!

Mi rendo conto che i tempi difficili che stiamo vivendo mettono in difficoltà soprattutto i più poveri ma ci sono poveri e poveri. Alcuni quasi si vergognano di chiedere un aiuto mentre altri sono sfrontati e aggressivi fra loro e con i fedeli specie i più anziani che per toglierseli di torno ed evitare maledizioni lasciano qualche moneta.

Ora, premesso che io, come privato cittadino e ancor più come parroco, aiuto tutti inclusi gli arroganti perché anche loro sono figli di Dio; non posso permettere però che infamino i miei parrocchiani anziani o che gli ostacolino volontariamente il passo per accedere alla chiesa.

Ho avuto infatti una telefonata diciamo un po’ forte con una persona che mi rimproverava per l’intransigenza di questi giorni.

Quando mi ha contestato la presunta freddezza per queste povere persone in particolare per una coppia di giovanissimi non sono riuscito a trattenermi e gli ho detto: “Io a questi giovani in due settimane ho dato 65 Euro. Lei, oltre alla solidarietà, quanto gli ha dato?”

Ha staccato il telefono… Penso che gli abbia dato assai meno!

44. IN CAMMINO – a proposito di gatti

Il messaggio odierno è il n°44 della nuova serie.

Mi ha fatto venire in mente i gatti della famosa canzoncina dello zecchino d’oro di anni addietro. E poi, subito dopo i miei affezionatissimi gatti domestici…

Fufy è la gattina di canonica. È una gatta assai scontrosa ma svolge in modo eccellente il suo servizio di custode della casa. Ogni tanto mi lascia sulla porta di casa le prede (topolini) a dimostrare il suo impegno e reclamare un supplemento di pappa.

Per chiamarla, all’ora delle refezione, mi tocca fare la voce grossa: “miao, miao”. Il vicinato, all’inizio, restava spaventato pensando al grido di guerra di una pantera. Appurato che invece ero io che chiamavo la gatta non ci fanno più caso. La micia ha una vocetta flebile flebile. Quasi si fa fatica a sentirla. Forse è un po’ depressa perché Vaduz, il suo fidanzato, l’ha mollata per un’altra gatta, tale Ginevra, che se ne sta a Pietrasanta.

Ma ho altri 5/6 gatti che custodiscono la villa di Via Viner. Me li invidiano tutti perché non c’è un topo che sfugga al loro controllo!

Gli altri proprietari hanno bisogno della derattizzazione, operazione costosa e spesso inutile perché nel momento in cui ci si accorge della presenza dei topi questi si sono già divorati tappeti e tutto il resto e se la sono data a gambe.

Noi invece non abbiamo bisogno di permessi, di specialisti ecc. I gatti si accontentano di qualche coccola e una ciotola colma di cri-cri per fare coscenziosamente il loro lavoro.

Avendo molte richieste sto pensando seriamente a noleggiarli. Tutti insieme naturalmente. In gruppo potrebbero “sanificare” mille metri quadri di territorio al giorno.

Al momento però non trovo un “trasportino” adatto. Ne vendono uno su Amazon a quattro ruote, con motore elettrico ecc. ma somiglia a una macchina e poi costa troppo.

 

43. IN CAMMINO – spedizione…

Anche stamattina la Messa di prima Comunione con cinque bambine è riuscita benissimo. Io stesso ero un po’ commosso nel vedere le bimbe e i genitori/nonni/parenti così attenti e partecipi.

L’Eleonora ha preparato un altare degno di San Pietro (poi vedrete le foto); Lorenzo ha sparso le sedie nei posti strategici (al fresco); il coro ha eseguito brani scelti; la maestra Barbara, emozionatissima, ha seguito le bimbe da vicino per tutta la celebrazione; Lelio, sudatissimo, ha fatto un bel servizio fotografico… il tutto sotto la supervisione di Madre Adele.

Madre Anna Maria ha “scaldato” l’ambiente salutando gli “angeli”, cioè le bambine di Comunione, lodandole per la preparazione, sollecitando i presenti ad applaudire. Davvero molto bello!

Finito il rito è iniziata la “spedizione”. Abbiamo caricato armi e bagagli sulle macchine e ci siamo diretti a Roma Imperiale per preparare il matrimonio del pomeriggio: avanti Paolino con il “camion” e noi dietro! Davvero una bella carovana…

Concludo perché anch’io devo fare la mia parte… di celebrante e di facchino. Lunedì mi spiegherò meglio.