75. IN CAMMINO – Sant’Ermete (1)

Ieri sera non ho resistito…   Alle 21.00 in punto ho sciolto le campane a stormo per comunicare l’inizio della nostra festa patronale.

Mi sembrava che il nostro Patrono fosse un po’ avvilito, ornato a festa ma chiuso in chiesa, al buio, senza l’ombra di un devoto a pregarlo.

Così, con l’aiuto di Lorenzo e di altri fidati/e  collaboratori/trici ho spostato il trono con il reliquiario all’ingresso della porta centrale della chiesa.

Davanti ho posto un inginocchatoio con i “santini” e ho dato un avviso ai fedeli con il suono della campana piccola.

Come avevo sperato alcuni amici (le suore in testa) si sono presentati e così, insieme, abbiamo pregato il Santo ringraziandolo per la “stagione” che, tutto sommato, non è andata male e invocandolo per i mesi a venire che si preannunciano assai pesanti.

Conclusa la preghiera, per mantenere la tradizione, ho acceso un piccolo fuoco e ho impartito la benedizione ai presenti e al paese.

Questa mattina faccio la spola fra la canonica e la chiesa perché, contrariamente alle previsioni, stanno venendo in molti a pregare tanto che i “santini” stanno per finire e dovrò provvedere a una ristampa in fretta e furia.

 

 

 

74. IN CAMMINO – confermato

Questa mattina l’Arcivescovo mi ha informato che i confratelli mi hanno confermato, a votazione, come Vicario della Versilia per un ulteriore quinquennio e mi ha chiesto di accettare.

Ho accettato anche se il servizio vicariale, almeno qui in Versilia, è molto impegnativo. Sono stato Vicario per 10 anni anche nel Piano di Pisa ma non c’è confronto perché il vicariato versiliese comprende un’infinità di parrocchie con oltre 20 tra sacerdoti e diaconi con realtà parrocchiali assai diverse tra loro.

Avendo poi altri incarichi ecclesiali (consultore, moderatore, presbitero,  ecc.) e amministrativi (consigliere d’amministrazione, revisore dei conti ecc.) sia a livello diocesano che regionale e nazionale rischio di combinare dei guai non per incompetenza ma per stanchezza.

Mi affido quindi, come altre volte vi ho detto, a voi e alla vostra preghiera. Può darsi poi che, soprattutto per le questioni amministrative, abbia ancora bisogno della vostra consulenza: pur avendo i titoli accademici infatti sono carente per quanto riguarda l’aggiornamento e la vostra esperienza mi è di grande aiuto.

Domani è la festa di Sant’Ermete. Come negli anni precedenti avevo stanziato una certa somma per l’organizzazione degli eventi (concerto, corteo, rinfresco e simili).

Dato però che è saltato tutto ho deciso di devolvere l’intera somma in beneficenza. Penso che anche Sant’Ermete abbia gradito questa scelta.

Se ce la fate venite a Messa domani pomeriggio. Sant’Ermete sarà ancora più contento.

73. IN CAMMINO – catechismo

È venuta una mamma per iscrivere la bambina al catechismo ma le ho chiesto di attendere ancora un poco.

Nel frattempo ho parlato con Madre Felicita, direttrice della “Canossa” e con la prof.ssa Gori dirigente dell’Istituto comprensivo di Forte dei Marmi e sono in attesa di parlare con la responsabile del Liceo.

Questa mattina poi ho ricevuto le indicazioni logistiche dall’ufficio catechistico e quindi comincio ad avere una visione d’insieme.

Dovrò, a questo punto, convocare le catechiste e, con il loro aiuto decidere il da farsi.

Lo scorso anno abbiamo avuto al catechismo (escludendo i giovanissimi) circa 200 ragazzi: davvero una benedizione!

Tre classi di Seconda elementare, tre classi di Terza, tre di Quarta, due di Quinta, due di Prima media, una di Seconda, due di Terza e una di Prima superiore.

Il problema maggiore riguarda la composizione dei gruppi: noi, infatti, abbiamo gruppi numerosi con 15 e più bambini. Non avendo la parrocchia spazi propri ci appoggiamo da sempre alle Suore che ci consentono di usare alcune aule. Ma quest’anno, con l’impegno della sanificazione, non credo che possano concedere la stessa libertà di uso.

Potremmo ridurre i numeri cioè fare classi ridotte ma poi dove li ospitiamo? Potremmo usare la chiesa ma tenere una lezione a 50 e più bambini non è uno scherzo…

Insomma, come avete capito, siamo in alto mare. Vi chiedo quindi una preghiera allo Spirito santo perché ci/mi illumini.

—– Passando ad altro argomento mi scuso con Mons. Prof. Macchi che si è sentito offeso per quanto da me riportato sul blog nei giorni indietro nella speranza che la polemica si chiuda. Lascio da parte i miei titoli accademici e mi firmo come sempre: don Piero.