72. IN CAMMINO – Sant’Ermete

Anche se quest’anno non ci potrà essere il clima festaiolo di tutti gli anni sarei felice se il nostro Patrono potesse essere festeggiato in modo solenne.

Per questo vi invito fin d’ora a partecipare alla Messa patronale in programma per Venerdì 28 alle ore 18.30 nel Parco delle Suore.

E se piovesse? Spero proprio di no ma in quel caso dovremo fermarci in chiesa ma, a quel punto, il Patrono capirà che ce l’abbiamo messa tutta per onorarlo e quindi non farà mancare la sua protezione…

Per il momento ho provveduto a esporre in chiesa il busto artistico del Santo. Volutamente l’ho abbassato di 30 centimetri rispetto al consueto in modo che i fedeli, in segno di devozione, possano poggiare la mano sulla reliquia. L’altezza del busto infatti infatti impediva questo gesto familiare ma non era possibile fare diversamente perché il corteo storico-religioso imponeva l’uso della piattaforma in uso nelle processioni. Spero che il Patrono ne tenga conto di questa delicatezza…

Ho provveduto a far stampare altre 500 copie del Santino tascabile”. Ne sono state distribuite già più di 1.000 nel formato grande, cioè con l’immagine e la poesia per intero, per cui penso che 500 copie siano sufficienti.

Ci sarà un pensiero anche per la maestra Poggi e per la pittrice Lanzini. Alla maestra un mazzolino di fiori e alla pittrice, in memoria, una rosa che verrà poi deposta ai piedi della Madonna.

Nella stessa celebrazione ma alla fine verrà concesso a due coppie di amici il PREMIO AMICO DI FORTE DEI MARMI.

Confido nella vostra collaborazione.

 

71. IN CAMMINO – incontri & scontri

È stato un fine-settimana molto impegnativo. Dovrei dire “pesante” ma non posso perché è un dono di Dio avere così tante persone presenti in chiesa e non solo.

Essendo però ormai prossimo ai 70 anni, complice il gran caldo, ho avvertito un po’ di stanchezza in certe occasioni che ho cercato di superare facendo ricorso a vitamine, pappa reale (poi vi racconto cosa è successo al riguardo…) e simili.

Dunque l’incontro di presentazione del libro di Valdemaro è riuscito bene. L’autore si è presentato in modo semplice, direi quasi dimesso, ma ha detto delle cose molto interessanti. I due professori -assente per Covid il terzo -sono stati ugualmente efficaci. Io ho detto qualcosa, come è mio solito, con il cuore e anche il mio intervento è stato ugualmente apprezzato. Quindi sono rimasto contento. Tutto può essere utile per avvicinare le persone a Dio!

Il Sabato e la Domenica sono passati con impegni di tutti i tipi. Fra questi quello che a una prima impressione mi risultava più ostico, la partecipazione al trofeo Franco Pampaloni, è stata quella che mi ha dato più soddisfazione: eravamo davvero fra amici, io ingolfato nella giacca perché dopo avevo un matrimonio, e gli altri in costume a farmi corona. Abbiamo pregato come voleva Franco e poi un abbraccio e via a Roma Imperiale a preparare!

Anche la Domenica è trascorsa serenamente con tanti, tanti fedeli alle varie celebrazioni e tanta gioia nei partecipanti perché stare vicini fra noi, con Gesù nel mezzo, dà gioia!

C’è stato uno scontro. Purtroppo! Don Silvano, peraltro mio amico ormai da molti anni, si è infuriato per alcune critiche riferite alla sue prediche.

Onde evitare che la cosa potesse degenerare – si viene in chiesa per stare tranquilli, senza patemi d’animo – ho deciso, come prevede il mio diritto/dovere di parroco, di riservare a me l’omelia del mattino.

La cosa ha determinato molta sofferenza in don Silvano che si è sentito censurato e messo da parte ma gli interessi della comunità vengono prima di quelli di noi sacerdoti.

 

70. IN CAMMINO – pisano o livornese?

Ieri proprio non sono riuscito a trattenere una risata (fa bene alla salute di questi tempi sorridere un po’… funziona da antidepressivo naturale!)

Ero in banca e come capita spesso c’era la fila, dentro e fuori.

Quelli che erano fuori si lamentavano perché erano sotto il sole cocente ma a un certo punto hanno cominciato a lamentarsi anche quelli, in fila, dentro.

Chi si sentiva soffocare, chi sudava “freddo” (non ho capito per quale motivo.. forse aveva qualche scadenza importante), chi era stanco di restare in piedi.

Una signora anzianotta ha detto al vigilante presente in sede che forse era il caso di mettere una sedia.

La risposta del vigilante è stata immediata:

“Per me ci pòr mètte’ anche ‘na sdraia”

Ho pensato di riconoscere, per la calata e l’ironia, il tipico personaggio livornese! Invece mi ha guardato e ridacchiando sotto i baffi mi ha detto:

“Déh, semmai son pisano come lei”.