Catechesi per i nubendi 6

Cari giovani, dopo avervi proposto due letture dell’antico testamento e una di San Paolo passo oggi a presentarvi il brano del Vangelo. Se per le prime letture bibliche lascio sempre agli sposi ampia possibilità di scelta, per quanto riguarda il Vangelo invece decido io e scelgo sempre il passo delle Beatitudini, un passo decisamente straordinario pur nella sua semplicità.

Purtroppo non è molto conosciuto. Infatti al catechismo per i piccoli insistiamo molto sui Comandamenti ma assai poco o addirittura niente sulle Beatitudini che invece sono la carta fondante della nostra religione dal punto di vista etico.

Adesso le sintetizzo e poi vado a spiegarne una, la prima, lasciando poi alla vostra buona volontà ( o alla vostra curiosità ) approfondire le altre.

Dal Vangelo di San Matteo: Beati i poveri perché di essi è il Regno di Dio, beati quelli che piangono perché verranno consolati, beati i miti perché possederanno la terra, beati gli affamati di giustizia perché saranno saziati, beati i misericordiosi perché troveranno misericordia, beati i puri di cuore perché vedranno Dio, beati quelli che cercano la pace perché saranno chiamati figli di Dio, beati coloro che per la testimonianza resa al Signore saranno perseguitati perché di essi è il Regno di Dio”

Spiego soltanto la prima. Tutti prima o poi riceviamo un vero e proprio lavaggio del cervello. Se da ragazzi eravamo semplici, ci accontentavamo di poco e niente per vivere felici, non facevamo distinzioni fra chi era ricco e chi era povero… divenuti adulti ci trasformiamo: pensiamo sempre e solo ai soldi, disprezziamo chi è povero, non riusciamo ad accontentarci mai e così finisce che la nostra vita si trasforma in un inferno.

Gretti e meschini con i poveri anche quando sono nostri parenti o conoscenti;  invidiosi nei confronti dei ricchi facciamo pesare ai nostri familiari la nostra modesta condizione, rinunciamo perfino alla nostra dignità pur di apparire… quello che non siamo!

Le beatitudini, se vissute, funzionano da detergente: lavano via tutto quello sporco che ci rende infelici e ci restituiscono la gioia di vivere. E questo vale anche per la famiglia. Meglio avere poco e vivere felici piuttosto che avere molto e vivere inquieti.

Adesso se avete voglia e tempo provate a riflettere in coppia sulle altre sette beatitudini.

Catechesi per i nubendi 7

Terminate le letture bibliche e conclusa la breve predica inizia il RITO del matrimonio che comprende, nell’ordine, (1) le domande, (2) le promesse matrimoniali, (3) lo scambio degli anelli e (4) la lettura degli articoli del codice civile.

Le DOMANDE sono tre. La prima riguarda la libertà e la consapevolezza degli sposi nell’accedere al matrimonio. La seconda la fedeltà matrimoniale e la terza la disponibilità all’accoglienza della prole. A queste tre domande gli sposi rispondono all’unisono: SÌ

La PRIMA e la TERZA domanda non hanno bisogno di troppe spiegazioni. Tutte le coppie che si presentano, senza eccezioni, sono consapevoli dell’importanza del passo che stanno per compiere e disponibili ad accogliere i figli.

La SECONDA DOMANDA invece richiede qualche spiegazione perché le separazioni, purtroppo, sono assai frequenti e quindi è necessario spiegare per bene quali sono e come si possono risolvere i motivi di conflitto più comuni alle giovani coppie.

Il primo motivo di conflitto è la differenza del carattere che, com’è noto, è un “dono” o un “difetto” di natura: ognuno ha il suo e non può mutare in alcun modo. Quindi è perfettamente inutile litigare per motivi legati al carattere: sarebbe tempo perduto. Vale la pena piuttosto di pregare perché i figli non abbiano lo stesso brutto carattere del papà o della mamma.

Il secondo motivo dipende dalla presenza ingombrante dei rispettivi genitori che tendono -per amore, naturalmente- mantenere il loro ruolo di padre/padrone e madre/chioccia. I giovani hanno bisogno della loro libertà. I giovani sposi dovranno quindi, con educazione ma anche con fermezza, richiamare i propri genitori al rispetto della distanza.

Il terzo motivo è il lavoro. Quando c’è saltano i nervi per lo stress; quando manca saltano ugualmente per la frustrazione. In questo caso ci vuole molta comprensione e tenere la bocca chiusa in attesa che il nervoso sfumi.

Il quarto è l’infedeltà. Purtroppo siamo esseri umani e la forza dell’istinto ci rende assai fragili al riguardo. Poi ci si mettono gli/le “sciupa famiglie”, persone ignobili che, avendo la famiglia distrutta, si divertono per puro divertimento a distruggere le famiglie altrui. Un po’ di preghiera in comune o la visita a un santuario insieme con i figli o anche soltanto qualche giorno di ferie possono aiutare a superare il momentaccio. In ogni caso è sempre bene ricordare il detto che suona: “l’erbetta del giardino del vicino è sempre più verde ma è spesso piena di formiche ‘rosse’ ” (quelle più cattive!)

Il quinto… i figli! Quando sono ragazzi bravi, diligenti, rispettosi sono il “cemento” della famiglia. Quando invece sono teppistelli o addirittura delinquenti la famiglia ne soffre fino a sfaldarsi. Invece di litigarsi è opportuno chiedere aiuto – insieme – a chi è in grado di dare una mano.

Questi 5 motivi sono i più frequenti.Naturalmente ce ne possono essere anche altri. In tanti anni di servizio parrocchiale me ne sono capitati di tutti i colori: crisi di nervi, problemi di droga e alcool, disfunzioni sessuali …

Come si risolvono. Già l’ho accennato. Aggiungo soltanto che è, a mio parere, è inutile andare a cercare questo o quello per risolvere i propri problemi. Uno sa già in partenza cosa gli verrà suggerito a seconda di chi sceglie come interlocutore. Vale la pena di ritagliarsi un po’ di tempo per stare insieme senza l’assillo dei figli, dei genitori e di tutto il resto e chiarirsi le idee e dire: “scusa, ho sbagliato” e rispondere “ti perdono”.

La “Grazia” che Gesù assicura a chi si sposa in chiesa farà il resto.

 

1. IN CAMMINO “Torna la Messa”

Avevo scritto ieri che avrei aspettato almeno una settimana a scrivere sul nuovo diario ma davvero stamani… non resisto!

Sì perché ieri è stato il giorno della ripresa. Io ero emozionatissimo quasi come nel giorno della mia prima Messa. I fedeli più di me: attenti a tenere le distanze ma concentrati come non mai nel seguire la celebrazione. È stata una Messa molto sobria, senza canti (quelli corali e a voce di popolo al momento sono proibiti), con un’unica lettrice (dopo ogni lettore va sanificato il microfono), senza predica (ho fatto solo un saluto) ma molto sentìta.

Il momento più bello è stato quello della Comunione: i fedeli si sono avvicinati alla balaustra come ai vecchi tempi e così ho potuto distribuire il Sacramento con il dovuto rispetto per il Corpo di Cristo e fedele alle disposizioni di sicurezza che impongono un metro sia fra i fedeli che tra i fedeli e il prete.

A un certo punto ho cominciato a sudare (adesso svengo…ho pensato) perché era caldo ma anche perché ero emozionato. Insomma, tutto è andato al meglio. Ringraziamo Dio e speriamo in bene.

Nei prossimi giorni continueremo le celebrazioni in chiesa (o nel parco delle Suore se presenti in numero maggiore). Colgo l’occasione per ringraziarle perché non avessimo il parco saremmo davvero nell’impossibilità di celebrare. Oggi parlerò con Paolo e Gabriele per l’animazione liturgica.