43. IN CAMMINO – spedizione…

Anche stamattina la Messa di prima Comunione con cinque bambine è riuscita benissimo. Io stesso ero un po’ commosso nel vedere le bimbe e i genitori/nonni/parenti così attenti e partecipi.

L’Eleonora ha preparato un altare degno di San Pietro (poi vedrete le foto); Lorenzo ha sparso le sedie nei posti strategici (al fresco); il coro ha eseguito brani scelti; la maestra Barbara, emozionatissima, ha seguito le bimbe da vicino per tutta la celebrazione; Lelio, sudatissimo, ha fatto un bel servizio fotografico… il tutto sotto la supervisione di Madre Adele.

Madre Anna Maria ha “scaldato” l’ambiente salutando gli “angeli”, cioè le bambine di Comunione, lodandole per la preparazione, sollecitando i presenti ad applaudire. Davvero molto bello!

Finito il rito è iniziata la “spedizione”. Abbiamo caricato armi e bagagli sulle macchine e ci siamo diretti a Roma Imperiale per preparare il matrimonio del pomeriggio: avanti Paolino con il “camion” e noi dietro! Davvero una bella carovana…

Concludo perché anch’io devo fare la mia parte… di celebrante e di facchino. Lunedì mi spiegherò meglio.

 

42. IN CAMMINO – buone notizie

In questi giorni di post-pandemia (almeno lo spero…) sto incontrando molte persone di paese, ma non solo, che mi aprono il cuore.

Avendo tempo a disposizione ascolto e parlo volentieri con queste persone  conosciute e frequentate ormai da anni.

Si tratta per lo più di sofferenze, in alcuni casi molto pesanti, in altri più sopportabili ma sempre sofferenze. Non essendo uno psicologo mi limito ad ascoltare e a dare conforto nel nome di Gesù… e non vi sembri cosa da poco perché le persone hanno tanto bisogno di lui!

Non mancano però appuntamenti più gioiosi come quelli di questi ultimi giorni: due ragazze, carissime, mi hanno confidato che hanno cominciato a pensare seriamente a una possibile consacrazione religiosa.

In questi ultimi mesi, data l’occasione del centenario delle nostre Madri canossiane, ho scritto molto, per mail, sul tema della vocazione religiosa maschile ma anche femminile.

Ne ho anche parlato in chiesa, sempre per lo stesso motivo, ma ritenevo che fossero parole al vento e invece evidentemente hanno toccato il cuore di chi era in ascolto e non riusciva a decidersi.

Non aggiungo altro se non un caloroso invito a seguire spiritualmente F. e M. in modo che -se Dio vorrà- il pensiero si trasformi in scelta di vita.

Nel caso ci fossero ulteriori sviluppi, sempre che le due ragazze me lo consentano, vi farò sapere.

P.S. La Professione Solenne di N.N. fra le Benedettine prevista per il mese di Marzo è stata rimandata a data da destinarsi. La ragazza però è serena.

 

 

41. IN CAMMINO – proviamo a ripartire

Ci siamo trovati questa mattina, ospiti delle Madri Canossiane, a discutere insieme con l’Arcivescovo su come organizzare la fase n° 4 cioè la possibile ripartenza.

L’Arcivescovo ha sottolineato il fatto che l’epidemia ha evidenziato i limiti della nostra attività pastorale ristretta nel servizio di catechesi ai piccoli e nelle celebrazioni eucaristiche. Intendiamoci, questi due campi d’azione sono essenziali ma non gli unici.

Purtroppo, chiuse le chiese alle celebrazioni e gli oratori al catechismo ci siamo trovati nell’impossibilità di seguire in modo conveniente i nostri fedeli e i nostri ragazzi pur offrendo qualche celebrazione e qualche lezione via mail.

L’unico settore che ha retto, per così dire, è stato quello della carità: le varie comunità parrocchiali si sono distinte nell’aiutare i poveri grazie naturalmente alla generosità di tanti fedeli che si sono fatti avanti con estrema generosità.

E ora quale futuro ci attende? Don Federico, responsabile della catechesi, ha insistito sul nuovo catechismo diocesano pregandoci di proporlo e di spiegarlo ai catechisti e ai genitori; don Salvatore, responsabile dei giovani, ha sollecitato la nascita di una “rete” fra le realtà giovanili della diocesi. Proposte interessanti anche se, almeno al momento, difficilmente praticabili dovendo rispettare le prescrizioni sanitarie che impongono limiti ben precisi alle riunioni e ai gruppi.

Nel mio intervento ho provato a dare speranza: proprio in questi giorni ben due ragazze mi hanno confidato il loro desiderio di consacrarsi al Signore e questo l’ho visto come un segno della Provvidenza che non abbandona la sua Chiesa.

Su un altro punto sono stato un po’ troppo polemico ma sempre nei limiti perché mi rendo conto che i punti di vista possono essere diversi.