Corona Virus 53

Ieri sera, metro alla mano, abbiamo posizionato i posti sulle panche. Non vi dico il lavoro che abbiamo dovuto sostenere provvedendo a spostare tutte le panche. La misura di  mt. 1,80 di distanza fra le persone ci ha costretto a fare i salti mortali per assicurare almeno una cinquantina di posti, non di più. Comunque, ci siamo riusciti. Questa mattina leggo sul giornale che la misura è a discrezione delle regioni da un  metro fino a due metri… Ci sta quindi che il lavoro che abbiamo fatto risulti inutile… per eccesso o per difetto. Quindi, per il momento si lascia stare tutto com’è in attesa di nuovi sviluppi.

Abbiamo provveduto anche alla sanificazione della chiesa, delle singole panche, degli arredi sacri ecc. Ovviamente a forza di braccia perché non è possibile fare diversamente. Questo lavoro è risultato più facile anche se più stancante: la mascherina toglie il respiro e si comincia a sudare per niente.

Adesso c’è il problema del termo-scanner. Riuscire a trovarlo, almeno a oggi, è davvero un’impresa. Ho sì un misuratore digitale della temperatura ma è di quelli che si infilano nell’orecchio e quindi impossibile da usare con tante persone. Le autorità sanitarie però, in attesa di reperire lo strumento, mi hanno  consegnato un modulo per l’autocertificazione: chi viene in chiesa dovrebbe misurarsi la temperatura a casa e poi consegnare il documento attestante la misurazione. Staremo a vedere cosa succede. L’importante che l’epidemia passi perché non ne possiamo più.

 

 

 

Catechesi per i nubendi 16

Cari sposi, siamo all’ultima lezione. Oggi vi spiegherò gli ultimi dettagli del rito e vi darò alcune indicazioni pratiche per circa i documenti, la logistica.

Subito dopo il Padre Nostro e la bellissima preghiera per gli sposi viene il segno della pace. La regola vuole che siano i testimoni ad avvicinarsi agli sposi per il saluto: il più delle volte invece avviene il contrario. I testimoni, evidentemente distratti, si scambiano la mano tra loro ignorando gli sposi che, imbarazzatissimi, fanno di tutto per richiamare la loro attenzione. Ma la colpa di questo equivoco è degli sposi che non li hanno avvisati…

Dopo il segno della pace c’é la Comunione (con il Pane e il Vino consacrato), i ringraziamento, la benedizione e la preghiera alla Madonna. Quest’ultima preghiera non è prevista dal rito ma è propria della tradizione religiosa della nostra comunità di Forte dei Marmi.

Seguono le firme degli sposi e dei testimoni. A proposito dei testimoni faccio presente che sul documento ufficiale gli spazi per le firme sono obbligatoriamente 4 (QUATTRO) per cui, nel caso i testimoni fossero più di quattro, quelli in eccesso NON POTRANNO firmare ma solo presenziare con gli altri al momento della foto finale.

Dopo la foto gli abbracci e i baci, il tradizionale riso (poco, per piacere e non in chiesa), ma non i coriandoli e le stelle filanti che sanno un po’ di pacchiano.

E ora alcuni dettagli:

  1. per iniziare la pratica è necessario produrre i certificati di Battesimo e Cresima in originale. Con quelli il sacerdote può aprire il fascicolo personale ed “esaminare” gli sposi (il documento si chiama proprio così!). Fatto questo consegna la “Richiesta di Pubblicazione” per il Comune di residenza e per la Parrocchia di residenza. Indica poi le modalità per presenziare al CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO.
  2. Con la richiesta di pubblicazione civile alla mano gli sposi si presentano in Comune per iniziare la pratica. Alla conclusione, dietro richiesta degli sposi, rilasciano il documento di “Avvenuta Pubblicazione” e il Certificato Contestuale attestante il loro celibato/nubilato.
  3. Passano poi a ritirare la pubblicazione religiosa e consegnao il tutto al prete che provvede a ultimare la pratica.
  4. Seguono infine le “prove” con il celebrante e la scelta dei professionisti per le foto, i fiori e la musica.
  5. Per quanto riguarda il prete e la chiesa non ci sono spese. L’unico obbligo è ringraziare sia il celebrante che i volontari. Il resto è facoltativo.

Spero d’essere stato chiaro o almeno di non avervi deluso.

 

 

 

 

Corona Virus 52

Anche questo mese siamo riusciti a corrispondere ad alcune famiglie in difficoltà il contributo mensile. È chiaro che con la chiesa chiusa non possiamo fare più di tanto. Anche la tradizionale benedizione delle case è stata sospesa a un terzo dell’itinerario e anche questo si è fatto sentire.

Però non sono mancate persone buone e generose che, consapevoli del nostro impegno costante a favore dei più disagiati, non ci hanno fatto mancare il necessario per aiutare. Fra queste anche amici di fuori paese che evidentemente si sentono fortemarmini a tutti gli effetti. Poi anche alcuni giovani davvero cari che hanno organizzato autonomamente una raccolta mettendosi poi in contatto, sempre autonomamente, con la responsabile sig.ra Giovanna. Bravi! Non cito nessuno per nome ma certo la cosa mi ha fatto piacere.

Un ringraziamento speciale va, doverosamente, alle signore della CARITAS – SAN VINCENZO che hanno adempiuto con scrupolo al loro delicato servizio. Ho saputo che in questo ultimo scorcio sono state aiutate anche da due giovani del paese e anche questo mi ha fatto molto piacere.

Adesso viene il bello o il brutto a seconda di come si consideri la questione. Il bello è che con oggi alcune attività hanno riaperto ma per chi?  Questo è il brutto: mancano purtroppo i nostri ospiti e quindi prevedo che le cose almeno al momento non possano andare tanto bene soprattutto per gli stagionali che sono il grosso dei nostri lavoratori.

Per oggi non aggiungo altro. Da domani inizio un ciclo di lezioni/catechesi per i giovani che si preparano al matrimonio. Niente di ché però penso che possano essere d’aiuto per i giovani nubendi e pure per altri, conviventi, che vedrei tanto volentieri sposati come i loro genitori.

A domani. dp