VIA CRUCIS da celebrarsi in famiglia

1. Gesù è condannato a morte

Pilato voleva liberare Gesù. Ma i sommi sacerdoti e tutto il popolo insistevano che Gesù venisse crocifisso. Allora “Pilato si lavò le mani e consegnò Gesù ai soldati perché fosse crocifisso”. *Signore Gesù, abbi pietà di me! *si ripete dopo ogni versetto

2. Gesù è caricato della croce

Dopo averlo schernito, i soldati spogliarono Gesù della porpora e gli rimisero le sue vesti. Poi lo condussero fuori per crocifiggerlo costringendolo a portare la croce sulle spalle. *

3. Gesù cade la prima volta

Gesù nella passione prega con i salmi: “Padre, le colpe degli uomini hanno oltrepassato la mia testa, come un carico pesano troppo per me. Sono curvo e molto prostrato, sono sfinito e molto fiaccato”. *

4. Gesù incontra sua madre

Nella passione si realizza la profezia di Simeone a Maria: “A te una spada trafiggerà l’anima”. *

5. Il Cireneo porta la croce di Gesù

Lungo la strada i soldati fermarono un certo Simone di Cirene. Gli caricarono sulle spalle la croce e lo costrinsero a portarla dietro a Gesù. *

6. Una donna asciuga il volto a Gesù

Facciamo nostre le invocazioni del salmo: “Di te ha detto il mio cuore: cercate il suo volto! Il tuo volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto”. *

7. Gesù cade la seconda volta

Il Servo del Signore ha preso su di sé i nostri dolori, si è caricato delle nostre sofferenze. Il castigo che meritavamo noi si è abbattuto su di lui. *

8. Gesù incontra le pie donne

Erano in molti a seguire Gesù. Alcune donne si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Gesù si voltò verso di loro e disse: “Donne di Gerusalemme, non piangete su di me, ma su voi e i vostri figli”. *

9. Gesù cade per la terza volta

Il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai tosatori e non aprì la bocca. *

10. Gesù è spogliato delle vesti

Giunti sul luogo detto Golgota (spogliarono Gesù delle sue vesti) e gli diedero da bere vino mescolato con fiele, ma egli non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. *

11. Gesù è inchiodato alla croce

Prima crocifissero Gesù e poi i due malfattori: uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdona loro: non sanno quello che fanno”. *

12. Gesù muore in croce

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Gesù, gridando a gran voce disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Poi spirò. *

13. Gesù è deposto dalla croce

Giuseppe d’Arimatea si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce e lo avvolse in un lenzuolo. *

14. Gesù è deposto nel sepolcro

Infine Giuseppe depose Gesù in una tomba scavata nella roccia nella quale nessuno era stato deposto. Rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. *

La via della croce non termina con la sepoltura, ma con la risurrezione: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? È risorto, non è qui”.

Corona virus 33

Cari amici, non mi piace fingere e quindi vi dico subito che stamattina sono un po’ giù, come si suol dire. È il GIOVEDÌ SANTO, il giorno per eccellenza per noi pastori d’anime e io sono nella stessa condizione d’animo di un pastore al quale hanno rubato il gregge. Penso soprattutto agli agnellini, ai ragazzi del catechismo, ai bimbi della Prima Comunione… che negli anni passati vivevano insieme a me i momenti bellissimi della liturgia della Settimana Santa. Mi consola il fatto che hanno, tutti, dei genitori bravi che senz’altro li aiuteranno a entrare nel Mistero di Gesù che si fa “Pane spezzato” per restare sempre con noi.

Subito allora un pensiero, breve, per i ragazzi (di prima Comunione) e poi uno spunto per i più grandicelli, inclusi giovani & adulti.

Cari bambini, per prima cosa tornate a rileggere le lezioni 1-2-3-4 del CATECHISMO D’URGENZA scorrendo il blog. Sono importantissime per entrare nell’atmosfera del Giovedì santo. In sintesi: Gesù spezzò il pane e lo offrì ai suoi amici dopo aver detto che quel “Pane” sarebbe rimasto per sempre il segno della Sua presenza “reale” in mezzo in mezzo a loro. Loro erano un po’ confusi: riuscirono soltanto a dirgli “Grazie, Gesù”.

Quel pane era “azzimo”, cioè non lievitato proprio come sarà pane azzimo quella piccola ostia che riceverai nel giorno della Prima Comunione. Prova allora, nel pomeriggio, a fare una focaccetta di pane azzimo e stasera a cena mettila in tavola e spiega ai tuoi cari quello che allora fece Gesù… anche le parole, mi raccomando. Poi recita anche la preghiera del ringraziamento. La scrivo qui. “Caro Gesù, non vedo l’ora di riceverti nel mio cuore. Ti voglio tanto bene”.

La ricetta per la focaccetta è semplice. Prendi due cucchiai di farina e fai l’impasto versando un pochino di acqua tiepida senza aggiungere il lievito. Metti anche un po’ di sale. Dopo che l’avrai lavorata stendila e spianala col mattarello. Accendi il forno a 180° e dopo un pochino inforna. Tempo una decina di minuti e la focaccia sarà pronta.

Se nei hai voglia scrivimi qualcosa su  [email protected]  perché oggi è la festa dei sacerdoti e quindi è anche la mia festa. Un bacio.

E ora un rigo per voi grandi. Immagino che abbiate vissuto molte volte il rito del Giovedì Santo. Vi invito a fermare l’attenzione su un particolare della celebrazione. Dopo la lavanda dei piedi si diffonde nella chiesa un forte profumo perché i piedi degli “apostoli” vengono bagnati con l’acqua profumata: nella brocca c’è più profumo che acqua! E ovviamente il profumo resta per tutto il tempo della celebrazione: quando si legge il Vangelo, quando si consacra il Pane e il Vino per la Comunione e quando si offre il pane per i poveri.

Quel profumo segnala, simbolicamente cioè in modo semplice comprensibile anche dai piccoli, la presenza di Gesù in mezzo al Suo Popolo. Gesù infatti è presente *quando laviamo i piedi al prossimo (quando perdoniamo),  *quando si ascolta il Vangelo, *quando si fa la Comunione, *quando si aiutano i poveri.

Il punto più delicato è il primo. Perdonare non è facile. Soprattutto quando abbiamo ragione. Ma se ci riusciremo avvertiremo un profumo incredibile nell’anima che ci consentirà di fare una Pasqua bellissima nonostante l’epidemia.

Una preghiera speciale per me, pastore senza gregge!

 

 

Corona virus 32

Oggi, Mercoledì Santo, si concludono le QUARANTORE. Ringrazio a nome di tutti i parrocchiani e mio personale le nostre carissime Suore che si sono fatte carico (un carico dolcissimo peraltro) di mantenere vivo questo appuntamento importante della e per la nostra comunità. Davanti al SS.mo Sacramento esposto nella loro cappellina hanno pregato per tutti noi per lunghe ore in questi primi tre giorni della Settimana Santa.

Anch’io ho fatto la mia parte ma non come loro. Piuttosto ho cercato, scrivendo su questa pagina, di spiegare l’essenza e il significato dell’Adorazione Eucaristica insieme con alcune indicazioni pratiche per praticarla. Questa mattina concluderò il mio intervento. Permettetemi prima di tutto però di fare appello per l’ennesima volta a voi genitori perché facciate pregare i vostri ragazzi. Se riusciremo a uscire da questa terribile situazione sarà anche grazie alla preghiera semplice ma sincera dei nostri bambini. Non mi dilungo …

Spiegavo ieri che, nonostante la nostra Fede nell’Eucarestia e le nostre buone intenzioni, fermarsi davanti in adorazione al Sacramento per più tempo e mantenere la concentrazione è difficilissimo. Aggiungevo che la Chiesa, forte della sua secolare esperienza, ci suggerisce di rispettare un certo ordine nell’adorare l’Eucarestia: prima di tutto riconoscere le nostre fragilità e poi invocare lo Spirito Santo perché la nostra preghiera sia “vera” preghiera e non soltanto mero lavoro intellettuale. Fatto questo c’è bisogno di “invocare” ed ecco la preghiera “mentale”. Poi di “offrire” qualcosa e qui vi indicavo la preghiera del “tempo” con la quale, facendo appello alla nostra forza di volontà, regaliamo al Signore un po’ di tempo “inchiodandoci” alla panca.

Oggi vorrei spiegare cosa vuol dire adorare con i “sensi” e, in conclusione, adorare con il cuore.

Tempo addietro, entrando nel tardo pomeriggio in chiesa, vidi un mio caro amico – per alcuni versi quasi figlio – letteralmente “abbracciato” al Tabernacolo. Rimasi sbalordito e anche sorpreso non riuscendo a capire cosa stesse facendo “arrampicato” sull’altare. Intuivo che stava pregando e pregando intensamente ma non capivo perché stesse abbracciato in quel modo decisamente inusuale. Fu un attimo perché immediatamente mi tornò alla memoria una pagina di uno dei biografi più attendibili di Tommaso d’Aquino, filosofo e teologo d’eccezione oltre che grande santo, in cui l’autore racconta che quanto Tommaso incontrava momenti di difficoltà – nella ricerca filosofica e teologica o nella sua vita privata – era solito assentarsi e recarsi in chiesa per “abbracciare” il tabernacolo senza dire parola alcuna. Scrive il biografo che era un abbraccio da “innamorati”. A quel punto mi sono immediatamente ritirato e non ne ho mai fatto parola con lui. Anche se, in cuor mio, l’ho un po’ invidiato per questa fede tanto profonda.

Ecco, questo è un esempio di cosa voglia dire adorare con i sensi. Non vorrei naturalmente che ora vi metteste tutti a salire l’altare ecc. Questo no. Però fare almeno l’esperienza dello sguardo innamorato, sì. Probabilmente ricordate l’episodio raccontato dal Curato d’Ars san Giovanni M. Vianney che, incuriosito dalla presenza giornaliera di un anziano nella chiesa parrocchiale, gli chiese cosa stesse facendo con lo sguardo fisso verso il Tabernacolo. “Niente -rispose- io lo guardo e Lui mi guarda”. Anche il Curato d’Ars, che era un santo, si ritirò in buon ordine andando a piangere i suoi peccati… di Fede!

E ora l’ultimo punto: adorare con il cuore. Il cuore, l’affetto è sempre presente nei momenti di Adorazione Eucaristica. Sia che uno invochi, che stia fermo in panca, che salga l’altare o che contempli l’Ostia Santa è sempre questione di cuore, di sentimento.

Ma ci sono momenti – e qui è senz’altro all’opera la Grazia di Dio, un dono speciale e “gratuito” che il Signore può offrire a coloro che si fanno “piccoli” come i bambini – nei quali, anche se momenti brevissimi, meglio “attimi”, sembra proprio di vedere Lui, Gesù, di intuirne la Presenza, proprio come lo videro i Suoi discepoli, addirittura con maggiore chiarezza rispetto a loro perché nell’Eucarestia che contempliamo è presente oltre la Passione e Morte anche la Sua Risurrezione.

Intuire cosa significa… Cerco di chiarire, anche in questo caso, con un esempio. Voi che siete genitori riuscite a “sentire” con chiarezza e senza sbagliarvi una situazione fisio-psicologica particolare, anche soltanto momentanea, del vostro bambino. È non è questione di ragionamento ma… di cosa, allora.. È questione di amore! Dico bene? Lo amate così tanto che lo “sentite” realmente presente anche se, fisicamente, assente.

Ho fatto una grande fatica intellettuale a focalizzare questo punto perché non che io ne abbia fatto esperienza quotidiana di questo “sentire”. Ho avuto, come tanti altri immagino, qualche momento davvero bello, soprattutto quando ero più giovane e incerto sulla scelta di diventare sacerdote, che mi ha portato alle lacrime ma non oltre!

Non aggiungo altro. Vi ho aperto il cuore. Nei prossimi giorni sarò più breve. + dp