Corona virus 31

Cari amici, siamo nei giorni delle QUARANTORE: tre giorni di Adorazione Eucaristica che da sempre si tengono nella nostra Parrocchia di Forte dei Marmi. Non si tengono nella chiesa parrocchiale ma nella chiesetta delle Suore alla presenza delle stesse e del sottoscritto.

Ieri vi ho spiegato come è nata, anticamente, questa forma speciale di preghiera per poi mettere a fuoco la benedizione eucaristica impartita dal Papa al mondo intero e il commento, essenziale ma preciso, del professor D’Avenia che scrive sul Corriere della sera ogni Lunedì. Chiudevo l’articolo invitandovi a un momento di preghiera eucaristica con le parole che negli anni passati i bambini di Prima Comunione cantavano durante la Processione del Corpus Domini.

Oggi vorrei proseguire sull’argomento ma prima vi chiedo la cortesia di seguire con dedizione i vostri ragazzi pregando insieme con loro e aiutandoli anche a capire certi termini. Già confondevano la “Quaresima” con la “Quarantena“: se oggi ci aggiungiamo le “Quarantore” mi rendo conto che finiranno per non capirci più niente. Cercate quindi di spiegare questa nuova parola in modo semplice tipo: “È come se don Piero stesse con l’Ostia Santa alzata fra le mani per tre giorni”.

Adesso un pensiero sull’Adorazione Eucaristica per voi grandi. Noi siamo pienamente consapevoli che quel poco di pane e di vino che vengono consacrati durante la Messa sono segno “reale” della presenza e del dono di sé di Gesù. Nel momento in cui il pane e il vino vengono consacrati con le parole stesse di Gesù “tutti” i presenti alla celebrazione, dai più piccoli ai più grandi, si fermano in adorazione.

È il momento più sentìto della Messa sia da parte del prete che dei fedeli. Suona il campanello e tutti si inginocchiano, si raccolgono in un perfetto silenzio, guardano con uno sguardo amorevole l’Ostia santa e il Calice che il sacerdote alza pian piano e formulano una espressione d’amore e di fede ( la più conosciuta è quella dell’apostolo Tommaso “mio Signore e mio Dio” perché imparata al catechismo”).

Ma quando l’Ostia santa si ripone nel Tabernacolo non è così. Si entra in chiesa come se niente fosse ecc. eppure Gesù è ancora presente! Non parliamo della processione del Corpus Domini: l’unico momento di vera concentrazione e di preghiera è quando, all’incrocio, si benedice il mare! E questo purtroppo vale anche per me, distratto come sono!

E così, durante l’Adorazione Eucaristica del Mercoledì mattina o durante le Quarantore quando l’Ostia santa viene esposta solennemente, cosa facciamo? Riusciamo davvero a concentraci e a dire qualcosa a Gesù? Dobbiamo essere sinceri: se durante la Consacrazione che dura un attimo ci riusciamo… durante le lunghe ore di Adorazione NON ci riusciamo: la mente vaga ovunque, ci vengono i pensieri più strani in testa, non riusciamo a rivolgere niente di amorevole a Gesù. Eppure è lo stesso Gesù della consacrazione.

Stiamo arrivando al punto. Cosa fare allora? I libri ci aiutano poco perché esprimono l’amore per Gesù con parole che non ci appartengono: presentano sì con chiarezza teologica il Mistero ma non ci sono d’aiuto per incontrare spiritualmente il Mistero.

Io penso che, per riuscire a pregare davanti all’Eucarestia, sia necessario seguire un ordine ben preciso e poi affidarci oltre che alla mente anche alla volontà, ai sensi e soprattutto al cuore.

Ordine cosa vuol dire? La chiesa ci insegna che, iniziando il nostro momento di Adorazione Eucaristica, dobbiamo riconoscere umilmente i nostri peccati (I superbi stanno antipatici al Signore) con semplici parole tipi: “Signore Gesù, abbi pietà di me peccatore”; e subito dopo invocare lo Spirito santo (è la voce stessa del Signore che parla alla nostra coscienza e ci suggerisce cosa dire): “Fai o Signore che riesca a esprimere al meglio il mio amore per te”. A quel punto, con spirito filiale possiamo presentare mentalmente le nostre richieste d’aiuto, le nostre intercessioni ecc.

E, affidarci alla volontà, cosa vuol dire? Succede che quando, dopo pochi momenti di Adorazione ci accorgiamo di esserci distratti per l’ennesima volta, ci viene voglia di uscire… Invece di uscire conviene fermarsi, inchiodarsi alla panca e dire: “Signore mio, non so proprio cosa dirti… ti offro però il mio tempo. Ti prego di accogliere come preghiera questo tempo che passo davanti a te”

Domani provo a spiegare la preghiera dei sensi e del cuore. Sapete che vi scrivo non da maestro ma da fratello. Quindi prendete queste mie note come segno d’affetto.

Il Signore vi + benedica, dp

Corona virus 30

Oggi scriverò soltanto per voi grandi. Scriverò però come sono solito fare, in modo semplice e piano, in modo che anche i piccoli possano capire anche se si tratta di questioni decisamente complesse.

Una premessa. Ieri la benedizione dell’Olivo ha avuto un notevole seguito e di questo sono felice. Ho aggiunto poche parole e anche queste sono state apprezzate. L’orario è stato leggermente anticipato perché temevo che, nonostante i miei inviti, qualcuno sarebbe intervenuto ugualmente costringendomi, di conseguenza, a rinunciare. E ora la consueta breve riflessione.

La tradizione religiosa di Forte dei Marmi vuole che nei primi tre giorni della settimana “santa” si tengano le “Quarantore”: tre giorni dedicati all’Adorazione Eucaristica.

Un cenno di spiegazione per chi non è molto pratico di queste cose. I primi cristiani celebravano la “Santa Cena” (poi diventata “Messa”) spezzando il Pane come aveva loro insegnato Gesù nel primo giorno della settimana ebraica. Era il momento in cui facevano esperienza diretta di Gesù morto e risorto né più né meno come facciamo noi. Il Pane consacrato veniva consumato interamente. Molto tempo dopo, edificate ormai le chiese e iniziato l’uso della celebrazione eucaristica quotidiana si pose il problema della conservazione delle sacre specie. Nacquero così i “tabernacoli” entro i quali si conservava il Pane consacrato (non il Vino che continuava a essere consumato immediatamente dal celebrante). Contemporaneamente nacque e si sviluppò la consuetudine di “adorare” detto Pane eucaristico, consuetudine che, nei secoli, si sviluppò moltissimo con sempre nuove forme. Fra queste, appunto, la pratica delle “Quarantore” (40 ore) che consentiva ai fedeli di fermarsi a pregare in modo continuato.

Quanto scritto finora non lo ripeterò nei giorni a venire. E ora la riflessione che, ovviamente riguarderà l’Eucarestia.

Quando Venerdì 27 u.s. ho visto Papa Francesco accedere, sotto la pioggia e in perfetta solitudine, alla sede papale per la preghiera di intercessione ho avvertito un senso di sgomento. Mi sono tornate in mente le lezioni del prof. Morra sul pensiero di Nietzsche relativo alla fine del Cristianesimo: l’autore infatti descrive la scena del Papa che, solo e pensieroso, si aggira nel Palazzo senza sapere che fare.

Ne ho sofferto! Quando però ho visto il Papa avanzare, seppure traballante, con l’ostensorio fra le braccia e benedire con l’Ostia Consacrata il mondo mi sono ripreso e, confesso, mi sono pure commosso. Mi sono tornate in mente le parole di Gesù: “Non abbiate paura, io sarò sempre con voi” . Parole che, nei secoli, hanno dato coraggio e forza ai credenti e non solo, per superare le paure e riprendere il cammino.

Alcuni, atei o più che altro sedicenti tali – l’esperienza di sacerdote mi insegna che non sono poi così tanti come vorrebbero far credere gli opinionisti di turno – hanno fatto finta di non capire.

Ma c’è stato anche chi, non solo ha capito, ma ne ha dato una testimonianza straordinaria. Mi riferisco al prof. D’Avenia che scrive: “Venerdì scorso il Papa ha benedetto (…) sollevando sulla città e sul mondo l’Eucarestia, PRESENZA COSTANTE DI CRISTO NELLA FATICOSA STORIA UMANA…”

Allora. Io adesso vado dalle Suore, dico Messa e mi fermo poi insieme con loro in adorazione in modo che la tradizione delle Quarantore fortemarmine non si spenga. Voi, a casa, fatevi il segno della Croce, fermatevi un momento e recitate con fede la preghiera eucaristica che cantava i bimbi di Prima Comunione ai tempi di don Pasquali: TI ADORO OGNI MOMENTO, O VIVO PAN DEL CIEL, GRAN SACRAMENTO. A domani con un nuovo pensiero.

Vi abbraccio. Tutti. dp

Corona virus 29

Cari amici, mettiamo da parte paure e disagi e preghiamo con cuore in questa inimmaginabile

DOMENICA DELLE PALME 2020

Nel nome del Padre…. Il Signore sia con voi… Confesso a Dio…

IL VANGELO DI OGGI

Gesù, lasciò i suoi discepoli e si addentrò nel’orto degli olivi. Piangendo e sudando sangue disse” Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io ma come vuoi tu!” Detto questo torno dai suoi ma li trovò addormentati.

Riflessione: Cari genitori, mi rivolgo a voi che in questi giorni di epidemia mi state sostituendo come catechisti e come sacerdoti. Ho scelto di proposito questa frase del racconto della passione di Gesù per rispondere alle incertezze di chi, in questo momento drammatico, sente Dio… lontano. Non possiamo pretendere -come stanno facendo in questi giorni tanti atei- di piegare Dio ai nostri desideri. Noi dobbiamo ringraziarlo dei doni della natura che ci ha concesso e batterci il petto per averli sciupati anzi distrutti. Dobbiamo poi impegnarci, sfruttando stavolta i nostri doni personali di intelligenza e scienza, a restituire alla natura quel rispetto che le abbiamo sottratto senza incolpare Dio di colpe che non ha. A quel punto vogliamo fare nostra la preghiera di Gesù: “Se è possibile, passi questa epidemia! Noi accogliamo fiduciosi la tua volontà”

PREGHIERA DEI FEDELI: Affidiamo a Gesù i nostri cari, vivi e defunti

COMUNIONE SPIRITUALE: Gesù, non ci abbandonare in questo momento difficile. Nonostante le nostre fragilità noi ti amiamo. Ascoltaci!

PREGHIERA ALL’ADDOLORATA : Ave Maria…

BENEDIZIONE: fate un segno di croce sulla fronte dei vostri ragazzi.

VERSO MEZZOGIORNO SENTIRETE SUONARE LE CAMPANE: IN QUEL MOMENTO STARO’ BENEDICENDO L’OLIVO. VOI – DA CASA – DITE UNA PREGHIERA. L’OLIVO LO POTRETE RITIRARE ALLA FINE DELL’EPIDEMIA. HO MESSO SOTTO VUOTO TANTE FOGLIOLINE. CENE SARANNO PER TUTTI. NON USCITE DI CASA. MI RACCOMANDO.

CHI DESIDERA VEDERE IL MOMENTO DELLA BENEDIZIONE CHIEDA SI FACEBOOK AMICIZIA A PAOLO BARBERI CHE TRASMETTERA’ IL RITO INTORNO A MEZZOGIORNO E MEZZO.