Corona virus 36

PASQUA!  Cari amici, siamo arrivati alla festa di Pasqua. Il clima non è dei migliori ma si intravede qualche spiraglio di luce in fondo al buio tunnel dell’epidemia. Apriamo dunque il cuore alla speranza e iniziamo bene la giornata pregando con il solito schema della Messa domenicale. La mamma faccia la  parte del prete e i bimbi rispondano come quando sono all’altare.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo…

Il Signore sia con tutti voi…

Fratelli e sorelle all’inizio di questo momento di preghiera nel giorno di Pasqua riconosciamo con umiltà le nostre cattiverie….. Confesso a Dio…

Vangelo.    ” Pietro e Giovanni corsero al sepolcro ma lo trovarono vuoto. Ricordando quello che Gesù aveva predetto capirono subito che era risuscitato. A quel punto non persero tempo: pieni di gioia andarono a portare la bella notizia anche agli altri discepoli”.

Predica.    Cari amici, soprattutto cari genitori, intanto ringraziamo il Signore per il dono della fede. Poi per le persone che ci ha messo al fianco e infine per tutti coloro che hanno qualche sofferenza nel cuore soprattutto per chi ha perduto qualche persona cara. Non ci dimentichiamo poi di coloro che, per un motivo o per un altro, non riescono ad avvertire la gioia dello stare vicini a Gesù. Non stiamo a giudicarli. Piuttosto vediamo di farceli amici in modo che anche loro diventino… amici di Gesù. Io almeno faccio così! E penso che Gesù capisca… e li benedica anche se è una piccola bugia.

((-  Mi spiego meglio in modo che capiscano anche i più piccoli. C’è un detto toscano che dice: “gli amici degli amici… sono amici!” Questo vuol dire che se Luigi (che non prega mai Gesù)   è amico di Carletto (che invece lo prega tantissimo)   anche Luigi diventa in qualche modo amico di Gesù.   E così quando Carletto prega Gesù può benissimo dirgli: “Guarda che ti saluta anche il mio amico Luigi”. Gesù capisce… perché è intelligentissimo e benedice tutti e due.  -))

Tornando a voi grandi vi raccomando di passare la giornata serenamente in modo che i ragazzi stiano tranquilli. Già sono chiusi in casa. Avvertendo nervosismo all’intorno potrebbero restarne traumatizzati.

Infine vi chiedo di pregare perché il nostro paese torni a essere quello di sempre come è scritto all’ingresso di una abitazione del centro: “Forte dei Marmi: vita, amore, allegria”.

Preghiera dei fedeli.    Ti raccomandiamo Signore gli ammalati e i medici che li curano esponendosi pure al pericolo. Ti raccomandiamo anche i vigili, i carabinieri e la polizia che vigilano sulle strade invece di essere a casa con i loro familiari. Ti raccomandiamo pure i tantissimi volontari che assistono i poveri. Tieni infine con Te i tanti defunti di questi giorni. Ascoltaci Signore

Comunione spirituale. Signore Gesù, credo in Te e ti amo. Anche se non posso riceverti nella Comunione vieni ugualmente nel mio cuore e aiutami a superare questo brutto momento. Amen

Preghiera alla Madonna. Ave Maria…

A MEZZOGIORNO SUONANO LE CAMPANE. IN QUEL MOMENTO BENEDIRÒ LE UOVA. BUONA FESTA, don Piero

Più tardi, collegandoti a    chiesadelforte.it   nella sezione VIDEO, potrai anche vedermi.

 

 

 

 

Corona virus 35

SABATO SANTO. Fin dalle prime ora di questa mattina uomini e donne sono in fila davanti ai negozi di generi alimentari. È Pasqua ed è giusto che almeno in casa si avverta il profumo della festa. Io ho preparato l’altare: non è l’altare degli anni passati con fiori, lumi ecc. Però l’essenziale c’é. Il cero pasquale, quello colorato; la brocca dell’acqua, il messale delle feste, il canestro per le uova, l’incenso, l’aspersorio… Tutto questo per favorire in quei pochi che verranno in chiesa e per quei moltissimi che vedranno il filmato un po’ di serenità. Ovviamente questi sono dettagli. Chi ci dà serenità nonostante tutto è Gesù oggi chiuso nel Tabernacolo e domani esposto con solennità.

Adesso una parola per i piccoli e per i grandi.

A voi piccoli chiedo di mettervi all’opera e di aiutare la mamma a preparare il cestello con le UOVA. Domani, a mezzogiorno, al suono a festa delle campane verranno benedette e subito dopo consumate a pranzo. L’uovo è stato scelto dai nostri predecessori come segno di Gesù che risorge. Il pulcino, come sapete, che già vive all’interno del guscio, per uscire fa tutto da solo: becchicchia il guscio ed esce proprio come Gesù che esce, vivo, dalla tomba. Per questo, quando si consuma, nel pranzo di Pasqua siamo soliti farci il segno della croce… Mettetevi subito al lavoro e BUONA PASQUA!

A voi grandi invece chiedo di vivere in pace questi due giorni. Questo stato di reclusione ci sta rendendo tutti molto nervosi… Fare Pasqua significa anche “fare pace”. Se uno è in pace vive lo spirito della festa e avverte la presenza del Signore. È buona cosa quindi, iniziando il pranzo di Pasqua, prima ancora di cibarsi dell’uovo benedetto, farsi il segno della croce e dire una parola di esortazione spirituale ai familiari.

Vi invito, ancora, tutti, a mantenere piena fiducia nel Signore, nonostante le difficoltà presenti. La stessa “fede” della Madonna: quel sabato di tanti anni or sono, quando Gesù era chiuso nel sepolcro, anche i suoi amici più cari avevano perduto la “fede”. L’unica “fedele” rimase lei, Maria, sebbene “addolorata”. Impariamo a da Lei a mantenerci fedeli.

Vi avviso che l’articolo del giorno di Pasqua lo troverete sul blog fin da stasera. Fin d’ora AUGURI.    don Piero

Corona Virus 34

VENERDÌ SANTO! È il giorno più delicato e difficile da spiegare ai ragazzi. Ci provo contando, come scrivo ogni giorno, sulla collaborazione dei genitori che meglio di me possono aiutare i propri figli non dico a capire il mistero del dolore e della morte ma almeno a far germogliare nei loro cuori  sentimenti di “tenerezza e compassione per chi soffre” e di “riconoscenza per chi muore”.

Cari ragazzi, in questo tempo di epidemia assistiamo giornalmente a episodi straordinari di dedizione da parte dei nostri medici, infermieri ecc. Dedizione assoluta da parte di questi “eroi” che restano al fianco degli ammalati per assisterli e curarli senza temere il contagio e la morte. Molti, fra loro, hanno contratto la malattia e sono morti. Questo sacrificio però non è stato vano perché i loro ammalati sono guariti! È strano vero? Il medico muore e l’ammalato guarisce e vive.

Lo stesso, per così dire, è avvenuto con Gesù. C’era in corso un’epidemia terribile, l’epidemia della cattiveria, dell’odio, della violenza, della vendetta. Un’epidemia che rischiava di far morire l’intera umanità.  Allora è intervenuto Lui, Gesù, un medico bravissimo che ha “guarito” l’umanità ammalata con una medicina speciale, fatta di amore, pazienza, perdono.

Sai come è andata a finire: Lui, buono, è morto. Noi, cattivi, siamo guariti. E anche se ogni tanto torniamo ad ammalarci di cattiveria, con la Sua medicina possiamo guarire. La medicina? Si chiama “Comunione”. Sì, quella “Comunione” che farai a breve non è soltanto il premio per chi è buono ma anche la medicina per guarire chi è cattivo. Non te ne dimenticare soprattutto quando sarai più grande.

Oggi, cerca in casa un crocifisso e dai un bacetto a Gesù. Poi mettiti ai fornelli e prepara la cena che, come vuole la tradizione, deve essere “vegana”. È molto semplice: basta mettere in una zuppiera un po’ di verdure… insalata, cipolla, radicchio, pomodori… olio, sale e aceto ed ecco pronta la cena del Venerdì santo.

Poi, stasera, collegati su  chiesadelforte.it  dove ho preparato per te un VIDEO, una Via Crucis a colori (poi ti spiegherà la mamma di cosa si tratta)  molto bella.

A VOI  GIOVANI & ADULTI che siete soliti leggermi ormai da tanti giorni vorrei raccontare un episodio che mi riguarda da vicino e che potrebbe farvi riflettere sul tema della passione e morte di Gesù.   Ero ancora giovane (35 anni) e non avevo ancora ultimato gli studi di teologia (è un corso di studi lunghissimo). Dalla Curia mi avvisarono che c’era bisogno urgente di un sacerdote per tenere un corso di tre lezioni di Etica alla Facoltà di Medicina dell’Università di Pisa perché il teologo che aveva preso l’impegno aveva all’improvviso rinunciato. In  tutta Pisa erano esposti i manifesti con il mio nome… definito illustre teologo (anche se non lo ero ancora).

Mi presentai nell’aula magna di via Roma, l’aula tipica universitaria con gli studenti in alto a semicerchio e i professori alla cattedra in basso, e mi trovai di fronte un centinaio di studenti tutti del sesto anno. Io ero intimorito. Loro più di me perché l’altro relatore era il prof. Gigli all’epoca direttore della Clinica Medica che incuteva timore ai giovani studenti. La lezione andò bene ed ebbi anche gli applausi e i complimenti del professore. Nella seconda lezione  ero affiancato dal prof. Laddaga, pure lui illustre cattedratico. Anche quella lezione andò bene. Fu in quella occasione che, ascoltando il prof. Laddaga, imparai una cosa da allora rimasta impressa nella mente e nel cuore.

“Il malato – disse il professore, non teme né il dolore né la morte. Teme la solitudine. Quindi – concluse – ricordatevi di stare vicini ai vostri ammalati quando soffrono e quando muoiono”.

Gesù è morto “solo”. Chissà quanto ha sofferto di questa solitudine!  I nostri ammalati di corona-virus stanno morendo “soli”. Chissà quanto stanno soffrendo! Oggi dunque, pensando a Gesù, pensiamo anche a loro. E anche ai nostri medici, infermieri e operatori sanitari che li seguono con professionalità e amore.

Anche voi ADULTI & GIOVANI provate a fare la Via Crucis.  Quella presente sulla rivista di Pasqua (che ritirerete a epidemia sconfitta) viene riportata qui di seguito.  Date un’occhiata anche ai video che sono stati inseriti.