32. IN CAMMINO – anniversario

Ieri, 28 Giugno, era il mio anniversario di Ordinazione sacerdotale e oggi, 29 Giugno, festa di San Pietro e Paolo, l’anniversario della mia Prima Messa.

Fu una Messa feriale, celebrata in una piccola chiesa della periferia di Pisa, con pochissime persone presenti che non sapevano nemmeno chi fossi.

Fu una mia scelta. Ormai mi conoscete: ero e sono rimasto alieno da certe manifestazioni. Non che sia alieno dall’amicizia e dall’affetto. Anzi, addirittura talvolta esagero con baci&abbracci. Ma le manifestazioni formali non è che le gradisca più di tanto a meno che non si tratti di manifestazioni fatte col cuore.

E infatti, tutti gli anni, ho festeggiato con voi l’avvenimento brindando  e sgranocchiando qualche arachide tostata dopo la Messa… Sono stati momenti semplici ma sinceri; con poche persone ma con tanto… tanto amore.

Quest’anno invece niente di niente. Nemmeno un semplice brindisi causa il divieto sanitario di assembramento.

Veramente ho avuto un invito che non mi aspettavo: alcuni amici, carissimi anche se vengono un po’ poco in chiesa, mi hanno invitato a consumare in compagnia un po’ di tordelli e penso proprio di andarci sperando che la stagione non faccia capricci.

Chiudo chiedendovi una preghiera. Comincio a invecchiare e quindi come tutti gli anziani apprezzo sempre di più l’affetto delle persone che amo:  “voi ” che, giorno dopo giorno, da 24 anni, mi seguite in qualità di pastore delle vostre anime.

Con affetto e riconoscenza,                                                              don Piero

 

31. IN CAMMINO – preghiera per un amico

Scrivo questa breve nota a giornata ormai conclusa. Penso proprio che non la leggerà nessuno ma a me fa piacere scriverla ugualmente. È una sorta di sfogo che mi aiuta a rilasciarmi…

Dunque ieri pomeriggio mi hanno avvisato che il mio amico D. aveva avuto un malore serio e disperavano di salvarlo. L’ho raccomandato a Padre Pio e mi sono messo ad aspettare gli eventi certo che il nostro santo Padre lo avrebbe aiutato.

Nel frattempo mi sono messo a pensare a quanto sia importante per noi sacerdoti avere qualche punto di riferimento: per un confronto, per un conforto, per un semplice scambio di opinioni.

L’amico in questione infatti mi ha aperto il cuore più volte e io ho fatto lo stesso con lui ascoltando e accettando i suoi consigli.

In più mi ha, per così dire, viziato offrendomi ogni Domenica il quotidiano, i dolci squisiti del Soldi, le primizie dell’orto ecc.

In piena notte mi hanno avvisato che l’intervento era riuscito. Ero ancora sveglio ad aspettare e così, finalmente, sono riuscito ad addormentarmi.

Adesso si tratta di aspettare ancora un po’ e poi fargli la sorpresa… Sì, perché i lamponi che mi aveva donato hanno iniziato a produrre frutti dolcissimi e mi piacerebbe condividerli con lui e con A., altro amico carissimo.

30. IN CAMMINO – ricominciamo…

Questa mattina noi Vicari territoriali ci siamo trovati finalmente di persona con l’Arcivescovo per programmare la ripartenza… nei limiti del possibile. Sì, perché i problemi continuano a esistere e dobbiamo tenerne di conto per non rischiare passi falsi.

L’Arcivescovo ci ha chiesto di guardare all’essenziale ossia ai sacramenti e alla carità ma si avvicina il mese di settembre e ci sono anche altre esigenze come, ad esempio, il catechismo per i piccoli e gli adolescenti e tutto il resto.

Cosa fare e come fare. Con le restrizioni adesso presenti saremmo costretti a ridurre i gruppi degli iscritti e a tenere le lezioni in chiesa per coloro che dovranno accedere alla Comunione a alla Cresima.

In pratica dovremmo rinunciare al 50% dei ragazzi e questo comporterebbe inevitabilmente un crollo, a catena, della presenza domenicale alla Messa e a tutto il resto.

Nel mio intervento ho fatto presente che i nostri predecessori hanno superato problemi e prove ben più gravi (mi riferivo soprattutto al tempo di guerra) e quindi dobbiamo mantenere fiducia nel nostro popolo e dell’aiuto di Dio.

Qualcuno mi ha obbiettato che il nostro popolo non è più quello di allora e del resto non lo siamo più nemmeno noi sacerdoti…

Ma il Signore è lo stesso di ieri e sarà lo stesso domani. Quindi fidiamoci di Lui.