Catechismo prima comunione 4

Vi dicevo di Giovanni, l’apostolo più giovane e anche più intelligente, che vedendo morire Gesù in quel modo atroce capì il senso delle parole dette da Gesù nell’ultima cena. Pianse tantissimo. Poi prese a braccetto Maria, la mamma di Gesù, anche lei in lacrime, e la accompagnò a casa propria per non lasciarla da sola. Tutta la notte rimase a pensare a quelle parole: “Questo è il mio corpo… questo è il mio sangue” e anche soltanto pensandole sentiva Gesù vicino.

Al mattino seguente ecco che arrivarono anche gli altri. Pietro, Giacomo, Andrea e gli altri. Appena li vide Giovanni prese una focaccia di pane e fece una bella lezione di catechismo ai suoi amici. “Ecco cosa voleva dire Gesù quella sera. Voleva dire che quel pane spezzato rappresentava il suo Corpo. Facciamolo anche noi”. Allora Pietro prese il pane, lo spezzò, e con la voce tremante disse “Questo è il mio Corpo” e lo offrì a Maria e agli altri. E subito la pace di Gesù scese nel loro cuore. Questa fu la prima Comunione degli Apostoli!

 

Catechismo prima confessione 4 lezione

Dopo aver individuato i due primi peccatucci (se li ha già dimenticati torna indietro e ricercali) andiamo alla scoperta del terzo. Il 3° comandamento dice: “RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE” che, tradotto in parole più semplici, richiama il dovere di dedicare un pochino di tempo al Signore nel giorno di Domenica. Qui il discorso si fa complicato perché la Domenica c’è la partita (per i maschi) e la gara di danza (per le femmine). E poi la Messa è sempre la stessa, non cambia mai, don Piero dice sempre “sarò breve” e poi parla di continuo… E va bene, dato che sei ancora piccolo, sei scusato ma almeno il “buongiorno” al Signore con un segno di croce guarda di darglielo. Se non li fai… ecco il peccatuccio: “Non ho detto le preghiere”.

 

 

Corona virus 7

Oggi è Domenica e quindi mi metto all’opera per tempo!

Intanto buon giorno e un abbraccio a tutti voi, parrocchiani e amici sparsi in tutta Italia. Poi, subito le preghiere: il segno della croce, il Padre nostro, l’Ave Maria, la preghiera all’Angelo custode (non la ricordate? Bene ve la scrivo: Angelo di Dio che sei il mio custode illumina custodisci, reggi, governa me e la mia famiglia che ti siamo stati affidati dalla pietà celeste), l’eterno riposo e l’atto di dolore (o Gesù d’amore acceso non t’avessi mai offeso, o mio caro e buon Gesù non ti voglio offender più).

Adesso un accenno al Vangelo odierno. Viene proposto il passo della Samaritana che si rivolge a Gesù, vicino al pozzo, e gli dice candida candida: “Noi aspettiamo con ansia il Messia…” Gesù, senza perdere tempo le risponde diretto: “Sono io, proprio io che ti parlo”. A questo punto la donna, invece di fermarsi e familiarizzare con Lui, si dà alla fuga impaurita.

Beh, lo stesso è capitato a Mosè davanti al roveto ardente, al profeta Elia sulla montagna ecc. e quindi può capitare anche a noi di restare smarriti di fronte al mistero di Gesù Uomo e Dio. È così enorme la questione da restare senza parole. Bene allora questo è il momento per accettare la sfida e riconoscere la Signoria di Gesù. Come? Semplicissimo. Basta dire : “Signore Gesù, credo in te ma aiuta la mia fede”.

Adesso preghiamo in silenzio ricordando i nostri cari, quanti lavorano per noi, i medici ecc. e tutti coloro che amiamo. Non ci dimentichiamo dei nostri defunti.

Siamo al momento della Comunione spirituale. Manteniamoci calmi e non lasciamoci prendere dallo sconforto. Diciamo con fede: ” Signore Gesù, lo sai che ti voglio un gran bene. Purtroppo oggi non posso riceverti nel sacramento dell’Eucarestia. Vieni però ugualmente nel mio cuore e ascolta le mie richieste ……… Ti ringrazio, sei proprio caro!”

Adesso possiamo concludere scambiandoci un bacio a distanza e augurandoci una buona salute.

Il Signore ci + benedica.

O bella Regina che siedi nel ciel, il mondo s’inchina t’invoca il fedel. Ave, Ave, Ave Maria