AUGURI DAL LIBANO

di Padre Damiano Puccini

AUGURI DI SANTO NATALE 2018 E FELICE 2019

Dall’inizio della guerra civile siriana i libanesi hanno assistito a un vero e proprio esodo di profughi verso il proprio Paese. Il numero di rifugiati in Libano ha raggiunto quota 952,562 secondo le stime dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, meglio conosciuto con l’acronimo inglese UNHCR. Il Governo libanese, d’altro canto, sostiene che il Paese abbia accolto in realtà oltre un milione e mezzo di profughi dal 2011 a oggi, la maggior parte dei quali vive in condizioni di estrema povertà, in tendopoli nella valle della Bekaa o ovunque in quartieri popolari. Le condizioni in cui versano i bambini siriani in Libano sono drammatiche: il 75% di loro, infatti, non va a scuola e il lavoro minorile è molto diffuso.

La nostra Associazione “Oui pour la Vie” operante in Libano in favore dei più poveri, senza guardare alla loro appartenenza religiosa e provenienza, si è impegnata ormai da quasi 3 anni ad allestire una cucina a Damour, capoluogo dello Chouf nel centro-sud del Libano tra Beirut e Sidone, per offrire pasti o semplici aiuti alimentari a diverse centinaia di persone. Inoltre, grande è l’aiuto sanitario per il reperimento dei medicinali, in quanto i profughi e i più poveri in generale sono sprovvisti di assicurazione sanitaria e il costo dei farmaci è completamente a carico loro. Un’attenzione particolare è dedicata anche all’equipaggiamento invernale.

La priorità nell’aiuto resta sempre quella del Vangelo invitando queste famiglie che vivono in grande miseria a vivere un percorso di riscoperta dell’amore di Dio e di ricerca della pace del cuore nel praticare lo spirito di perdono, di pazienza nelle avversità e di condivisione con i più bisognosi.

Desideriamo ringraziare tutti voi che sostenete le nostre attività di Oui pour la Vie.

“VIVERE LA MORTE”

Mercoledì 7 novembre u.s. presso la sala parrocchiale del SS.Sacramento madre Costanza Galli, primario di oncologia agli ospedali riuniti di Livorno, ha proposto una interessante conferenza sul tema “Vivere la morte”. L’argomento rientra nel programma di formazione per sacerdoto e laici del nostro vicariato in riferimento al tema indicato dall’arcivescovo per il nuovo anno pastorale.

Madre Costanza, trovandosi ogni giorno a contatto con persone che soffrono, è stata in grado di affrontare la questione con professionalità medica e sensibilità religiosa.

Fra gli argomenti sviluppati è stato particolarmente interessante quanto ha detto a proposito del mutato contesto culturale: “È stato assolutizzato il concetto di autonomia intesa come fare ciò che più aggrada con il prevalere del bene privato sul bene comune. Ciò che ha indebolito concetti quali la solidarietà, la compassione, la trascendenza, la spiritualità…in conseguenza di queste nuove concezioni antropologiche è mutato nel tempo anche l’approccio alla malattia e alla morte, che vengono programmate e controllate quasi si potesse decidere su di esse (eutanasia e accanimento terapeutico)”.

Si è soffermata poi su alcuni problemi conseguenti e in particolare la solitudine: “Ho ricevuto nel corso degli anni alcune richieste di eutanasia da parte di malati non più guaribili. Ma sapete a cosa erano dovute per la quasi totalità? Erano dovute al fatto che il malato si sentiva un peso per la sua famiglia, per la sua comunità di appartenenza, si sentiva non più utile a nulla perché non più capace di funzionare secondo certi standard”.

In ultimo ha commentato il discorso di papa Francesco sulle questioni del fine-vita, nello specifico sul tema dell’accanimento terapeutico ove si legge che è moralmente lecito rinunciare o sospendere l’applicazione di mezzi terapeutici quando il loro impiego non corrisponde al criterio etico e umanistico definito proporzionalità delle cure.

La conferenza è stata seguita da un folto pubblico che ha apprezzato moltissimo l’argomento e le modalità di esposizione.

GIORNATA MISSIONARIA VICARIALE

La giornata missionaria è stata tenuta regolarmente in tutte le parrocchie del nostro vicariato. L’incontro vicariale più importante, aperto ai grandi ma anche ai giovanissimi e ai giovani delle nostre comunità, è stato animato da don Francesco presso la chiesa del SS. Sacramento. Erano presenti numerosi fedeli che hanno ascoltato volentieri le testimonianze dei giovani e di alcuni richiedenti asilo originari dell’Africa ospitati attualmente a Pietrasanta.

Come già detto, anche le altre parrocchie hanno tenuto la giornata seppure nel modo più tradizionale, ossia presentando l’opera missionaria di alcuni confratelli e raccogliendo donazioni a loro favore.

Penso sia utile per tutti, sacerdoti e laici, conoscere quali sono le realtà nelle quali sono impegnati i nostri missionari. Intanto il Madagascar con padre Gerry (lo cito per primo perché in questo momento è degente in ospedale per una gravissima patologia e si raccomanda vivamente alle nostre preghiere); poi padre Jarek in Burkina, i padri Raphael e Innocent in Tanzania e soprattutto il nostro carissimo padre Damiano Puccini, sacerdote della nostra diocesi che è ormai incardinato in Libano.

Padre Damiano è venuto due anni or sono nel nostro vicariato a presentare la propria attività missionaria. Da allora è in corrispondenza con molti laici del vicariato, che sostengono le sue attività. Mi piace a questo punto riportare a memoria un breve brano dell’ultimo bollettino in cui ricorda il dramma dei cristiani del Medio Oriente costretti alla fuga per avere salva la vita: “Quando sono arrivati i jiadisti è stata la fine per le nostre chiese e anche per tutto ciò che riguardava la cultura: statue, icone, libri sacri di grande valore dati alle fiamme; capi famiglia trucidati dopo essere stati torturati, sacerdoti minacciati di morte o uccisi direttamente…”.

Padre Damiano ci prega di non dimenticarlo e anzi di fare il possibile per mantenere vivo il collegamento avviato.