1297. IN CAMMINO – Angeli (1)

Stamattina non c’era la corrente elettrica. I lavori dell’ENEL si sono protratti fino all’ora di pranzo e quindi non sono riuscito a scrivere niente.

Subito dopo, alle 14,30, c’è stato il funerale della signora Elisa Fini-Chiaffi; subito dopo la preghiera al cimitero in suffragio della cara Bettina con la tumulazione della salma e tanti amici presenti… poi è venuto Paolo, l’autista per sapere a che punto siamo con le iscrizioni al pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e una pittrice, mia vecchia parrocchiana, che avendo sentito parlare della lezione magistrale della prof.ssa Morlacchi chiedeva informazioni in merito… insomma sono alle 17.30 del pomeriggio e non vi ho ancora scritto niente…

Mi sono messo al computer ma non me la sento di continuare perché mi stanno aspettando in chiesa per l’Adorazione Eucaristica del Giovedì. Non me la sento, anche se mi piace moltissimo scrivere, continuare a battere i tasti quando in chiesa c’è il Signore presente nel Sacramento che mi aspetta!

Mi perdonate se vi lascio e corro in chiesa? Penserò anche a voi e vi raccomanderò al Signore. Promesso!

1296. IN CAMMINO – Idem

Torno sull’argomento di ieri… i tristi anniversari di questi giorni: l’atomica che distrusse Hiroshima e Nagasaki e le stragi compiute dalle truppe tedesche in Versilia.

Lunedì 11 celebreremo il ricordo delle vittime di Molina di Stazzema e di Valdicastello. Il giorno successivo l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.

Insieme con quelle povere persone trovarono la morte anche i loro parroci: don Fiore a Molina, don Libero a Valdicastello e don Innocenzo a Sant’Anna.

Erano tutti preti giovani che offrirono generosamente la vita per il proprio gregge. Avrebbero potuto scampare la strage ma rimasero al posto per niente impauriti per quello che poi sarebbe accaduto.

L’insegnamento che ne viene è chiarissimo: dobbiamo restare al nostro posto succeda quello che deve succedere senza abbandonare quanti sono affidati alla nostra cura. Da notare che questo riguarda sia noi sacerdoti che voi laici, padri e madri di famiglia!

In questo delicato momento storico i carnefici si chiamano “droga”, “alcool”, “bullismo”, “sballo” ecc. che mietono vittime come e forse più di allora.

Non voltiamo gli occhi da un’altra parte. Affrontiamo a viso aperto questi disagi per proteggere i più giovani delle nostre comunità.

1295. IN CAMMINO – Anniversari importanti

Si tratta di anniversari tragici: alcuni a livello internazionale altri nazionale. Entrambi con conseguenze terribili, rimaste nella memoria dell’umanità.

Iniziando da quelli internazionali ricordo che:

Il giorno 6 Agosto 1945 una bomba atomica rase al suolo Hiroshima;

E il giorno 9 toccò a Nagasaki. In tutto i furono circa 200.000 morti senza contare le conseguenze drammatiche – in malattie ecc. – durate per molti anni ancora.

Gli storici discutono ancora sulle motivazioni che spinsero gli Stati Uniti a questa scelta crudele. A noi queste discussioni non interessano. Interessa soltanto ricordare l’avvenimento, pregare per le povere vittime e invocare il dono della pace.

In questi giorni, purtroppo, si fa un gran parlare di guerra e di guerra atomica. Che Dio ci liberi da questa scelleratezza. Se il la pace è il “dono di Dio” per la felicità dei suoi figli; la guerra è il “veleno di Satana” per annientare l’umanità!

Noi, come singoli e come comunità, possiamo soltanto pregare Dio per avere questo dono e respingere con disgusto il veleno di Satana ossia respingere le provocazioni e le cattiverie, anche quelle piccole, senza timore d’essere giudicati pavidi.

Questo deve valere per le nostre piccole questioni famigliari e di vicinato o parentela: se noi non riusciamo a superare le sciocchezze come possiamo pensare che gli altri riescano a superare le brutalità? Altro che suonare le campane o fare chiasso  per la pace: bisogna pregare e dare esempio di intesa e di perdono, come singole persone e come comunità!