Incontro di pastorale familiare

Venerdì 30 Dicembre, festa della Santa Famiglia, ci siamo riuniti nella sala parrocchiale di Vittoria Apuana per l’incontro vicariale sulla famiglia.

Ad accogliere i presenti, assai numerosi in verità, padre Antonio Landi in qualità di padrone di casa e Don Giuseppe Napolitano, parroco di Querceta mentre lo scrivente è giunto con un notevole ritardo a causa degli impegni parrocchiali.

La preghiera d’inizio, preparata per l’occasione dal dottor Angelini della segreteria vicariale, comprendeva il famoso passo della 1 Corinti sul tema della carità: passo che successivamente è stato commentato da me con riferimento alla Amoris Laetitia il documento sulla famiglia di papa Francesco.

Tutti i presenti conoscevano più o meno il capitolo n.8 del sopra citato documento perché è stato quello più presentato e dibattuto sulla stampa per la questione della Comunione ai divorziati ecc. In pochi invece avevano letto il capitolo quarto in cui papa Francesco commenta il passo di San Paolo per cui la presentazione è stata da subito seguitissima.

Il commento del papa è apparso subito originale nel contenuto perché non è soltanto un commento esegetico ma anche e soprattutto pastorale con acute osservazioni di tipo psicologico.

Concluso l’esame del testo e ultimato il commento ho indicato ai presenti due associazioni ecclesiali che curano la spiritualità coniugale dei propri membri e precisamente l’ISTITUTO SANTA FAMIGLIA della Società San Paolo e il FOCOLARE.

Concluso l’incontro ci siamo fermati per un momento conviviale e per gli auguri.

CONSIGLIO PASTORALE VICARIALE DEL 14.12.’16

L’ordine del giorno prevedeva, dopo un iniziale momento di preghiera, la verifica circa gli appuntamenti di Settembre, Ottobre e Novembre e la presentazione degli appuntamenti per i mesi di Dicembre e Gennaio.

Al riguardo non ci sono stati commenti da parte dei presenti degni di nota.

Ha fatto seguito la lettura e il commento di una frase della Evangelii Gaudium (n° 98) in cui Papa Francesco chiede con insistenza che vengano superate le divergenze presenti nelle comunità soprattutto quelle causate dall’orgoglio e dal desiderio di emergere.

Il Vicario ha commentato la frase facendo riferimento a due specifici termini greci, parresìa e ipomonè, spesso presenti negli interventi del Papa riservati ai consacrati: cardinali, vescovi e sacerdoti.

In breve “parresia” sta per franchezza/sincerità nel parlare esponendo con chiarezza il proprio pensiero senza timore d’essere giudicati.

“Ipomonè” sta invece per pazienza (anche se il significato del termine greco è più ricco rispetto all’equivalente italiano): pazienza nell’ascoltare e nel cercare di capire le ragioni dell’interlocutore.

La discussione che ne è seguita ha registrato interventi critici riguardo alla impostazione e allo svolgimento dell’ODG seppure non condivisi da tutti.

L’incontro si è chiuso con la lettura di un documento di Mons. Fisichella inviato al nostro Vicariato in merito a una iniziativa dei giovani a commento delle opere della misericordia.

GIOVANISSIMI & GIOVANI INCONTRO AL NATALE

Il Vicariato della Versilia ha promosso due incontri in preparazione al Natale: uno per il giovanissimi (ragazzi delle scuole superiori) e l’altro per i giovani (dai 18 ai 30 anni),

Il primo incontro si è svolto nella sala parrocchiale della chiesa del SS.mo Sacramento a Pietrasanta e ha visto una buona partecipazione di ragazzi. L’incontro ha avuto un iniziale momento conviviale per poi proseguire con un momento di riflessione & preghiera.

Lasciando da parte il primo momento (peraltro assai apprezzato dai 50 giovanissimi presenti) è stato interessante soprattutto il secondo guidato in modo intelligente da un padre francescano della comunità di santa Croce in Pisa.

L’argomento era “la Chiesa”. I ragazzi, ascoltata la premessa, si sono impegnati moltissimo a definirne il significato e a spiegarne il funzionamento: poche parole utili però a mettere a fuoco il tema.

Dopo è iniziato un gioco apparentemente privo di significato con i ragazzi che, seduti in terra e volgendosi le spalle cercavano di rialzarsi. La fatica, enorme, era coronata da successo solo quando i vari gruppi riuscivano a coordinarsi tra loro.

La conclusione del padre francescano è stata che anche all’interno della comunità ecclesiale occorre coordinamento (e possibilmente guardarsi in faccia) per poter ottenere un risultato positivo.

L’incontro si è chiuso in clima generale di festa che ha coinvolto tutti i presenti.

L’incontro per i giovani è andato male quanto al numero davvero esiguo dei partecipanti e bene perché finalmente siamo riusciti a rompere il ghiaccio anche con loro.

I presenti hanno spiegato la scarsa affezione dei giovani verso gli “incontri” proposti dalle parrocchie con una innegabile mancanza di sintonia fra i giovani stessi e i catechisti/sacerdoti che evidentemente non parlano la stessa lingua e di conseguenza non riescono a interagire. Non sono pochi infatti i giovani nell’età 20 – 30 anni che frequentano le nostre chiese eppure solo una esigua minoranza si appassiona anche alla vita comunitaria.

La conclusione è stata che dobbiamo impegnarci ancora di più e proporre nuovi incontri nella certezza che prima o poi uno spiraglio dovrà aprirsi.