1216. IN CAMMINO – Domenica delle Palme

Non è andata benissimo a causa della pioggia… però nemmeno malissimo perché almeno alla Messa della benedizione dell’olivo eravamo in molti e tutti assai composti e partecipi.

Quando abbiamo iniziato la celebrazione, nel parco delle Canossiane, pioveva leggermente. Poi a un certo punto della funzione ha iniziato a piovere più copiosamente e quindi abbiamo deciso di rientrare senza attendere oltre.

Il microfono da esterno non funzionava – colpa mia perché l’ho caricato ma poi l’ho lasciato acceso per due giorni e quindi mi si è scaricato di nuovo – e quindi c’è stato quache contrattempo risolto brillantemente dai presenti che si sono avvicinati tutti a me.

Poi la funzione – tutto bene – con una nuova benedizione dell’olivo visto che alcuni ne erano rimasti esclusi a causa del nostro precipitoso rientro in chiesa.

Sul sagrato c’erano i soliti venditori di olivo che ho dovuto richiamare all’ordine perchè stavano facendo confusione peggio che al mercato. Poi però si sono dati una calmata e non hanno creato ulteriori problemi.

Alla sera si è svolto il concerto della filarmonica, concerto dedicato al Giubileo e quindi sul tema della speranza, con una buona presenza di pubblico.

Oggi, nel pomeriggio, subito dopo il funerale, esporrò il Ss.mo Sacramento e resterò in chiesa per chi avesse bisogno di confessarsi. Il tempo, purtroppo continuerà a fare i capricci per tutta la settimana ma nutro buona speranza almeno per il giorno di Pasqua.

1215. IN CAMMINO – A scuola…

Una bella lezione per me e per i giovani studenti della 5a C.

Per me perché anche soltanto mettendo piede a scuola torno giovane… ma anche per i giovani studenti che ho visto attenti al tema proposto, il tema d’obbligo di questi tempi e cioè il giubileo e l’indulgenza.

Ho parlato come sono solito fare cioè in modo semplice e piano e sono certo d’essere stato capito vista l’attenzione dei presenti.

Intanto ho spiegato l’origine storica del Giubileo citando il testo biblico che lo propone al popolo di Israele. Alcune intuizioni (il riposo della terra, la libertà per i servi/schiavi, il perdono famigliare ecc.) andrebbero bene anche per noi solo che per i nostri tempi in cui regna sovrano l’egoismo in tutte le sue sfaccettature sono pura utopia!

Poi sono passato a spiegare la mutazione (parziale) dell’idea originaria avvenuta in pieno Medio Evo quando la riflessione teologica ha teorizzato il Purgatorio.

A questo punto sono andato al cuore della questione spiegando il significato dell’indulgenza (per noi e per i nostri defunti) che in qualche modo annulla le tristi conseguenze delle nostre cattiverie seppure già perdonate nella confessione.

Ho commentato infine la parabola del “padre buono” per aiutarli a capire che certe “scoperte” teologiche – seppure tardive – hanno un chiaro riferimento al Vangelo.