1154. IN CAMMINO – Acqua santa e croce-ricordo del Giubileo 2025

Sabato 11 e  Domenica 12 Gennaio: sono state davvero due belle giornate!

Il Sabato, al catechismo, mattina e pomeriggio, eravamo quasi al completo con i bimbi e gli adolescenti, tranquilli, a pregare e ad ascoltare le lezioni previste dal programma: per i piccoli l’accostamento fra l’Agnello di Dio e Gesù crocifisso; per i più grandi la lezione sul “giubileo”.

Ieri, Domenica, presenti anche in questo caso con molti bambini all’altare e numerosi adolescenti nelle panche, la benedizione solenne dell’acqua – seguita con molta attenzione dai presenti – in vista dell’ormai imminente benedizione delle famiglie/case. Da notare che per i più piccoli c’è stata anche la novità dell’abito bianco da indossare all’altare!

Ecco, proprio riguardo a questo argomento – la benedizione dell’acqua e del “santino”- desidero aggiungere qualcosa che non ho potuto spiegare ieri visto che la Liturgia stava allungandosi un po’ troppo e cominciavo ad avvertire la stanchezza sul volto dei più piccoli. Allora:

  1. quanto all’acqua santa c’è da aggiungere che:

da una parte ricorda il Battesimo con gli impegni legati al Sacramento dello stesso Battesimo e della successiva Cresima: l’immessione nella famiglia di Gesù e la testimonianza del Vangelo;

dall’altra, favorisce la protezione dalle cattiverie del demonio (che fa di tutto per rovinarci la vita: salute, rapporti interpersonali, lavoro ecc.), protezione assicurata dal Signore a tutti coloro che gli vogliono bene e ai loro famigliari.

2. Quanto al “santino” (la foto della “croce” del giubile 2025) faccio presente che la croce ricorda nell’immediato l’evento e nel futuro gli impegni presi nell’occasione dell’evento.

Domani, a Dio piacendo, aggiungerò qualche altro dettaglio sulla croce, anzi sulle croci… ma vi spiegherò meglio domani.

1153. IN CAMMINO – Disagio

Da alcuni mesi avverto un profondo senso di disagio per un errore, grave, compiuto nell’esercizio del mio ministero di pastore.

Il parroco, in quanto pastore, deve avere a cuore le sofferenze del gregge e fare il possibile per lenirle. Di fronte quindi a chi è sfiduciato – e lo può essere per vari motivi – si impegna a sostenerlo e non soltanto a parole ma con gesti concreti.

In questi ormai 50 anni di sacerdozio mi è capitato più volte di impegnarmi in prima persona e (quasi) sempre con buoni risultati. C’è chi ha trovato lavoro, chi ha vinto la droga, chi ha fatto pace con il fratello, chi ha superato la depressione, chi è tornato in famiglia, chi ha superato l’esame, chi ha evitato il fallimento…

Ho scritto “quasi” perché in alcuni rari casi non ci sono riuscito o addirittura ho ottenuto l’effetto contrario andando a infilarmi in un cespuglio spinoso…

Questi rari casi che mi sono capitati hanno un denominatore comune: i soldi!

C’è chi, dopo essere stato aiutato finanziariamente, si è dimenticato di restituire, chi mi ha rifilato un assegno scoperto, chi ha sparato balle ecc.

In questo ennesimo caso è andata così. Non avendo disponibilità personale per aiutare l’amico a evitare il fallimento, ho attinto al conto della AdC certissimo, vista l’amicizia e la stima del mio interlocutore, che sarebbe stato di parola quanto alla restituzione.

E invece così non è stato e quindi mi ritrovo in una situazione spiacevole costretto a ripianare pian piano la somma con la mia magra pensione di ex-insegnante.

Che fare? L’unica soluzione è … aspettare anche perché pare che questo amico abbia il cassetto fiscale pieno di crediti al momento però inesigibili per lo stop delle banche.