1152. IN CAMMINO – Vincenzo Battaglia

Con il prof. Battaglia siamo quasi coetanei solo che che ai tempi dei mei studi teologici a Roma lui era già professore e io ancora studente.

Va beh: lui “giovane” professore e io ormai “prossimo” al dottorato di ricerca ma insomma lui era da poco alla cattedra e io per poco ancora al banco…

Appena mi sono fatto riconoscere mi ha salutato con affetto ricordando quegli anni felici per entrambi anche perché eravamo giovani entrambi. Parlavamo molto insieme oltre che di teologia anche di tanti altri argomenti… inclusi gli usi e i costumi dei tedeschi… lui aveva studiato in Germania (era stato allievo di Ratzinger) e conosceva molto bene la cultura germanica. Era appassionatissimo di alcuni scrittori che non esitò a propormeli … in lingua italiana.

Stamani ha tenuto una dotta conferenza sul rapporto tra la speranza e la fede: entrambe sono virtù e virtù importanti (sono teologali) che si richiamano a vicenda. Ne ha parlato nel contesto dell’anno giubilare che ci vede tutti impegnati a celebrare questo avvenimento nel migliore dei modi.

L’anno 2025 è “santo” non solo per i nostri fedeli ma anche per noi pastori che dobbiamo, se così possiamo dire, approfittarne per usufruire dell’indulgenza per noi stessi e per i nostri defunti, famigliari e parrocchiani.

Pensate a quanti defunti dovrei pensare io che sono sacerdote da ormai 50 anni! Soltanto nel periodo del Forte ho suffragato “quasi” duemila (2000) persone, tutte a me carissime, alcune addirittura indimenticabili. Ma poi ci sono anche quelli degli anni trascorsi a Pontedera, poi a San Casciano… insomma ua moltitudine di persone che aspettano una mia modesta preghiera.

Dovrò pensare a tutti questi cari sperando che poi ci sia qualcuno che pensi a me quando verrà il mio turno d’essere suffragato.

1151. IN CAMMINO – Percorso sinodale

E così, anno dopo anno, siamo giunti anche alla quarta fase del cammino sinodale: dopo i primi due anni di ascolto (rusciti piuttosto bene) e l’anno sapienziale dedicato alla lettura spirituale di quanto ascoltato (riuscito male) siamo pervenuti alla quarta fase, quella profetica.

Siamo invitati a “indicare” alcune scelte operative (e non solo) da “proporre” alle due assemblee sinodali già in calendario e che, in una ultima fase, verranno “girate” alle comunità parrocchiali per essere attuate.

Un percorso un po’ farraginoso ma da seguirsi senza esitazione perché voluto dai Vescovi e dal Papa. Senza esitazione non vuol dire che dovremo passivamente recepire quanto trasmesso.

Avremo infatti la possibilità anche di parlare liberamente e quindi anche di bocciare certe iniziative purchè tutto questo venga fatto con spirito cristiano cioè senza atteggiamenti aggressivi proprio come facevano gli antichi profeti che spesso usavano un linguaggio aperto ma mai ostile.

PAUSA: Mi hanno chiamato per una persona che sta malissimo… Torno subito!

Il documento è diviso in tre parti che sono, nell’ordine: il rinnovamento missionario della mentalità ecclesiale e delle prassi pastorali (in 6 schede); la formazione missionaria dei battezzati alla Fede e alla Vita (in 4 schede) ; la corresponsabilità nella missione e nella guida della comunità (in 7 schede).

L’Arcivescovo ci chiede di approfondire sia nel Vicariato che nelle U.P. una scheda per ogni parte e precisamente cosa che faremo a iniziare dalla prossima riunione vicariale del 24 p.v.

Non so cosa riusciremo a fare sia nel Vicariato – siamo molto divisi fra noi – che nella UP – idem- per cui dovremo lavorare molto nell’ambito della parrocchia. Penso quindi che dovremo lavorare di più in parrocchia… per quanto sarà possibile…

Per stamani basta così. Poi vi farò sapere se ci saranno ulteriori sviluppi.

1150. IN CAMMINO – Epifania

Eravamo davvero pochi, ieri, a festeggiare i Magi che portavano i doni a Gesù e la Befana che donava la calzetta ai piccoli.

Mi spiace confessarlo ma sono rimasto davvero molto deluso. Soltanto 12 bambini hanno risposto all’invito rivolto agli oltre 50 che frequentano la stessa classe IV di catechismo!

Per fortuna sono intervenuti un’altra ventina di ragazzi (più grandi) che hanno reso meno doloroso l’appuntamento snobbato dai piccoli. Non posso ovviamente dare la colpa ai bambini… semmai ai grandi che non hanno preso sul serio questo incontro … tra la fede e la scienza!

Che di questo si tratta!

In un complicato tempo storico in cui si cerca a ogni costo di scindere il rapporto tra scienza e fede, l’esempio anzi la lezione dei Magi, poteva aiutare i ragazzi a capire fin da piccoli che scienza e fede non si fanno dispetti ma collaborano fra loro alla ricerca della verità!

Vedremo di rimediare ma questa davvero è stata una occasione perduta e perduta per sempre perché la tradizionale processione dell’Epifania si tiene soltanto una volta l’anno… e fra un anno ci saranno altri ragazzi e altri genitori a festeggiare (e a riflettere sul rapporto fede-scienza).

La Befana naturalmente è stata così brava da non accorgersi di niente (forse se ne è accorta ma ha evitato di farlo notare) e ha avuto un lusinghero apprezzamento. Quest’anno era presente la nipote della Befana (dato che la zia era ammalata) e ha distribuito ben 120 calzette … molte ai nonni che poi le hanno girate ai nipotini.

La ringrazio di cuore e insieme a lei ringrazio la FONDAZIONE di V.V. che ha offerto le calze e tutti coloro che hanno collaborato.