1095. IN CAMMINO – Montenero

Oggi è previsto il nostro pellegrinaggio vicariale a Montenero. Alle 14.30 partiremo dal piazzale dei pullman per rientrare verso le 19.30. Poche ore per recitare insieme il Rosario e per celebrare l’Eucarestia. Poi ancora qualche minuto per i regalini, il caffè ecc. e via a casa.

I parrocchiani, mi sono accorto, preferiscono i pellegrinaggi parrocchiali ma in alcuni casi è bene stare uniti come vicariato anche in previsione di tempi futuri nei quali le parrocchie verranno necessariamente accorpate e quindi sarà giocoforza unirci nelle Unità parrocchiali e nei vicariati. Purtroppo mancano sacerdoti e i fedeli sono sempre meno e quella che appena pochi anni fa sembrava un’ipotesi remota è divenuta attualissima.

Comunque vada non ci scoraggiamo: come ci sono i catechisti così domani ci saranno gli animatori parrocchiali e chissà che non tornino a fiorire anche le vocazioni sacerdotali e religiose.

Devo dire che io partecipo molto molto volentieri a questo pellegrinaggio. Per noi pisani Montenero è  “il”  santuario per eccellenza. Lì siamo stati accompagnati dai genitori negli anni della fanciullezza; lì ci siamo recati, ormai adulti, nei momenti di gioia o di tristezza; lì abbiamo maturato e preso poi le nostre decisioni più importanti.

Anch’io, il giorno precedente l’ingresso a parroco di Forte dei Marmi, mi sono recato al santuario invocando la protezione della Madonna per “evitare almeno gli sbagli più seri”. Anche noi sacerdoti, come tutti del resto, possiamo sbagliare e anche di grosso e quindi ci affidiamo alla Madonna, madre di Gesù, madre degli apostoli e madre di tutti coloro che – come dice la Supplica alla Madonna di Pompei con una formula arcaica – “zelano” (cioè curano) l’amore al Signore e la devozione filiale alla Chiesa.

A domani.

1094. IN CAMMINO – Grazie!

” Grazie di cosa ? ”

Mi sono sentito rispondere così da due genitori di un bimbo del catechismo che ho incontrato casualmente in paese.

Li avevo ringraziati ma loro non avevano capito il perché di questo strano ringraziamento e allora sono stato costretto a spiegarmi meglio.

“Grazie perché mi avete affidato vostro figlio!”

Quando due genitori affidano il proprio figlio a una scuola, a una squadra sportiva, a una associazione culturale/musicale/teatrale ecc. dimostrano di avere fiducia nell’insegnante/allenatore/educatore…

Lo stesso avviene per quanto riguarda l’affidamento al sacerdote per il catechismo…

Ma…

“Non ci ha mai ringraziato nessuno delle persone che lei ha citato. Tutti ci sollecitano a iscrivere i nostri figli:

1) perché altrimenti la scuola chiude…

2) perché non riusciamo a formare una squadra…

3) perché è portato per la danza…

4) perché così sta in compagnia di altri ragazzi

ma alla sollecitazione per l’iscrizione non segue mai un minimo di ringraziamento. Anzi, soltanto rimproveri/umiliazioni se   il/la   figlio/figlia non è “bravissimo”… in quel caso tendono a sopportarlo e basta”.

Non è giusto generalizzare ma spesso succede proprio così. Al catechismo invece i ragazzi sono considerati e amati come in famiglia e anche se nel periodo adolescenziale tendono ad allontanarsi (proprio come succede in famiglia) non dimenticano l’affetto con il quale sono stati accolti e seguiti.

Grazie, quindi, cari genitori per la fiducia che ci accordate.