1019. IN CAMMINO – Cinquantesimo di Messa

Mi sento in obbligo di ringraziarvi tutti, carissimi amici.

Non sono un prete “speciale”… sono uno dei tanti; però mi sono sempre impegnato a portare l’annuncio di Gesù accompagnando la parola con un  sorriso e con un abbraccio.

Questo mio modo di fare mi ha fatto conoscere nell’intimo moltissime persone alle quali ho dedicato tempo e preghiera. Quando ero più giovane avevo intorno anche molti giovani (avete visto le foto?) oggi che sono ormai anziano, pur continuando a “lavorare” con impegno per loro, non raccolgo molti consensi. Penso però che certi insegnamenti e soprattutto certi abbracci non saranno mai dimenticati e chissà che un giorno non siano risolutivi per favorire il loro ritorno a Gesù e alla Chiesa.

Ieri pomeriggio (ma anche nelle celebrazioni della mattina) sono stato onorato con applausi, doni e messaggi augurati. Qui di seguito ne trascrivo due, uno da parte dei piccoli e uno dei grandi. Entrambi resteranno nel mio cuore a farmi compagnia man mano che le forze, per l’anzianità, verranno meno.

Il crocifisso invece, a cominciare da oggi, campeggerà sull’altare grande a ricordare per sempre il vostro affetto, in Gesù.

IL MESSAGGIO DEI PICCOLI: Il Sacerdozio è l’amore del Cuore di Gesù: un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio è il più grande tesoro che il buon Dio possa accordare a una parrocchia e uno dei doni più preziosi della Misericordia divina”.  San Giovanni M. Vianney

IL MESSAGGIO DEI GRANDI: Grazie, don Piero. IL sole ha illuminato e riscaldato la tua nomina a parroco di Forte dei Marmi. La pioggia ha baciato e rinfrescato ogni giorno della tua permanenza. Un uragano di amore e di gioia accompgnerà per sempre le nostre vite, grate e riconoscenti per il dono ricevuto dal tuo essere – in mezzo a noi – guida, fratello e amico.

1018. IN CAMMINO – Montenero e mini-predica sul n°12

Piazza di Montenero – Bartolena, 1915 ca.

Stamani salgo al Santuario di Montenero a Livorno per ringraziare la Madonna del dono della vocazione sacerdotale e dell’affetto raccolto in questi 50 anni di servizio pastorale prima a Pontedera poi a San Casciano di Cascina e al momento a Forte dei Marmi.

Pisani e Livornesi sono divisi su tutto a eccezione della devozione alla Madonna di Montenero che invocano, insieme, come loro Patrona. E io non faccio eccezione: fin da piccolo sono salito a Montenero tantissime volte quando per ringraziare, quando per invocare, quando semplicemente per starmene un po’ quieto davanti al quadro della Madonna. Oggi quindi non potevo “saltare” questo appuntamento tanto importante. Va da sé che, portantovi tutti nel cuore, avrò un pensiero anche per voi carissimi parrocchiani e amici di tutta Italia.

Domenica prossima non pubblicherò il consueto filmato di commento al Vangelo. Ho saputo che vi proporranno qualcosa sulla mia figura… Staremo a vedere. Purché non mi facciano santo prima del tempo!

Ho deciso quindi di scrivere qualcosa a commento della pagina del Vangelo di Domenica in modo da non perdere l’appuntamento.

Lo spunto per il commento me lo ha fornito mio nipote Marco che ha pubblicato un libro intitolato “12” in cui si sbizzarrisce nel presentare commenti d’ogni tipo riferiti a quel numero. Il libro non l’ho letto perché non sono ancora riuscito a reperirlo in libreria ma immagino che si tratterà di un commento scientifico. Io invece, avendo una formazione umanistica, mi limiterò a qualche suggerimento di tipo antropologico/spirituale.

Sempre a proposito del numero 12?

Certo perché nella pagina del Vangelo di Domenica prossima compare ben due volte: la prima a proposito di una povera donna che soffriva di perdite di sangue da ben 12 anni; e la seconda riferita a una fanciulla “quasi dodicenne” richiamata alla vita da Gesù.

Ora è risaputo che la Bibbia (seguendo in questo la scuola babilonese e quella greca) opta spesso per il simbolismo quando presenta certi numeri.

Il numero 1, ad esempio, si riferisce sempre al Signore Dio; il numero 2 alla diversità anche se poi dei due Dio fa una cosa sola (matrimonio); il 3 alla completezza (perfezione) delle realtà fisiche (cielo, terra, mare); e così il 4, il 5, il 6, il 7, l’8, il 9 e soprattutto il 10 (la tetractis 1+2+3+4=10).

Ma il 12? Essendo il prodotto dei numeri perfetti 3 e 4 è riferito al mondo celeste (i mesi dell’anno e i segni zodiacali), al popolo d’Israele (le dodici tribù d’Israele), alla Chiesa (i dodici apostoli) e al popolo dei redenti (144.000 cioè 12x12x1000).

Un numero quindi molto interessante, non c’è che dire!

Non mi dilungo perché capisco che vi son già venuto a noia… penso che nel caso dei due personaggi della pagina evangelica il riferimento 12 stia a significare che entrambe le donne – quella adulta e la ragazzina – erano figlie di Dio e come tali molto gradite al Signore che infatti le restituisce a una vita felice.

La morale potrebbe essere questa: fidiamoci di Dio. Succeda quello che succeda fidiamoci di Lui visto che gli apparteniamo.