1017. IN CAMMINO – Malattia e preghiera

Ho notato in chiesa alcuni volumi (di un autore a me sconosciuto) sul tema della patologia schizofrenica. Lì per lì ho pensato a un buontempone che mi ha preso per matto poi invece, dopo averlo scorso seppure in modo sommario, ho capito che è un testo accademico – probabilmente scritto da un sacerdote – in cui si spiega il rapporto tra la malattia psichiatrica e la spiritualità interiore in vista della guarigione.

Per la mia formazione culturale resto sempre dubbioso sulla possibilità di certi accostamenti anche se, almeno in alcuni casi, riconosco che sia praticabile.

Ad esempio il senso di colpa si può sanare attraverso la confessione oppure la malattia anche fisica può essere sanata o almeno sublimata attraverso l’abbandono fiducioso alla volontà di Dio (sia fatta la tua volontà…).

Sono consapevole, ancora, che le preghiere delle persone buone e l’intercessione dei Santi hanno un significato fino a ottenere dei veri e propri miracoli.

Con tutto questo però penso che ognuno debba fare la propria parte riconoscendo – se credente e per di più sacerdote – che la cura delle malattie compete ai medici.

In questi ultimissimi giorni mi sono giunte segnalazioni di bambini ammalati: è chiaro che ho pregato per loro e ho anche pianto insieme con i genitori – non mi vergogno a dirlo – poi però ho suggerito qualche nome di specialista perché sono loro la “mano amorosa” di cui Dio si serve per guarire gli ammalati.

Combinazione ieri era la festa litugica di Josèmasia Escrivà de Balaguer che scrive appunto, da Santo qual era, dell’opus, cioè della professione, vissuto come dono di Dio per l’umanità e percorso di santità per chi la pratica.

1016. IN CAMMINO – Sempre a proposito dell’indulgenza canossiana…

Torno anche se con poche righe sul tema dell’indulgenza per chiarire le idee a quanto non hanno capito le modalità per lucrarla.

Come ho già scritto bisogna avere il cuore sgombro da ogni cattiveria e quindi è opportuno confessarsi nel caso ci fosse anche soltanto qualche sfumatura di peccato.

Poi è bene partecipare alla Messa per la professione della fede (il Credo), la preghiera per il Papa e la Comunione. A quel punto basta fare un passo nella chiesetta delle Suore per un momento di preghiera in silenzio e niente più…

La portineria delle Suore è sempre aperta: non c’è che da suonare ed entrare per la visita e la preghiera. Vediamo quindi di approfittarne.

Per chi poi è solito frequentare il parco per la Messa della Domenica – alle 18.00 oppure alle 19.00 – è ancora più semplice perché la chiesetta è lì … sempre aperta, sempre a disposizione!

L’altra cosa importante da chiarire: per i defunti o per i viventi? E ancora per i sani o per gli ammalati?

I primi che possono usufruirne siamo noi stessi: siamo noi infatti che abbiamo bisogno del sostegno di Gesù e della compagnia dei Santi per iniziare o proseguire un cammino di conversione verso la santità. Poi naturalmente ci sono i nostri defunti che ne hanno bisogno a modo di suffragio.

Quanto a coloro che portano la croce della malattia e della solitudine non devono nemmeno spostarsi da casa per usufruire dell’indulgenza: le Madri hanno preparato per loro un’immaginetta con annessa preghiera che potranno usare allo scopo.

Grazie dunque a Santa Maddalena e alle Madri Canossiane per questa possibilità non da poco.

 

1015. IN CAMMINO – Indulgenza Canossiana

La festa di San Giovanni Battista con annessa benedizione dei piccoli (e dono del gelato) è andata male: ha piovuto tutto il giorno e anche se nel pomeriggio abbiamo avuto una tregua siamo stati costretti a riparare nella cappella delle Suore perché il parco era inagibile.

Così, pur non avendo dimenticato i nostri bambini, la celebrazione è stata impostata sulla “indulgenza canossiana” che abbiamo potuto lucrare sia per noi che per i nostri defunti.

La cappella delle suore infatti, anche se soltanto per questi pochi mesi d’estate, è chiesa  indulgenziale nell’occasione dei 250 anni dalla fondazione della famiglia religiosa canossiana. Questo significa che visitando questa piccola chiesa e rispettando certe regole indicate dal Magistero possiamo ottenere l’indulgenza.

Cos’è l’indulgenza e quali sono queste regole. Immagino che già sappiate di cosa si tratta ma per quei pochissimi che ancora ne sono ignari provo a scrivere qualcosa in un linguaggio comprensibile anche per i più giovani.

Ogni peccato, purtroppo, anche se perdonato nel sacramento della confessione, lascia dietro di sé una “impronta negativa” presente nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri. È doveroso quindi iniziare e proseguire un cammino di vera conversione e proprio per questo, cioè proprio per sostenere questo nostro complicato e delicato percorso, che la Chiesa ci viene incontro offrendoci l’indulgenza attingendo al “tesoro dei meriti di Cristo e dei Santi”: in questo caso la purezza, la sofferenza, l’impegno educativo a favore dei piccoli di Santa Maddalena di Canossa. In altre parole, ancora più comprensibili, è come se Maddalena continuasse  nel suo servizio, anche oggi, a nostro favore!

Bello vero? Tornerò sull’argomento anche Domenica prossima. Prima però chiederò alle Madri se sarà possibile ottenerla anche restando a dire Messa nel parco.

Quanto alle regole… beh, sono pochissime: in pratica è sufficiente confessarsi delle cattiverie e partecipare con devozione alla Messa con la Comunione, la professione della fede, la preghiera per il Papa, il gesto di carità..