1012. IN CAMMINO – Consigli e consiglieri

Un sacerdote, privo della collaborazione dei parrocchiani, potrebbe fare ben poco. Nel mio caso ho sempre avuto al fianco persone buone e generose che non mi hanno mai lesinato consiglio e aiuto. Di questo devo ringraziare Dio!

Il codice di diritto canonico prevede certe figure a supporto del parroco (il consiglio per gli affari economici); le normative diocesane ne chiedono altre (il consiglio pastorale e non solo). Ed è bene che sia così a patto che questi “consigli” non siano percorsi da fremiti di arroganza e superbia tali da dividere la comunità: per questo motivo i consiglieri devono essere prima di tutto persone intimamente “religiose” consapevoli d’essere al servizio del Signore e dei fratelli. I “consigli” eletti con metodi politici – correntizi creano soltanto disagi e in alcuni casi addirittura disastri!

Dunque ieri sera ho incontrato dapprima i componenti il Consiglio per gli Affari Economici. Probemi non ce ne sono, per fortuna. Ogni anno investiamo circa 30 mila Euro per la manutenzione della chiesa e altrettanti per aiuti ai poveri (tramite la San Vincenzo) ma i soldi non ci sono mai mancati.

Ho fatto presente al consiglio che, nonostante la mia competenza economica, ho commesso un mio grave errore di valutazione  (ho concesso un prestito rimasto al momento inevaso) che mi ha procurato una consistente perdita finanziaria e molta vergogna.

L’errore è stato mio e quindi anche la perdita è stata mia: come si dice in questi casi mi sono leccato le ferite cercando di non perdere la serenità.

Purtroppo a seguito di questa disavventura quest’anno, con mio grande disappunto, NON POTRO’ OFFRIRE LE CONSUETE BORSE DI STUDIO agli studenti come ero solito fare da molti anni.

La riunione col Consiglio Pastorale Parrocchiale ha avuto un prologo di tipo teologico: ho spiegato che TUTTI NOI BATTEZZATI siamo partecipi del Sacerdozio di Gesù e quindi impegnati a imitarlo nelle nostre scelte di vita.

Scelte che talvolta possono essere anche dolorose perché ci impongono di offrire al Signore… tempo, sonno, affetti famigliari, serenità personale, soldi,  ecc.

All’offrire al Signore corrisponde il togliere a noi stessi: in questo senso si tratta di veri e propri “sacrifici” che ci avvicinano a Gesù, sommo Sacerdote, che offre la sua vita per noi peccatori!

Detto questo ho passato in rapida scorsa tutte le attività pastorali presenti concludendo con un bell’elogio per tutti e l’invito a mantenere gli impegni in questo tempo tanto difficile per la Chiesa e, di conseguenza, anche per le nostre comunità.

1011. IN CAMMINO – Grandi manovre

Questa mattina, di buon’ora, ci metteremo al lavoro per preparare il parco delle Canossiane in vista della prima celebrazione prevista per Domenica prossima 23 Giugno, alle ore 18.00 e successivamente alle 19.00.

I miei collaboratori vorrebbero che me ne stessi quieto a vederli lavorare ma io andrò ugualmente intanto perché mi fa bene all’umore e poi perché non me la sento di lasciarli soli. All’ora del pranzo ci troveremo insieme ma è bene che sia presente anche al lavoro.

La giornata poi si snoderà secondo il solito con alcune visite agli ammalati e la programmazione delle riflessioni “catechistiche” estive sul tema della preghiera in preparazione all’anno santo 2025.

Alla sera invece ci saranno i due momenti consiliari di fine anno, quello con il consiglio d’amministrazione e quello pastorale. In genere, cioè nel corso dell’anno, faccio riferimento soltanto alla “consulta” cioè ai responsabili dei vari settori ma almeno una volta l’anno, sebbene per pochi momenti è bene incontrare anche gli altri componenti.

Devo dire che sono molto contento di questi incontri che mi consentono di “tastare il polso” alla comunità parrocchiale ma anche a quella cittadina visto che i parrocchiani sono anche cittadini.

Spero possano andare bene… Un po’ di inquietudine l’ho soltanto per quello d’amministrazione perché dovrò dare conto di un mio errore che mi sta condizionando molto.

Domani lo racconterò anche a voi così creo un un po’ di “suspense” e aumento il numero dei lettori.

1010. IN CAMMINO – Festa di San Ranieri

… in ritardo di un giorno perché la festa liturgica era ieri, 17 Giugno, ma io non avevo la possibilità di scrivere perché sono partito presto per Pisa (per trovare parcheggio) e sono tornato tardissimo, molto provato dal caldo, con due coppie di giovani prossimi al matrimonio che avevano bisogno di parlarmi, l’acquisto della carne per persone in difficoltà (grazie alla macelleria P. che mi pratica un forte sconto!).

Ne scrivo quindi qualcosa stamani…

Dico subito che è stata una bellissima giornata. All’altare eravamo in quattro dei sette ordinati sacerdoti cinquant’anni fa: due purtroppo sono mancati prematuramente e uno ha preso l’anno sabbatico e quindi ha preferito non venire.

Di noi quattro superstiti uno, Mons. Santucci, già vescovo di Massa, presiedeva la celebrazione; un altro, Mons. Catarsi, lo assisteva all’altare in quanto “cerimoniere” arcivescovile; il terzo, Mons. Cecconi, parroco e Calci e vicepresidente dell’Opera Card. Maffi concelebrava con me e infine io, parroco di Forte dei Marmi… e il più giovane del gruppo.

Con noi però c’erano anche i due diaconi versiliesi, Gianni e Luciano (le consorti erano in panca), padre Amandus “guardiano” di Vittoria Apuana, e padre Maurizio già mio collega d’insegnamento al Liceo.

I Diaconi e p. Amandus ricordavano il 25° e padre Maurizio il 60°…

All’inizio mi sono sentito un po’ smarrito perché, a parte i confratelli sacerdoti, non conoscevo nessuno… ormai sono (e sono considerato) versiliese cioè lucchese.

Qualcuno ha anche fatto finta di non conoscermi e altri sono stati freddini forse perché tenevano che chiedessi conto di certe loro scelte a mio sfavore ( o meglio a sfavore di amici a me cari, disoccupati). Poi, per fortuna, ho incontrato dei miei carissimi ex allievi che mi hanno scaldato un po’ il cuore. Penso che mi abbiano scattato anche qualche foto ma, al momento, non mi sono ancora pervenute.

Durante la celebrazione ho avuto un attimo di commozione perché mi sono tornati in mente i miei genitori, mio fratello, i mei zii… i miei parrocchiani e collaboratori di oggi e di ieri…! (So bene che è sbagliato esagerare con i … puntolini ma dicono quello che, per l’emozione, non riusciamo a dire o a scrivere!).

Al ricevimento è andato tutto a meraviglia: anche quelli in precedenza freddini sono stati molto cortesi. Speriamo che siano state solo cortesie di facciata.

Adesso mi preparo alla Messa di anniversario in parrocchia prevista per il 30 p.v. alle 19.00 nel parco delle Suore. Pregheremo insieme… niente di più ma sarà bellissimo ugualmente! Anzi, ancora di più.