909. IN CAMMINO – In memoria

La vita della parrocchia comprende momenti felici e momenti tristi: talvolta i momenti si incrociano come succederà Domenica prossima.

Al mattino vivremo un momento di gioia con più di trenta fra giovanissimi e giovani che riceveranno la Cresima dalle mani dell’Arcivescovo.

Nel primo pomeriggio invece vivremo un momento di tristezza – sebbene mitigato dalla Fede – per il funerale della carissima Paola Benedetti.

Dire che era una donna speciale è poco! Fermandomi soltanto all’aspetto a me più congeniale – quello della Fede – riconosco pubblicamente che la Paola ha avuto una Fede incredibile.

E questo sia prima che dopo la malattia.

A suo tempo le avevo affidato i nostri giovani perché li seguisse con la preghiera e state certi che non dimenticava mai questo impegno.

Ogni giorno, insieme ai suoi figli, c’era un pensiero anche per tutti gli altri figli spirituali che le avevo affidato… Non aveva mai insegnato catechismo a causa della famiglia numerosa ma era una “catechista” pure lei.

E poi l’affettuosità, anzi l’amorevolezza, per noi sacerdoti e per le suore Canossiane che frequentava giornalmente per pregare insieme a loro.

Al centro delle sue cure c’era la famiglia: il marito, i figli, i genitori, i fratelli che – immagino – in questo momento stanno soffrendo tantissimo.

Da oggi la ricorderemo all’altare ogni mese: pregheremo per lei e a lei continueremo ad affidarci per tutte le nostre necessità.

908. IN CAMMINO – Mostra al Fortino

Al Fortino, in centro, è in svolgimento una interessante mostra di Renato Frediani, nonno dell’omonimo dott. R.F. ben conosciuto in paese per la sua attività professionale.

La mostra del nonno intitolata “La Materia è Forma” comprende alcuni gessi già pronti per la colatura e alcuni marmi scolpiti a mazzuolo di grande pregio.

Non avevo molto tempo a disposizione per la visita ma quello che ho visto mi ha impressionato molto positivamente.

Doveva essere “un grande” a giudicare dalla produzione. Aveva studiato scultura e pittura all’Accademia di Carrara, poi si era trasferito a Torino per collaborare con Pietro Canonica. Quando poi il maestro si trasferì a Roma lo seguì, e nel momento in cui lo stesso divenne Senatore, subentrò nella gestione dello studio.

Anni indietro avevo letto qualcosa di Renato Frediani. Infatti oltre che scultore era anche un facondo oratore e scrittore.

I famigliari mi avevano fatto dono di un suo libro di racconti “di mare e di terra” molto interessante e per certi tratti perfino commovente. L’ho letto più volte e non solo per interesse personale. Infatti sia nei pellegrinaggi che al catechismo ho trovato utile leggerne alcune pagine: è risaputo infatti che l’amorevolezza – e nel libro ce ne sono di pagine di questo tenore – apre il cuore alla fede e alla carità oltre che alla speranza.

A proposito della speranza… spero proprio di poter ospitare una di queste sculture nella nostra chiesa parrocchiale. Mi ha colpito molto una scultura raffigurante una “donna col rosario, in preghiera” che starebbe bene nella cappella dell’Addolorata. Poi vi farò sapere.

907. IN CAMMINO – incontri

Uscendo di casa al mattino presto per il giornale e il caffè capita sempre di incontrare qualcuno… Hanno tutti fretta e quindi non c’è tempo per scambiare due parole; un saluto e via, ognuno ai suoi impegni.

Giorni indietro invece oltre all’incontro ho avuto anche il piacere di parlare, seppure brevemente, con due giovani ex allievi di catechismo davvero bravi.

Il primo l’ho incontrato che usciva dal cancello di casa per correre a scuola: abbiamo fatto un po’ di strada assieme a passo veloce scambiando qualche parola.

Ecco, ascoltare questo giovanotto che ormai prossimo all’esame di maturità ha già programmato i suoi studi futuri mettendo però in conto anche il dovere di “supportare” la famiglia offrendo tempo e denaro (dato dal lavoretto estivo) mi ha fatto riflettere molto.

“I miei hanno fatto e fanno moltissimo per me – mi diceva – bisognerà che anch’io li ripaghi in qualche modo!”

Un ragionamento da “uomo fatto”, come si suol dire!

L’altro giovanotto l’ho incontrato al Bar Soldi: “Lavoro dal babbo e col babbo. Sono contento di quello che faccio…”

“Bravo” gli ho risposto. Avrei potuto chiedere/aggiungere anche qualcos’altro ma mi sono frenato, per non essere troppo ficcanaso. L’ho rivisto bambino, all’altare con la tunichina bianca, poi giovanotto al Liceo, poi studente a Milano e ora a fare esperienza con il papà. Bene, molto bene!

Del resto anche suo padre era molto rispettoso e affettuoso nei confronti del nonno e della nonna…