859. IN CAMMINO – tre funerali

Fra oggi e domani sovrò suffragare tre nostri amici e parrocchiani.

Oggi il signor Giuseppe, amico da sempre e conosciutissimo anche perché nonno di Filippo, e domani la signora Liana – pure lei conosciutissima soprattutto in Caranna – che ha sopportato un lunghissimo “calvario” prima di spegnersi seppure seguita amorevolmente dal marito.

Sempre domani ci sarà il funerale dell’amico Roberto Marsili da voi poco conosciuto perché da tempo abitava a Sarzana.

Vorrei quindi spendere una parola su di lui se non altro per farvi tornare alla memoria chi fosse e quale spessore morale avesse.

L’avevo conosciuto da alcuni anni e precisamente da quando la mamma e la sorella – entrambe scomparse – me ne avevano parlato. Era stata una conoscenza indiretta perché, come ho già scritto, era nata per interposta persona. Poi però era venuto il momento di incontrarlo e conoscerlo personalmente e nell’occasione avevo scoperto che quanto mi avevano detto le due donne era proprio vero.

Era un uomo davvero caro. Marito affettuosissimo di Francesca, attento alle esigenze dei genitori, della sorella, degli zii, del nipote… grande lavoratore con una trentina di collaboratori, prodigo di affetto e non solo nei confronti delle persone più svantaggiate.

Non mi piacciono le smancerie ma Roberto era davvero una grande  “persona” seppure mantenesse un tono basso perché, come era solito dire, le azioni buone vanno fatte in silenzio.

Anche noi, mi riferisco alla parrocchia e alla San Vincenzo, in più occasioni siamo stati beneficati sempre in modo nascosto come insegna il Signore.

Il Signore lo ha chiamato a sé appena sessantenne. Colpito da un severo ictus ha lasciato nel pianto i suoi famigliari, i suoi collaboratori e tante altre persone, me compreso.

Abbiamo la certezza però che il Signore lo accolga in Paradiso. Affidandolo a Lui chiediamo che dal cielo continui a vegliare sui suoi cari e su tutti noi che lo abbiamo tanto stimato e amato.

858. IN CAMMINO – Nassiriya

Domenica scorsa non mi è stato possibile ricordare la strage dei nostri carabinieri e Nassiyria; c’erano già troppo appuntamenti importanti quali la festa del Ringraziamento e la giornata per i Poveri (questa, all’ultimo momento, è stata spostata al 19…)

Pertanto la celebrazione ci sarà Domenica prossima sempre alla Messa delle 10.00 in modo che possa dire una parola ai più piccoli: quest’anno infatti non c’è stata la manifestazione solenne per la festa dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate: c’è stato sì un momento di preghiera il giorno 4 Novembre ma i piccoli erano quasi tutti assenti.

Perché ricordare l’evento? Perché è stato ed è un esempio di dedizione alla causa della pace offerto dai nostri carabinieri. Erano lì come pacificatori e in quanto tali vanno ricordati. Si pensa spesso ai militari come addetti alla guerra e ovviamente lo sono ma per lo più sono addetti alla pace come dimostrano i tanti teatri di guerra che li vedono in qualità di guardiani della pace.

Vi invito find’ora a passare parola: io lo dirò Sabato al catechismo e voi fatene parola con le persone più sensibili al tema della pace. Nell’occasione infatti parlerò e vi inviterò a pregare proprio per questo.

La pace! Spesso si sente dire che è un dono di Dio ed è vero ma senza la collaborazione degli uomini, soprattutto dei politici, anche la pace resta un sogno.

857. IN CAMMINO – Memorial “Francesco Ticci”

Ieri, a Messa, per lo meno a quella delle 10.00, siamo tornati sui numeri    pre-pandemia, alle altre celebrazioni eravamo davvero in pochi.

Brillano per assenze proprio quelli che dovrebbero essere sempre presenti e precisamente quelli che dovrebbero ricevere il sacramento della Cresima nel mese di Gennaio. Se non ho sbagliato erano presenti soltanto in 3 (tre) fra la Messa del Sabato e quella della Domenica. Confermo quello che ho detto e scritto in altra occasione e cioè che sono ragazzi bravissimi ma per non venire a Messa hanno sempre una giustificazione pronta.

Faccio un appello quindi ai genitori – non a caso i tre ragazzi presenti erano accompagnati dai genitori – perché mi aiutino ad avvicinarli alla pratica religiosa.

Detto questo una notizia bella e cioè che l’idea di coinvolgere nel memorial Francesco Ticci i ragazzi del catechismo è stata buona. I giovani infatti sono intervenuti volentieri, anzi con entusiasmo, alla parte spettacolare – i palloncini, le giravolte di don Yudas, i canti del maestro Mario ecc. – ma anche alla parte spirituale nella chiesetta delle Madri canossiane.

Davvero bravi, hanno pregato con convinzione insieme con me, con Madre Danila e i catechisti, per Francesco e tutti i giovani/ssimi del paese. Non si erano accorti che era trascorso il tempo destinato al catechismo al punto da costringermi a “cacciarli” di chiesa… perché io avevo altri impegni e non potevo trattenermi ancora.

Spero che i video vi possano fare piacere. A domani.

P.S. Provate anche a scorrere la nota di ieri… vi ricordate, vero, della Benedetta?