840. IN CAMMINO – H

Anche oggi la giornata inizia con una brutta notizia e cioè il bombardamento di un ospedale a Gaza.

Da quanto ho letto non è un ospedale “normale” ma è un ospedale di proprietà di un ente benefico americano gestito dal Patriarcato di Gerusalemme.

Sui giornale – non abbiamo fonti di informazione diretti – i contendenti si rimpallano le accuse. Gli israeliani negano il coinvolgimento; lo stesso fanno i portavoce di Hamas… intanto ammalati e medici, quelli che si sono salvati dal bombardamento, sono allo sbando, dimenticati da tutti.

Ieri abbiamo pregato per la pace e continueremo a farlo nelle prossime settimana. A giorni attendiamo la visita di padre Damiano, uomo di pace e apostolo del perdono in nome di Dio in mezzo agli hezbollah del Libano…

Queste occasioni sono importanti, a mio avviso, per confermarci nel proposito di invocare la pace e il dono dello Spirito santo per coloro che hanno responsabilità politiche e non solo…

Adesso mi spiego. È evidente che dietro certe scelte terroristiche in un caso e militari nell’altro ci stanno delle menti politiche che ritengono chi un modo e chi nell’altro di volgere a proprio vantaggio l’opinione pubblica e di avere consenso.

Se queste stesse menti politiche, ovviamente con l’aiuto di Dio, provassero a individuare un percorso comune di intesa tutto potrebbe cambiare. Pensiamo ad esempio a un nostro conterraneo, campione del dialogo fra le parti, l’indimenticabile sindaco di Firenze La Pira eccellente mediatore fra le parti in nome della fraternità umana!

Ci sono enormi responsabilità anche a livello religioso. La storia ci insegna che chi semina violenza in nome di Dio viene travolto dalla violenza stessa. Dio non sta dalla parte dei violenti ma dei miti e di coloro che amano la pace.

839. IN CAMMINO – a proposito di un quadro

In canonica c’è un quadro enorme (3 metri x 2 circa) molto interessante sia dal punto vista pittorico che storico.

Ho provato a fotografarlo ma si vede poco o niente dei dettagli (ci sarebbe bisogno di un bel restauro ma non è proprio il momento migliore per spendere soldi…). Quello che intravede però è sufficiente a farci capire una verità storica tornata a galla nell’occasione del rapimento dei piccoli ebrei dai kibbuz a opera di terroristi islamici.

La piaga dei rapimenti dei bambini ha afflitto i paesi costieri del mediterraneo per tanti secoli e almeno fino a metà del 1800. Anche la nostra amata terra versiliese ha pagato un forte tributo di sangue a questi antichi terroristi stando almeno a quanto si legge nei libri di storia locale.

Gli adulti razziati venivano venduti come schiavi sui mercati di Algeri o Tunisi e i piccoli invece custoditi, istruiti nei dettami dell’Islam e allevati per farne “giannizzeri” cioè spietati guerrieri a servizio del sultano!

Quegli stessi bambini nati “cristiani” venivano educati, in spregio alle loro origini, “musulmani” e musulmani particolarmente crudeli proprio nei confronti dei cristiani!

E il quadro in questione dà indiretta conferma di quanto vi scrivo. Si scorgono infatti sulla destra degli islamici; al centro la beata Maria de Cervellon con alcuni uomini in talare bianca intenti a governare una nave nel mare in tempesta: erano gli antichi “mercedari” impegnati nel riscattare i bambini ridotti in schiavitù dai musulmani.

Tante volte mi sono chiesto il motivo di questa presenza nella nostra chiesa… non so rispondervi: apparteneva a un sacerdote, il canonico Raffaelli, ed era una sorta di ex-voto fatto realizzare da una persona versilese probabilmente riscattata dalla schiavitù e scampato a una tempesta nel viaggio di ritorno verso la libertà.

Tutto questo, come ho scritto sopra, mi è tornato in mente in questi giorni: Dio non voglia che questi terroristi islamici abbiano rapito i bambini ebrei per farne nuovi “giannizzeri” contro il popolo d’Israele!

838. IN CAMMINO – vestitino bianco

Sabato scorso avevo pubblicato sul blog parrocchiale, a commento della pagina di vangelo proposta dalla liturgia domenicale, un filmato in cui spiegavo il significato della vestina bianca del battesimo dei piccoli.

Nel frattempo, venuto a conoscenza dei gravi episodi accaduti nella terra di Gesù – uccisione/rapimento dei piccoli – a opera di terroristi, ho cambiato idea e ho sfruttato il segno della vestina bianca per aiutare i presenti a riflettere sulla malvagità “oggettiva” (*) di quanto accaduto.

Ho esposto all’altare grande, quello della celebrazione domenicale, proprio sotto la croce di Gesù una vestina battesimale e ne ho spiegato il significato. Quella vestina rappresentava tutti quei piccoli uccisi in una nuova strage degli innocenti.

La mia predica è stata brevissima perché il presenti hanno immediatamente compreso il messaggio e hanno iniziato a lacrimare. Ovviamente ho parlato anche dei piccoli palestinesi, anche loro vittime degli stessi terroristi che se ne fanno scudo per proteggersi dalla possibile vendetta degli israeliti.

I piccoli all’altare erano pure loro avviliti e quindi ho raccomandato ai genitori e nonni presenti di abbracciarli stretti stretti per aiutarli a superare la paura.

I piccoli hanno bisogno di sentirsi protetti quindi hanno bisogno di abbracci e baci. Noi, sacerdoti, insegnanti, catechisti non possiamo farlo ma nonni e genitori sì e quindi è bene che lo facciano.

Domani, a Dio piacendo tornerò sull’argomento… Intanto preghiamo perchè possa esserci un lenimento a tanto dolore.

(*) le azioni hanno una loro moralità o immoralità in quanto tali al di là delle intenzioni e delle circostanze!