835. IN CAMMINO – Lourdes (2) e non solo

I nostri amici in pellegrinaggio a Lourdes mi hanno inviato una foto di gruppo e un filmato con la benedizione eucaristica. Provo a inserirli nella nota odierna sperando di riuscirci.

Soprattutto il filmato è molto bello: si vede il sacerdote che avanza in mezzo ai numerosi fedeli e impartisce la benedizione eucaristica ai presenti e soprattutto agli ammalati.

Spero di riuscire (magari con l’aiuto della Silvia) a inserirlo così che possiate anche voi – io l’ho già fatto – ricevere la benedizione del Signore… tutti i giorni e a casa vostra!

Nel titolo della nota odierna ho scritto Lourdes e “altro”…

Passando appunto all’ALTRO ho deciso da oggi di lasciare chiusa la chiesa nel giorno del mercato – rinunciando quindi all’Adorazione Eucaristica – rimandandola al Giovedì pomeriggio dalle 16.30 alle 18.00.

Non era più possibile andare avanti con i questuanti – rom in particolare – fuori e dentro la chiesa a importunare quei poveri fedeli che venivano a pregare.

Era da Giovedì 3 Dicembre 1996 che il Ss.mo Sacramento veniva esposto solennemente in chiesa nel giorno del mercato. Per tanti anni non ci sono stati problemi di sorta. Invece da almeno tre/quattro anni la situazione è diventata insostenibile con questi “tipi” che importunano in ogni modo, fino a strattonare, per avere soldi. Nelle ultime settimane sono stato costretto a fermarmi all’ingresso della chiesa per proteggere in qualche modo i presenti ma adesso anch’io, sia per l’età che per gli acciacchi, non me la sento più di fare la guardia: tutti i mercoledì sono discussioni, urla ecc.! Basta.

Capisco che è ingiusto sacrificare una comunità di quattromila persone per cinque o sei malintenzionati ma non ho alternativa.

834. IN CAMMINO – Lourdes

Sono in ritardo perchè il computer faceva i capricci… Avevo già risposto alle tante mail giunte ieri quando si è bloccato improvvisamente lasaciandomi con un palmo di naso.

Adesso ricomincerò a scrivere ma non potrò dilungarmi anche se gli argomenti sarebbero moltissimi.

Mi limiterò a poche righe dedicate soprattutto a coloro che sono in pellegrinaggio a Lourdes.

Sono molto contento per voi: soprattutto per chi fa questa esperienza per la prima volta. Spero che vi resti nel cuore e vi accompagni per sempre.

Ho ricevuto le vostre foto.

Ho visto che già ieri sera eravate nella grotta, proprio sotto la venerata immagine della Madonna intenti a pregare con tanti altri pellegrini di ogni parte d’Europa.

Ho riconosciuto in particolare don Yudas che ha preso il mio posto come accompagnatore ufficiale e ho pubblicato la sua foto sul presente blog che viene seguito da tanti amici sia del Forte che di varie località d’Italia.

Sono felice anche per lui.

 

833. IN CAMMINO – La strage…

All’alba dello Shabbat Sukkot, la festa delle capanne, una festa solenne per gli ebrei, una frangia di terroristi di Hamas ha violato i confini con lo Stato di Israele e hanno colpito a tradimento molti civili, fra questi numerosi giovani pacifisti che si erano raccolti nel deserto per una festa laica.

Oltre l’invito alla preghiera alcune parole di commento a questo tragico avvenimento riferendomi soprattutto ad alcuni articoli di giornale (più che altro flash d’agenzia) che giudicano quanto avvenuto una sorta di “punizione” di Dio…

La condanna internazionale è stata unanime (a parte alcuni stati islamici) per la ferocia dimostrata dai terroristi ma soprattutto per il tempismo.

La festa delle capanne ricorda il lungo cammino degli Ebrei nel deserto verso la terra promessa: vivevano sotto le tende o sotto le capanne di frasche. Per questo la festa anche oggi comprende, oltre preghiere aggiuntive, la realizzazione di una piccola capanna (come facciamo noi con l’alberello del Natale) nel giardino di casa o sul balcone.

Anche in Israele però l’ateismo avanza per cui – a detta di amici ebrei – si pensa alla capannella ma non alla frequentazione della sinagoga e alla lettura della Torah particolarmente significativa in questo giorno solenne. Prova ne è il fatto che i giovani erano raccolti nel deserto per un “rave party” musicale e non per un memoriale religioso. Erano ragazzi amanti della libertà, pacifisti convinti, che mai avrebbero sospettato che sarebbero stati presi di mira proprio perché pacifisti e quindi privi di armi di difesa.

Da questo a dire che meritavano la punizione di Dio ce ne corre e non mi sembra nemmeno il caso di prenderlo in considerazione.

La loro morte (e il loro rapimento con probabili vessazioni ecc.) scatenerà senz’altro una pesante vendetta che andrà a colpire quella parte di popolazione palestinese che ormai conviveva in tranquillità con gli ebrei e quindi chissà cosa succederà.

E probabilmente renderà ancora più difficili i rapporti dei “coloni” anche con i cristiani visti, a torto, dissacratori della tradizione ebraica. Speriamo bene.

Io intanto, proprio ieri sera, mi sono messo in contatto con alcuni ebrei amici, per le condoglianze. L’ho fatto a nome del paese e mio personale. Con questa breve nota vi partecipo il loro ringraziamento.