785. IN CAMMINO – qualche lacrimuccia…

Eh sì. Proprio qualche lacrimuccia. Sia durante che alla fine della Messa di ieri. Parlando della “coppia” ho toccato un nervo scoperto… me lo aspettavo ma non fino a questo punto.

Com’è andata?

È andata che, presentando alcuni temi classici della dottrina sociale della chiesa, ho parlato della “coppia” nei vari momenti della sua vita sociale: dalla prima fase quando i due, innamoratissimi, sprecano un sacco di parole per farsi i c0mplimenti… fino all’ultima, quando le parole sono diventate soltanto battute pesanti.

Penso sia molto offensivo per una moglie, ormai anziana,  sentirsi definire “grassa” o per un marito, ugualmente anziano, “buono a nulla”… in riferimento al suo vigore sessuale!

E perché alcuni hanno pianto?

Perché certe pagine della Bibbia, così belle nel descrivere l’amore degli anziani, hanno provocato commozione e nostalgia per gli anni ormai passati : “Sii felice con la donna della tua giovinezza, adorabile gazzella, dolcissima creatura”.

Una moglie, anche se anziana, è sempre un’adorabile gazzella e un marito, seppure anziano, un tenero caprettino… un po’ dispettoso ma amabile né più né meno come negli anni giovanili.

Certe parole poi, riferite a chi è solo/a, feriscono l’anima!

“Scapolone” o “zitella” dovrebbero scomparire dal nostro vocabolario. Pensate al dolore che certe parole provocano in chi, uomo o donna che sia, dopo anni di convivenza è stato messo da parte quasi fosse stato un vaso di fiori. Ha dato tutto se stesso/a – anima e corpo -, si è intestato il mutuo in vista di farsi una famiglia, ha fatto gli straordinari per avere qualche soldo in più, col risultato poi d’essere allontanato/a e addirittiura deriso/a.

Per forza, poi, non ne vogliono pù sapere di farsi una famiglia o anche soltanto di imbarcarsi in una relazione. Da notare che gli uomini, per certi episodi crudeli, soffrono più delle donne fino ad andare fuori di testa, fino a cambiare non solo paese ma anche nazione pur di non vedere chi gli ha fatto tanto male.

Ieri ho visto piangere uomini e donne. E mi è dispiaciuto moltissimo.

784. IN CAMMINO – il nostro paese

Ho letto proprio stamani un lungo articolo riguardante il nostro paese a firma di Claudio Bozza sul settimanale del Corriere della sera.

Il giornalista intervista il sindaco e alcuni attenti conoscitori della storia del paese riguardo a episodi di “turismo sguaiato” verificatisi nelle ultime settimane. Concordo con le loro dichiarazioni e cioè che FDM non ama gli eccessi e soprattutto le volgarità gratuite.

Il giornalista asserisce che tutto è iniziato con l’arrivo di consistenti capitali finanziari dall’estero (dalla Russia e non solo) e da altre regioni d’Italia e anche questo è vero.

I “locali” si sono lasciati irretire dal profumo dei soldi e, peccando a mio parere di ingenuità, hanno venduto abitazioni e stabilimenti balneari a “professionisti del turismo” legati a società (in genere anonime) che hanno preso saldamente in mano il mercato e non se lo lasceranno certo sfuggire per le rampogne del sindaco. Ma in futuro ci sarà la stessa attenzione?

Ovviamente non è questo il mio mestiere e quindi potrei (anzi, lo spero) sbagliarmi nell’analisi della situazione presente e futura.

Vorrei però accennare ad alcuni episodi/personaggi positivi direi quasi “virtuosi” che dimostrano la capacità persuasiva dei “veri” paesani nei confronti degli ospiti convincendoli ad amare pure loro il paese.

Passo ad alcuni esempi (pur rispettando la privacy)…

Il principe arabo N.N. non appena mette piede al Forte elargisce una somma consistente per i poveri del paese; la signora N.N. ama a tal punto il Forte da rinunciare alla sua proprietà londinese; la professoressa N.N. organizza ogni anno una “lezione” di storia dell’arte per il paese; il dottor N.N., primario a XX, offre gratuitamente la propria consulenza; lo stesso fa l’avv. N.N. senza chiedere un soldo; l’amministratore delegato di XX fa la spola fra XX e Forte dei Marmi perché soltanto qui si sente a casa; numerose e qualificate persone di tutta Italia aspettano il filmato settimanale offerto dal parroco perché innamorati del paese;  e potrei continuare con tanti, tanti altri esempi.

Tutto questo è motivo di speranza che non si perda né oggi né mai quel retaggio di ospitalità, di semplicità e di buona educazione che nel passato ha fatto tanto amare il nostro paese.

Non credo saranno in molti a leggere questa nota. E a nessuno verrà mai in mente di intervistare il parroco. Però, credetemi, al Forte… non tutto è perduto!