783. IN CAMMINO – La Rivista d’estate

La Rivista d’estate sta avendo successo. Ne sono già state distribuite molte copie e i commenti sono stati tutti molto positivi (spero di non essere smentito proprio oggi).

I lettori hanno gradito sia la veste editoriale decisamente molto raffinata sia i contenuti. Fra questi l’intervista al dottor Falorni e la testimonianza relativa al “dito medio di Romina” raccolta dalla direttrice della rivista S.C.

In molti si sono fermati a leggere anche le facezie che sono solito scrivere nelle pillole di sorriso.

Il bagnino dello stabilimento S.M. ha letto subito il racconto relativo alle “differenze” nei salvataggi; la sig.ra XY, già professoressa al Liceo cittadino, si è fatta molte risate a leggersi il “rapportino”; una coppia di Livornesi casualmente presenti alla Messa nel parco delle Canossiane ha confermato la sfida a colpi di battute fra pisani e livornesi ecc.

E proprio stamani si è presentato un giovane della parrocchia di San Pietro in Palazzi (luogo dove è nata la Fondazione Casa card. Maffi) interessato a leggersi l’editoriale in cui racconto qualcosa del vecchio parroco, Mons. Pietro Parducci. Mi ha spiegato che è stato inviato dall’attuale parroco per ritirarne un po’ di copie…

Anche di questo sono molto contento: capita sempre più spesso, infatti, che il ricordo di certi grandi personaggi sbiadisca a tal punto da non essere più nemmeno conosciuti dalle nuove generazioni.

782. IN CAMMINO – Maria Grazia

Oggi alle 15.00 celebrerò il funerale della carissima Maria Grazia Consani cg. Francesconi, una delle persone a me più care e vicine.

Donna d’altri tempi, donna “forte” (così si dice delle donne che hanno personalità) e al contempo “dolcissima” sia nei confronti del marito dott. Franco che degli amici.

Fra questi, insieme a molti altri sacerdoti, il sottoscritto.

L’avevo conosciuta fin dal mio ingresso al Forte e quindi da molti anni ed ero stato suo commensale in numerose occasioni. Pur essendo restio ad accettare inviti accettavo volentieri i suoi che in molti casi erano terapeutici.

Può capitare infatti a noi sacerdoti di scivolare nella depressione o qualcosa di simile: lavoriamo tantissimo, in alcuni casi al limite delle nostre forze fisiche e psicologiche, senza avere gratificazioni di sorta né da parte dei superiori nè dai confratelli.

Le uniche gratificazioni vengono per lo più dai nostri parrocchiani che capiscono e offrono considerazione e affetto (anche se in alcuni casi non condividono le nostre scelte).

Maria Grazia aveva il dono della forza e della dolcezza: era capacissima di rimproverare e poi di lenire il disagio con una battuta o con un sorriso.

Cara Maria Grazia, proprio non mi aspettavo di perderti fisicamente. Sono certo però che spiritualmente continuerò ad avvertire la tua presenza affettuosa.

781. IN CAMMINO – L’incontro con il dottor Falorni …

… ha visto poche persone presenti. Peccato perché è stato un incontro davvero straordinario sia per l’argomento esposto che per il modo con il quale è stato presentato.

L’amico Franco Falorni è un vero personaggio e ancora una volta lo ha dimostrato, sul campo.

Purtroppo tanti fra coloro che frequentano la chiesa, non hanno molta fiducia nei laici e nelle tematiche sociali.

Se, ad esempio, avessi tenuto io il discorso sarebbero intervenuti in molti. Parlando invece un “laico” non avviene lo stesso come se non fossimo tutti battezzati e quindi tutti abilitati a testimoniare Gesù.

Senza contare poi che in certi settori quali la politica, il sociale e simili non sacerdoti possiamo fare ben poco.

Si tratta di mettere in atto quanto “detto” negli incontri del cammino sinodale… se restano parole ci sarà poco da sperare.

Non credo però sia stato tempo perduto.

Sono certo piuttosto che darà buoni frutti nel futuro (quello prossimo, senza aspettare secoli…) perché quella  dei “dimenticati” è una realtà in continuo aumento. Penso ci potranno essere buone possibilità di collaborazione anche per la scuola, la pastorale della carità e quella dei giovani.

Nei prossimi giorni tornerò sull’argomento. Ora vado al mare a fare lezione ( o a programmare il prossimo numero della rivista nel caso i ragazzi fossero assenti…)