774. IN CAMMINO – la messe è molta…

Ieri sera, contrariamente al solito – in genere faccio tappa insieme alla canina al cimitero – mi sono avventurato in centro e mi sono trovato in mezzo a una “folla” incredibile di persone.

Con mia grande sorpresa mi sono accorto di non conoscere nessuno. Erano tutti stranieri: fra questi un numero impressionante di orientali e asiatici.

Dentro di me ragionavo in questo modo… io sarei il pastore d’anime di tutta questa gente ma di fatto non conosco nessuno e non so nemmeno come avvicinarli visto che parlano lingue per me incomprensibili…

Mi è preso un certo scoraggiamento. Poi mi sono fatto forza per evitare un crollo psicologico. Mi sono tornate in mente le parole di Gesù: La messe è molta ma gli operai sono pochi… pregate il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe.

Oltre le preghiere dovremmo anche studiare qualcosa per coinvolgere per quanto possibile coloro che frequentano il paese.

Prima – lo ricordate, vero? – avevamo l’Adorazione eucaristica tutte le sere ma eravamo anche in due/tre; adesso sono solo e non tengo più. Comunque sia mi riservo di parlare con alcuni collaboratori e poi vi dirò.

Intanto non vi dimenticate di pregare per le vocazioni sacerdotali.

773. IN CAMMINO – ancora un dono

Il mio anniversario di Ordinazione, di prima Messa (49°) e il mio onomastico (San Pietro e Paolo) sono stati occasione per molti amici di parrocchia e non per omaggiarmi con doni, pensierini, mail ecc.

Sarei bugiardo se dicessi che non ho gradito questi omaggi: anche se non amo espormi confesso d’essere rimasto molto felice nel ricevere i predetti regali.

Fra questi alcuni, pur essendomi stati offerti come dono personale, entreranno nel patrimonio della Parrocchia: ho sempre fatto così e ne sono contento.

In questo caso mi è stata offerta in dono una “cartagloria” del 1800 davvero pregevole. Le carteglorie sono arredi liturgici composti da una cornice (in legno o in argento) e da un foglio a stampa con il “cànone” e altre parti della Messa.

Venivano collocati, prima della riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, davanti e ai lati del tabernacolo eucaristico in modo che il celebrante fosse avvantaggiato nella celebrazione: non aveva bisogno di sfogliare il messale visto che aveva già tutto sotto gli occhi!

Le cartegloria ordinariamente erano tre: una al centro, più grande e più ricca e due ai lati, più piccolette.

Quella che mi è stata donata è una cartagloria “centrale” che contiene l’intero “Canone” eucaristico compresa la dizione per la consacrazione del pane e del vino.

L’ho gradita moltissimo oltre che come oggetto d’antiquariato anche come “memoriale” di antiche celebrazioni e per questo gravida di devozione. Al momento la lascio in sacrestia, in visione. Poi vedrò.