494. IN CAMMINO – Fatima

Oggi, 13 Maggio, celebriamo la festa della Madonna di Fatima. Ho già posto sull’altare la venerata immagine della Madonna (dono/ricordo dei miei vecchi parrocchiani nell’occasione di un pellegrinaggio a Fatima) per far presente l’appuntamento a tutti coloro che stamani metteranno piede in chiesa.

Stasera poi ci sarà, dopo due anni di sospensione coatta, la processione dall’edicola della Caranna fino alla chiesa parrocchiale.

L’idea mi venne all’inizio del mio “mandato” in qualità di Parroco al Forte. In tutte le parrocchie – salvo eccezioni – vengono programmate due processioni: una in onore della Madonna e l’altra in onore dell’Eucarestia.

La processione mariana del Forte sarebbe quella di Settembre, la processione triennale dell’Addolorata, ma per vari motivi è (quasi) sempre incappata in momenti difficili: la pioggia, la stanchezza legata alla stagione conclusa, la disaffezione per l’iniziativa ecc.

Pensai quindi di proporre una processione più semplice ma a scadenza annuale in modo da non perdere l’affezione e mi indirizzai sulla festa della Madonna di Fatima visto che nella chiesa parrocchiale, proprio nella vetrata posta nell’abside, è presente una bella immagine della Madonna di Fatima che il mio predecessore don Sabucco di v.m. volle a ricordo della realizzazione dell’abside nuovo.

La processione, all’inizio, radunava qualche decina di persone. Poi col passare del tempo e grazie all’apporto del GDP San Pio e “Maria, Regina dell’Universo e Madre…” era diventata una realtà molto interessante con tanti fedeli presenti, strade infiorate, spettatori ai lati… ecc.

Con l’avvento dell’epidemia la “giovane” tradizione si è interrotta. In più in questi due/tre anni il Forte si trasformato da paese vero e proprio a paese di vacanza – spiace dirlo ma è la realtà – per cui anche la strada principale, via Piave, è semi-deserta nei mesi fuori stagione…

Insomma, non so come andrà stasera. Può darsi che siamo pochi o addirittura pochissimi ma vale la pena tenerla ugualmente se non altro per offrire alla Madonna un contributo di preghiere a favore della Pace.

Io non sono molto in forma, come sapete. Ho un ginocchio che fa le bizze (in aggiunta alla bronchite cronica) ma stringerò i denti per fare la processione insieme con voi.

493. IN CAMMINO – Una piacevole sorpresa

Stamattina avevamo l’incontro di Vicariato alla Rocca di Pietrasanta. È venuto a presentare l’argomento (commento spirituale a due capitoli dell’Apocalisse) un padre gesuita della cappella universitaria di Pisa, padre Giuseppe.

Avendo scritto qualcosa sui Gesuiti nella rivista di Natale pensavo di conoscerlo. Invece non lo conoscevo perché è presente a Pisa da pochi mesi; nemmeno lui mi conosceva anche se, avendo dato una scorsa alla nostra pubblicazione, era incuriosito per l’interesse mostrato nei confronti della congregazione.

All’inizio dell’incontro, letti i salmi e invocata la Madonna, gli ho dato la parola. A quel punto ha chiesto e ottenuto di fare un giro conoscitivo per scoprire chi aveva di fronte. Ogni sacerdote/diacono si è presentato aggiungendo qualche parola per illustrare il proprio servizio.

All’udire il cognome di don Edoardo ‘Butta’ ha avuto un leggero trasalimento. Abbiamo scoperto così che padre Giuseppe è stato allievo del professor Butta, già docente all’università di Pisa, negli anni giovanili quando frequentava la facoltà di ingegneria.

Concluso l’incontro, si è fermato a parlare con don Edoardo, chiedendo notizie sia del professore che degli altri docenti. A quel punto ho deciso di invitarli entrambi a tavola con me per consentire loro di conoscersi meglio.

Padre Giuseppe chiedeva notizie anche dei suoi ex colleghi di corso, ma don Edoardo non ha saputo rispondergli. Gli ha detto soltanto che pure lui sarebbe stato felice di conoscere qualche altro alunno di suo padre.

A tavola gli ho presentato la mia idea di istituire una borsa di studio intitolata al professor Giuseppe Toniolo, docente di economia a Pisa all’inizio del secolo scorso e oggi proclamato beato dalla Chiesa. Ha convenuto con me che sarebbe un’idea molto interessante e si è impegnato a farla conoscere oltre che ai suoi confratelli anche ai giovani studenti che in questo momento sta seguendo.

Spero che questa mia idea possa realizzarsi. Così insieme ai ragazzi delle medie e ai giovanssimi del liceo potrei beneficare anche i giovani universitari.

492. IN CAMMINO – orso polare

Non so se avete mai osservato, in qualche documentario televisivo, il mantello bianchissimo degli orsi polari…

Bene, anch’io ieri, per una buona mezz’ora sembravo proprio un orso bianco tant’è che addetti e avventori dell’Autogrill sull’autostrada del sole si fermavano a filmarmi, divertiti!

È successo che, dovendo scendere, di buon’ora, a Roma per il Consiglio d’amm. FACI, mi sono avvolto in una copertina candida e calduccia – alle 5.00 faceva freddo – per riposare un po’ mentre Lorenzo guidava.

Verso le 7.00 mi sono svegliato e ho deciso di fare la sosta per il caffè (e le pasticche). Pian piano poi mi sono dissonnato, ho fatto i soliti sbadigli mattutini e finalmente mi sono tolto di dosso la copertina.

Purtroppo la copertina – non capisco proprio cosa sia successo – aveva perduto il mantello bianco che era rimasto appiccicato alla camicia, peraltro nuovissima, che da nera era diventata… bianca!

Pare si tratti di un fenomeno elettrostatico per cui due tessuti entrambi in poliestere si possono attrarre vicendevolmente ecc. ecc.

Quando sono uscito dall’auto non ero più un prete con la sua bella camicina nera ma un orsetto polare pieno di peli bianchissimi.

Me tapino! Ho cominciato a trarre alti lai (lamenti) mentre Lorenzo si affannava, munito di uno spazzolone, a levarmi dall’impiccio. Mi sentivo terribilmente a disagio. Poi per fortuna, ragionando sulle leggi della fisica, ho afferrato un paio di mascherine – pure queste in materiale sintetico – e il mantello miracolosamente ha preso ad appiccicarsi sulle stesse… Insomma, ho rovinato un paio di mascherine FFP2 ma ho salvato la pelle, pardon, la camicia!

E il viaggio è ripreso… con la copertina chiusa nel bagagliaio!