490 & 491 – IN CAMMINO – in cammino…

In effetti sarò “in cammino” sia stamani che domani. Adesso vi spiego il motivo per il quale sono stato costretto ad accorpare i due brevi brani certo della vostra comprensione.

490) Questa mattina devo correre a Pisa per il consiglio dei CONSULTORI: sono i collaboratori più stretti del Vescovo chiamati a consigliarlo nelle decisioni più importanti riguardanti la Diocesi.

Siamo pochissimi quindi non posso assolutamente mancare. Sarebbe una scortesia nei suoi confronti ma soprattutto una mancanza di rispetto per tutti gli altri sacerdoti e laici collaboratori. È vero che nessuno è indispensabile ma in certi casi sì perché in caso di mancanza del numero canonico/legale non si può procedere…

Spero ovviamente di poter far presto perché a mezzogiorno in punto devo battezzare la bimbina di Caracciolo, il giocatore del Pisa, (a proposito gli faccio tanti auguri per l’operazione al menisco e ai legamenti e per le usltime partite che decideranno l’eventuale passaggio in A della squadra pisana).

Poi ci sarà il funerale della cara Andreetta e anche questo è un impegno che mi sta tanto a cuore vista il rapporto stretto che avevo con la signora e con la famiglia.

491) Poi domani mattina alle 5.00 partirò per Roma per i consigli FIDES e FACI. Devo relazionare, in qualità di revisore dei conti, sui rispettivi bilanci e vi assicuro che non è un compito facile. Il commercialista mi ha già inviato per tempo i bilanci (tutti in perdita) e adesso sta a me trarre le conclusioni e suggerire gli aggiustamenti.

Soprattutto questo secondo impegno è delicatissimo perché non possiamo certamente dichiarare fallimento e mettere a casa i dipendenti… come fanno i privati quando sono in difficoltà. Bisogna invece, con calma, verificare le possibili soluzioni appoggiandoci alle banche, diminuendo i costi, riducendo i compensi ai collaboratori esterni, ai consulenti, eliminando certe convenzioni troppo onerose ecc.

Compito quest’ultimo difficilissimo perché non ho alle spalle studi di ragioneria. Ho studiato qualcosa di economia ma a livello teorico e limitatamente all’aspetto etico quindi… ne so poco o niente e sono consapevole dei miei limiti.

Ce la fate, domani, a dire una preghierina per me?

 

489. IN CAMMINO – ho confuso i giorni

Pensavo fosse Sabato  e invece era Venerdì… e così mi son dimenticato di scrivere la nota quotidiana. Vengo a rimediare stamattina in modo da non interrompere il contatto.

Dunque oggi, anche se sabato, nella mia testa è venerdì. Di quale argomento vi posso scrivere? Vi scriverò brevemente della storia dei primi venerdì del mese. Una storia gloriosa che ha visto, negli anni, tanti uomini e donne salvarsi l’anima grazie a questa speciale devozione.

Di cosa si tratta?

Nelle visioni di Santa Margherita Maria Alacoque, una suora mistica Francese della metà del milleseicento, Gesù appare con il cuore in mano a significare il suo grande amore per l’umanità e chiede d’essere ricambiato. Promette a chi accetterà questo patto d’amore, concretizzato nella S.Comunione – in stato di grazia –  per nove primi Venerdì del mese la “perseveranza finale”

Questa devozione divenne conosciutissima grazie a un documento magisteriale di Papa Leone XIII che ne spiegò il significato e lo propose a tutto il mondo cristiano a rimedio delle tante cattiverie ecc.

Da quel momento, in tutte le chiese parrocchiali e non solo del mondo cattolico, nacquero le “Comunioni” riparatrici dei primi Venerdì del mese. La prima cosa che facevano i genitori non appena i bimbi avevano ricevuto la Comunione era quella di accompagnarli per NOVE MESI in chiesa a ricevere il Sacramento. A quel punto c’era la “sicurezza” che il bimbo, divenuto giovane-adulto-anziano non avrebbe smarrito la fede e se anche l’avesse smarrita avrebbe avuto il dono speciale di ritrovarla in punto di morte (perseveranza finale).

A giudicare dalle cronache dei primi anni ’50 divenne una pratica universale: alla sera dei primi nove venerdì del mese folle di uomini – le donne ne erano escluse – entravano in chiesa per la Confessione e la Comunione. Anche mio padre e lo zio Varese fecero i primo nove Venerdì del mese, piccolissimi, accompagnati dal nonno Beppe. E penso d’averli fatti anch’io anche se non ne ho un ricordo preciso.

Nello stesso tempo nacquero grandi Basiliche, Università, Ospedali ecc. dedicati al Sacro Cuore, con innumerevoli statue a ricordare la promessa.

Con il Concilio questa devozione passò in disuso ma per fortuna, grazie alla scoperta della “Divina Misericordia”, non è stata dimenticata e continua a essere praticate.

In confidenza,  a costo di passare da retrogrado, ve la raccomando anch’io.

Segnatevi sul calendario il primo venerdì dei mesi seguenti la prima Comunione del vostro bimbo e portatelo in chiesa a confessarsi e a fare la Comunione.