305. IN CAMMINO – L’eccidio

Torno adesso da Sant’Anna di Stazzema dove abbiamo celebrato in suffragio delle povere vittime dell’eccidio. Erano presenti le Autorità provinciali e regionali insieme con numerosi partecipanti. Il tutto si è svolto in modo ordinato nel rispetto nelle norme sanitarie.

Noi sacerdoti non siamo saliti però al monumento perché alle 11,30, in Duomo a Pietrasanta, era previsto il funerale di Don Roberto Bovecchi.

Non ho quindi fotografie da proporvi se non una d’archivio.

Ieri però ho partecipato a una cerimonia analoga a Molina di Stazzema dove abbiamo ricordato don Fiore Menguzzo pure lui vittima della ferocia nazista insieme a i suoi cari familiari e ad altre persone del paese.

Qui di seguito la foto con le Autorità.

La storia di don Fiore meriterebbe di essere raccontata per esteso: prima infamato quasi fosse stato complice poi, grazie agli studi storici di Giuseppe Vizzoni, riabilitato e insignito della medaglia d’oro alla memoria…

Un attimo: mi chiamano d’urgenza al Bagno Felice 2.

…………………..

Non c’è stato niente da fare. Ha avuto un malore in mare ed è morto. L’ho benedetto e ho pregato per lui insieme con i bagnini. Ho detto una parola di conforto anche alla moglie Clotilde e ai familiari presenti.

Aggiungete una preghiera anche voi.

 

304. IN CAMMINO – In memoria

È andato tutto bene nel senso che sono riuscito a fare quanto avevo programmato per la giornata inclusoa la cena conviviale degli amici del “distributore”.

Sono stati molto carini e accoglienti a cominciare dal padrone di casa che voleva a tutti i costi riempirmi gratuitamente di benzina il serbatoio della… bicicletta! Ci sono andato volentieri perché in quell’ambiente si respira ancora l’aria tipica della Forte dei Marmi antica: (al riguardo ho scovato una pagina del 1881 che vi farà piacere: la pubblicherò nella rivista di Natale).

Sono stato bravo anch’io perché non si sono nemmeno accorti di quello stavo facendo smanettando sul cellulare.

Ieri infatti, nel pomeriggio, è morto don Roberto Bovecchi di Pietrasanta, già canonico del Duomo e responsabile della Pastorale sanitaria al “Versilia”.

Da tempo si era infermato ed ero riuscito a farlo ricoverare alla Fondazione Cardinale Maffi di Mezzana a San Giuliano Terme firmando per lui l’impegnativa in qualità di familiare.

Quando dunque è morto, nel primo pomeriggio alle 14.30, mi hanno subito chiamato e da quel momento e fino alla sera non ho fatto altro che correre avanti e indietro dal Forte e fino a Mezzana per la composizione della composizione della salma e l’organizzazione del funerale. Vi assicuro che non è stato uno scherzo gestire il tutto tenendo conto che don Roberto ha ancora due fratelli!

Venuta l’ora della cena non me la sono sentita di deludere i miei amici e quindi sono andato ugualmente – anzi, mi sono fatto vedere sorridente e festoso – anche se dovevo ancora stendere il manifesto funebre.

Fra una portata e l’altra, senza farmene accorgere, ci sono riuscito e quindi sono stato contento di aver potuto fare tutto senza coinvolgere i presenti.

L’amico V. però ha capito qualcosa e glielo ho confessato pregandolo al contempo di non lasciar trapelare la notizia.

Le stelle non le ho nemmeno guardate tanto Papa non mi faranno mai!

303. IN CAMMINO – San Lorenzo

Secondo round. Vi dicevo che quella in corso è una settimana pesante però è pure “esaltante” nel senso che mi permette di fare un po’ di bene… o almeno lo spero.

Oggi, dunque, festa di San Lorenzo, ho un primo appuntamento a Seravezza per festeggiare il Patrono con l’Arcivescovo e i confratelli; poi, sempre a Seravezza un incontro con le Suore per preparare l’arrivo di don Filippo; poi con gli amici (mezzi eretici) a mangiare le acciughe al distributore del … Granducato (*) e infine a guardare le stelle cadenti pronto a esprimere il mio desiderio più sentìto: diventare Papa!

A parte le battute sarà – spero – una giornata impegnativa ma molto bella.

Io spero di essere all’altezza del mio compito. Quando sono stato ordinato sacerdote ho voluto riportare nel “santino” ricordo quella frase di San Paolo in cui si legge che “il Signore ama chi  (si)  dona con gioia”. Ho sempre cercato di donarmi ai miei amici/parrocchiani ecc. tutto sommato con buoni risultati.

È chiaro che, adesso che comincio ad avvertire il peso degli anni, anche se l’entusiasmo resta le forze non sono più quelle di un tempo e quindi devo centellinare gli appuntamenti per evitare di stancarmi troppo.

Forza, quindi, e avanti!

ATTENZIONE: il Granducato Roma Imperiale esiste “de facto” per iniziativa di alcuni buontemponi ma non “de jure” come alcuni hanno ingenuamente pensato. Siamo infatti in una Repubblica da un bel po’ di anni!