285. IN CAMMINO – Complimenti…

Complimenti ai nostri ragazzi che hanno superato brillantemente gli esami di III Media e di Maturità.

Alle Medie sono ben 20 i ragazzi che hanno avuto il punteggio d’eccellenza e al Liceo sono 15 i “centisti”. Il merito, ovviamente, va ripartito anche con i genitori e gli insegnanti che sono stati capaci, nonostante le limitazioni imposte dal Covid, di seguire i ragazzi & giovani portandoli a questi ottimi risultati.

Da sempre seguo con attenzione i risultati dei nostri studenti e sono onorato della loro amicizia e dell’attenzione/collaborazione che mi riservano gli insegnanti.

Quest’anno non sono riuscito a fare nemmeno una lezione perché la maggior parte delle lezioni sono state tenute in DAD, via mail, e questo mi avrebbe comportato un super lavoro… ma mi sono sempre tenuto in contatto sia con gli insegnanti che con i dirigenti.

Sono onorato infine di poter offrire anche quest’anno, a titolo personale, una (modesta) borsa di studio che ricordi loro il bellissimo percorso scolastico appena concluso.

L’ho sempre fatto, per riconoscenza (indiretta) ai professori/sse che mi hanno istruito ed educato, e ai dirigenti/operatori scolastici che hanno sopportato le mie alzate d’ingegno giovanili.

In bocca al lupo, ragazzi, per il prosieguo dei vostri studi.

284. IN CAMMINO – in memoria…

Ancora un lutto nella nostra piccola/grande comunità cittadina: piccola nel periodo invernale ma grande nell’estate.

Sono davvero molti, o forse sarebbe opportuno scrivere tutti, coloro che si rammaricano per la scomparsa di Alessandro, “storico” farmacista del Forte insieme col fratello Bruno.

Se ne è andato in silenzio accompagnato dalle nostre preghiere e dal nostro affetto: sapevo delle sue pessime condizioni di salute perché lui stesso -tramite un fedele collaboratore- me ne aveva scritto e avevo “convogliato” per lui (pur senza accennare al suo nome) le tante preghiere che quotidianamente i nostri fedeli rivolgono al Signore.

Le sue letterine, almeno fino a poco tempo addietro, erano settimanali e contenevano sempre un concreto sostegno ai poveri del paese.

Alessandro infatti, sia come dottore in farmacia che come privato cittadino, aveva ereditato dalla mamma e dalla nonna l’attenzione ai poveri che era solito aiutare direttamente dal bancone e indirettamente tramite la San Vincenzo, la nostra benemerita associazione di Carità presente al Forte fin dai primi del 1900 grazie appunto all’impegno solidale dei “vecchi” Di Ciolo.

Sorridendo mi ricordava la prima Lettera di San Pietro in cui si legge che la carità “copre” i nostri peccatucci…, una frase che anche noi faremmo bene a ricordare visto che tutti, senza eccezioni, abbiamo qualcosa da farci perdonare.

Ieri ho parlato con la moglie e ho cercato di farle coraggio perché c’è una bambina ancora piccola da tirar su. Al figlio e agli altri familiari esprimo la mie condoglianze attraverso questa modesta nota riservandomi poi, in un momento successivo, di abbracciarli stretti in questo momento per tutti molto doloroso.

283. IN CAMMINO – un “costume” speciale

Ieri, conclusa la lezione di catechismo, mi sono messo all’ombrellone ad aspettare l’ora del pranzo. Ero solo in quanto la Silvia, fedele alle prescrizioni dell’ortopedico, stava sguazzando nel mare …

Mi si sono avvicinato due amici, marito e moglie da me ben conosciuti, che mi hanno commosso raccontandomi un particolare…

La signora infatti, un’insegnante, mi ha fatto notare il suo costume da bagno, un costume apparentemente simile a tutti gli altri, e mi ha spiegato di indossarlo con molta emozione perché le ricorda una sua carissima allieva prematuramente scomparsa. La ragazzina lo aveva realizzato con le sue mani e gliene aveva fatto dono prima di morire. E quindi la professoressa se lo teneva come qualcosa di speciale dimostrando con questo la sua grande sensibilità.

A quel punto non sono riuscito a trattenermi e l’ho abbracciata con affetto per avermi messo al corrente della cosa. Non so come abbia interpretato questo mio abbraccio ma non ho avuto il tempo per spiegarglielo.

In un attimo infatti mi erano tornate alla memoria le mie prime lezioni al mare con la piccola Benedetta nell’estate del 1999.

La bambina era gravemente ammalata e, d’intesa con i genitori, avevamo deciso di anticiparle la prima Comunione. All’epoca tenevo le lezioni da solo, salvo casi eccezionali, e così capitò che la piccola (era priva dei capelli per le cure chemioterapiche) avvertendo brividi di freddo cominciò a chiamare la sua mamma e a piangere.

Andai nel panico non sapendo cosa fare. Ma ecco che intervennero con  immediatezza (e con grande discrezione) alcune signore – evidentemente ricche di sentimento – che abbracciandola e baciandola la calmarono  restituendomela infine tranquilla e sorridente: vere mamme d’affezione che avevano trascurato per un momento i propri bimbi per aiutare la bambina ammalata.

La piccola nell’estate successiva era già volata in cielo ma il gesto d’amore di quelle mamme d’affezione era ed è rimasto tanto che anche oggi ne viene mantenuto il ricordo dal bagnino, Carlo, e da vari ospiti dello stabilimento.

Col mio abbraccio dunque ho inteso inserire nel novero delle mamme d’affezione anche la professoressa in questione.