241. IN CAMMINO – Festa della Madonna di Fatima (1)

Domani, 13 Maggio, sarà la festa della Madonna di Fatima. Da più di venti anni ormai eravamo soliti celebrare la ricorrenza con una processione che, iniziando il percorso dalla Caranna, giungeva fino alla chiesa parrocchiale.

Negli anni la manifestazione aveva acquisito sempre maggiore importanza basti pensare agli ornamenti floreali che abbellivano il percorso lungo tutta Via Piave.

Partecipavano insieme ai parrocchiani anche altri amici e fedeli dei paesi vicini e non solo. Era davvero un bel momento di festa e di devozione grazie all’impegno dei fedeli della Caranna e dei componenti i Gruppi di Preghiera: Opera di Maria, Regina dell’Universo e San Pio da Pietrelcina.

Quest’anno, per la seconda volta, non ci sarà né processione e nemmeno il momento di preghiera davanti all’edicola della Madonna a causa delle disposiziono sanitarie che impediscono assembramenti e cortei. È vero che non tutti li rispettano ma noi vogliamo rispettarli per rispetto alle Autorità e soprattutto a coloro che, non essendo ancora vaccinati, potrebbero contrarre il virus: il nostro paese, al riguardo “ha già dato molto” sia di contagiati che di morti!

Domani sera però, per non perdere l’appuntamento, vogliamo trovarci in chiesa, davanti a questa piccola statua della Madonna di Fatima, per recitare il Rosario all’inizio della nuova “stagione”.

La statua in questione è stata acquistata e benedetta a FATIMA nel mese Maggio 1984 nell’occasione del mio primo pellegrinaggio con i miei vecchi parrocchiani di San Casciano che vollero poi farmene dono nel momento in cui lasciai il paese per venire al Forte.

La tengo sempre in casa e sono solito rivolgermi a lei nelle mie devozioni personali. Spero che lo stesso possa valere anche per voi. Vi aspetto domani sera, GIOVEDI’ 13 Maggio alle ore 20.45.

240. IN CAMMINO – Ingeborg Magnussen

Nel DNA dei fortemarmini, da sempre, è presente l’accoglienza e il rispetto per gli ospiti. Una ulteriore prova di questo sentimento l’ho avuta porpio in questi giorni scorrendo una pagina del diario di INGEBORG MAGNUSSEN una simpatica e intelligente ragazza tedesca ospite al Forte alla fine del 1.800. (cerca il nome su Wikipedia).

Me l’ha inviata il signor Peter Sieve al quale sono molto riconoscente perché è davvero un documento molto interessante da pubblicare e far conoscere anche alle nuove generazioni. Ormai la rivista dell’estate è in corso di pre-stampa e quindi la pubblicazione dovrò rimandarla al prossimo numero quello di Natale ma senz’altro ne sarete felici e orgogliosi.

Ha provveduto alla traduzione l’amico Peter Wallbrecht, che ringrazio, aprendomi uno squarcio sulla realtà sociale, povera ma accogliente, di quel periodo storico.

La giovane Ingeborg era musicista, pittrice ecc. e tratteggia con delicatezza i personaggi di allora. Fra questi Stefano Foffa, Angiolina, Rosa Polacci, Aurelia Polacci ed altri.

Il periodo cui si riferisce è l’estate 1881 e quindi non sarà facile scovare testimonianze d’epoca ma confido sul mio fiuto e mi sono già messo al lavoro spulciando quella miniera che risponde al nome di ALMANACCO VERSILIESE dell’amico Giorgi Giannelli. Al momento, trattandosi di personaggi minori, non ho trovato ancora niente ma ritengo d’essere sulle tracce visto che la ragazza frequentava la famosa famiglia Revel…

Chiedo quindi ai non pochi lettori delle mie note giornaliere di spremersi le meningi riandando indietro negli anni nel caso ci fossee qualche notizia circa i predetti personaggi.

Intanto leggete la biografia della signorina Magnussen su Wikipedia e in particolare la lettera, davvero bella, in cui annuncia d’aver abbracciato la fede cristiana.

 

239. IN CAMMINO – Don Janni Sabucco

A cura dell’associazione degli esuli  istriani è uscita una pubblicazione che ricorda il mio predecessore Mons. Sabucco di v.m. L’ho letta (via mail) con piacere anche se già conoscevo gli argomenti e le testimonianze riportate.
Vi segnalo il link:
https://www.anvgd.it/don-janni-sabucco-esule-a-pisa/

Si tratta di testimonianze che io ho udito dalla viva voce di don Janni e di don Desiderio, suo amico e compagno di studi e di parrocchia, nelle quali si racconta del tragico destino di tanti italiani vittime della furia “titina” negli anni del dopo-guerra.

Don Janni me ne parlava ma sempre in modo pacato quasi avesse ormai rimosso quel terribile passato. E quando riportava gli episodi più cruenti li inquadrava nelle vicende storiche di quel periodo in cui anche le persone miti erano diventate belve feroci.

Penso che, per quanto la mia nomina a  parroco di Forte dei Marmi, ci sia stata una sua precisa indicazione fatta all’arcivescovo Plotti. Nel Settembre 1996 avevo conferito a don Janni il premio nazionale “Icilio Felici”: nell’occasione avevamo parlato a lungo ed era stata l’occasione per conoscerci meglio. A distanza di un mese esatto ero già stato nominato parroco. Per questo mi viene da pensare che ci sia stata dietro una sua qualche indicazione.

Nella foto che allego (poco a fuoco purtroppo) mi si vede accompagnare don Janni mentre scende gli scalini della Pieve di San Casciano subito dopo aver tenuto il discorso di circostanza. L’attribuzione del Premio ebbe un notevole riscontro sui giornali locali (don Janni infatti era molto conosciuto anche nel Piano di Pisa) e pure sulla Rivista Internazionale del Serra Club e tutto questo lo aveva reso felice.