1288. IN CAMMINO – Acta diurna

I giornali e quindi i giornalisti c’erano già al tempo degli antichi romani.

Scrivevano delle note – dette appunto acta diurna – a proposito delle spedizioni militari, degli spettacoli circensi, delle scappatelle delle donne più in vista (degli uomini no… chissà perché), del prezzo degli schiavi, dei bagordi notturni dei giovani ecc.

Anche le mie note quotidiane assomigliano molto a quelle antiche relazioni giornalistiche anche se mi limito – fatta salva qualche eccezione – a scrivere in lingua italiana – “de rebus fidei et morum” riferendomi per lo più ai documenti magisteriali opportunamente distinti.

E perché non in  latino? Intanto perché in buona parte l’ho dimenticato e poi perché risulta incomprensibile alla maggior parte dei miei lettori.

Però, se voi insistete, posso provare… iniziando dalla distinzione fra i predetti testi del Magistero:

Sic, ad dijudicandum valorem dogmaticum alicuius documenti Magisterii distinguendum est:

A distinctio  secundum auctores,

B       ”            secundum finem et destinationem,

C        ”           secundum materiam,

D        ”           secundum formam.

Donec cras… Valete! 

1287. IN CAMMINO – Appiétto…

È un’espressione tipica toscana che stamattina, dopo tanti anni di permanenza al Forte, sono tornato a udire dalla voce di un mio collaboratore.

Mi fa piacere spiegarla agli ospiti che così potranno arricchire il loro vocabolario e farne partecipi i propri amici al rientro dalle vacanze.

È un avverbio che si usa con un duplice significato particolare a seconda di come viene formulato (e dell’espressione della voce).

Ad esempio: stamattina mi metto al lavoro per estirpare “appiétto” l’erbaccia selvatica dal giardino di Roma Imperiale: vuol dire che mi metto al lavoro per estirpare ogni pianticella selvatica presente nel giardino… una dopo l’altra.

Può avere però anche un altro significato.

In questo caso l’avverbio precede il verbo. Esempio: questa mattina mi metto al lavoro appiétto per estirpare le pianticelle selvatiche presenti nel giardino: vuol dire che inizierò a lavorare da una parte del giardino e non finirò prima di aver terminato il lavoro, costi quello che costi!

Ci fosse tra i lettori qualche linguista toscano veda di integrare (ed eventualmente di correggere) questa mia spiegazione.

1286. IN CAMMINO – Amabile rimprovero

I miei collaboratori&famigliari mi hanno mosso (a tono sommesso… fa anche rima) un amabile rimprovero perché con la mia intraprendenza (poco accorta) a favore dei poveri/ammalati/scrocconi/incapaci/pazzi furiosi ecc. mi metto e li metto in difficoltà!

Riconosco tutto questo è vero…

Purtroppo è uno dei miei tanti limiti: avverto un immediato senso di compassione per chi è in apparente difficoltà al punto che non riesco a discernere fra chi è davvero in difficoltà e chi invece lo fa di mestiere.

Questo mio modo di fare complica la vita oltre che a me anche ai miei collaboratori costretti a fare quando da assistenti sociali, quando da avvocati, quando da geometri, quando da procacciatori di impieghi ecc. ecc.

Spesso le dichiarazioni di chi si presenta per chiedere aiuto, anche dichiarazioni giurate, sono false e talvolta ingannevoli per cui nascono contrattempi serissimi.

Il giudice XYZ e l’avvocato XYZ, miei fidati collaboratori, stanno diventando matti per aiutare un giovane nigeriano in una pratica con l’INPS….

Il giovanotto infatti un giorno ha detto che è sposato con figli, il giorno dopo che è celibe e senza figli, il terzo giorno che è convivente, il quarto convivente con figli, il quinto che ha un figlio ma non è convivente, il sesto che la persona segnata nel suo stato di famiglia come convivente è un’ospite di passaggio, anzi no… è la padrona di casa ecc. Insomma non ci si capisce più niente. 

Stanno perdendo un sacco di tempo per colpa mia! In più sono diventati antipatici anche agli impiegati dell’INPS …

Spero di poter arrivare in fondo a questa pratica e poi – lo prometto – vedrò d’essere più accorto.