1148. IN CAMMINO – Avanti tutta!

La mia nota di ieri è stata letta e commentata… negativamente. È vero.

Troppa tristezza seppure velata! Nella parte conclusiva ho cercato di stemperare quanto scritto in prima battuta ma i lettori avavano capito…

Purtroppo l’ultimo giorno dell’anno, da un po’ di tempo a questa parte, invece di gioia mi procura sofferenza (e anche un pochino di malcelata invidia per coloro che possono far festa con i familiari e gli amici). La solitudine mi crea disagio a che se – capisco – non posso fare diversamente!

Ora però non voglio tornarci sopra e quindi “avanti tutta” senza troppo guardarmi indietro e soprattutto senza rimpianti.

Allora le celebrazioni del primo giorno dell’anno sono andate bene: temevo un po’ la concomitanza col concerto di musica classica in piazza ma sono stato smentito perché quelli che volevano venire a invocare la benedizione di Dio sul nuovo anno sono venuti.

È mancato lo scampanio festoso della fine della Messa solenne ma avrei rovinato lo spettacolo e quindi ci ho rinunciato nonostante qualche mugugno dei parrocchiani amanti della tradizione.

La rivista della parrocchia è stata molto apprezzata sia per i contenuti che per la veste grafica: siamo riusciti a rientrarci con le spese e anche questo è un bel risultato perché

Adesso ci aspetta la festa dell’Epifania – con i doni della Befana per i più piccoli (al riguardo ringrazio la FONDAZIONE DI VITTORIO VENETO…) – e poi a seguire nelle, prossime Domeniche, la benedizione dell’acqua per le famiglie, la benedizione degli animali, la Cresima degli adolescenti ecc.

Oggi stesso o forse domani verrà l’incaricato dell’Agenzia Turistica per i dettagli relativi al pellegrinaggio a Roma. Avevamo fissato 25 posti… poi 35… poi 40 e abbiamo ancora delle richieste. Vedremo il da farsi. Non appena avrò notizie certe vi farò sapere.

1147. IN CAMMINO – Primo giorno dell’anno 2025

E così siamo giunti al primo giorno del 2025! Dopo una nottata intensa vissuta con i familiari e gli amici ci ritroviamo con un anno in più sulle spalle e con un po’ d’amaro in bocca perché i problemi di ieri sono rimasti quelli di oggi.

Abbiamo però dalla nostra lo Spirito Santo che illuminirà la nostra mente sul da farsi e scalderà il nostro cuore perché riusciamo a compierlo nel migliore dei modi il che equivale a dire che lo compieremo come vuole il Signore.

Ma, di preciso, cosa vuole il Signore da noi?

Non credo sia possibile una risposta valida per tutti perché ciascuno di noi ha un proprio specifico da perseguire. Io posso soltanto accennare al “mio” specifico di sacerdote, ormai anzianotto, un po’ curvo, senza molte pretese se non quella di mettere impegno nell’esercizio della mia missione.

Che sarebbe? Sarebbe quella di donarsi generosamente al Signore e ai fratelli di fede e non!

Nell’occasione del mio cinquantesimo anno di vita – era uno dei miei primi anni di presenza al Forte come parroco – mi venne offerto in dono un candeliere con tanto di candela (accesa).

Un cartiglio d’accompagnamento diceva (cito a memoria): “Con l’augurio che la candela della tua vita spanda fino all’ultimo giorno la luce di Cristo”.

Ringraziai commosso e presi sul serio questo invito consapevole che non avevo alternativa: il prete o spande la luce di Gesù o non è prete!

Chiesi però ai gentili donatori di restarmi vicini perché la candela “accesa” ha bisogno di un candeliere a sostenerla. In altre parole il prete, pur bravo che sia, ha bisogno del sostegno “convinto” dei suoi collaboratori (e collaboratrici) pronti ad aiutarlo (e anche a compatirlo).

La candela della mia vita si sta consumando. Dice il salmo che “gli anni della vita dell’uomo sono 70, 80 per i più robusti”… e io sono giunto ai 75! La candela dell’impegno per Gesù è ancora accesa come nei tempi giovanili ma le forze stanno scemando.

Spero quindi che anche il vostro impegno resti e, anzi, si consolidi a sostegno della mia debolezza nella speranza di tempi ancora fecondi.

P.S. Alcuni lettori mi hanno detto che è un articolo deprimente. Dài… scherzavo. Sono ancora in salute e in testa. E poi mi hanno anche detto di non farla tanto lunga. Quindi AUGURI !!!!!

1146. IN CAMMINO – Ultimo giorno dell’anno 2024

Stasera, nel corso della Messa delle ore 18.00, a Dio piacendo, ringrazieremo il Signore per i tanti benefici ricevuti nel corso di questo anno con il gioioso canto del TE DEUM.

Lo canteremo in lingua italiana visto che ormai la maggioranza dei fedeli ha dimenticato (un vero peccato!) la lingua latina: è rimasto però d’uso comune dire “TE DEUM”, dalle prime parole dell’inno, per richiamare alla mente dei fedeli il dovere del ringraziamento.

Non sappiamo con esattezza chi l’abbia composto e nemmeno quando sia stato usato per la prima volta nella liturgia. Su internet ci sono tutte le spiegazioni del caso… sappiamo però che già al tempo di Sant’Ambrogio e Sant’Agostino era conosciuto e usato! Poi dati storici e dati leggendari si confondono e quindi non riusciamo ad avere quella precisione che sarebbe necessaria.

Dalla storia sappiamo che è sempre stato usato come inno di ringraziamento (delle volte a sproposito, cioè per imbonire il prepotente di turno) e noi lo canteremo stasera con questa stessa intenzione.

Di cosa dovremo ringraziare il Signore? Intanto della salute, poi della fede, dell’affetto dei nostri cari ecc. Poi ognuno di noi avrà i propri motivi personali per ringraziarlo.

Io, ad esempio, lo ringrazierò per aver raggiunto i 50 ANNI DI SACERDOZIO e per l’affetto sincero di tanti amici. Non mi sono mancate sofferenze anche notevoli ma stasera non ci voglio pensare. Resto ottimista nonostante tutto!

E ora guardate la foto-ricordo del mio 50esimo: una buona bottiglia di spumante che berrò alla salute di tutti alla scoccare delle 22.00 (perché domani mi devo alzare presto…)