900. IN CAMMINO – social

Ragionando al bar con i miei amici è saltato fuori l’argomento di un noto influencer che vanta milioni di follower… pur non sprecando tempo in troppo ragionamenti.

Una cantatina in un inglese storpiato, qualche tatuaggio osceno sulla schiena, i capelli colorati e qualche scempiaggine sugli argomenti più disparati e il numero dei follower schizza alle stelle!

“E tu, mi diceva l’amico, con tutte le prediche, i discorsi, il blog e i filmati – tutti interessanti e intelligenti – ti limiti a un  centinaio di contatti la Domenica e una decina nei giorni di lavoro”.

È verissimo. L’ho detto io stesso uno di questi giorni: l’impegno è enorme ma i risultati sono modestissimi.

Da notare che i miei interventi sono sempre molto misurati per tema di mancare di rispetto o di plagiare… Ma anche, lo confesso, per evitare reazioni per eccesso o per difetto.

Purtroppo questo non è un problema che riguarda soltanto i sacerdoti. Riguarda pure i genitori (soprattutto i nonni), gli insegnanti, i catechisti e tutti coloro che hanno a che fare col mondo giovanile…

Cosa fare? Ognuno deve rispettare se stesso. Io, ad esempio, non sono un tipo da “crociata”. Cerco sempre di mettermi al pari – se non un passo indietro – rispetto ai miei interlocutori piccoli o grandi che siano.

Forse con coloro con i quali ho maggiore confidenza posso essere maggiormente propositivo ma sono eccezioni.

Confido però nell’aiuto di Dio che, è risaputo, può far fiorire anche il deserto e soprattutto accolgo con serena umiltà l’esempio di Gesù che sta “alla porta e bussa” aspettando qualcuno che si fidi e gli apra la porta del cuore.

Vi chiedo a questo punto una preghiera speciale per coloro che si sono fidati così tanto di me fino a seguirmi nella scelta di consacrarsi al Signore.

899. IN CAMMINO – benedizione delle famiglie/case (2)

Torno brevemente sull’argomento per condividere con voi le mie idee.

Allora, premesso che la benedizione annuale della famiglia/casa è una iniziativa lodevole e per di più supportata dalla tradizione e come tale da praticarsi; constatato però che nel nostro paese sono più gli ospiti del fine settimana dei residenti stabili; considerato pure il fatto che sono entrato nei 74 anni e ho problemi di prostata dobbiamo necessariamente rivedere questa iniziativa pastorale.

Come? A mio sommesso parere occorre una maggiore collaborazione fra il sottoscritto e i fedeli (cioè quelli che credono nell’efficacia spirituale della benedizione… che, per fortuna, sono molti).

La soluzione potrebbe essere questa:

1) INVITARE il parroco a casa (verificando che abbia trascritto con precisione l’appuntamento sull’agenda) soprattutto là dove ci sono anziani o piccoli. Basta alzare il telefono e io corro… Beh, proprio correre no ma insomma verrò senz’altro .

2) PROVVEDERE autonomamente ritirando in chiesa l’ampolla e l’immagine sacra. In questo caso è necessario, giunti a casa, riunire la famiglia e pregare insieme anche se per pochi momenti.

Lo scorso anno non è andata male. È vero che i tempi si sono raddoppiati (4 mesi invece che due) ma siamo riusciti a “coprire” l’intero paese.

Quindi proviamoci anche quest’anno e speriamo che vada ancora meglio.

Io ho già iniziato a muovermi. Anche stamani. Spengo il computer e vado!