884. IN CAMMINO – blogger vs giornalista

Il mondo dell’informazione è stravolto dall’intrusione di molti sedicenti giornalisti che parlano e sparlano condizionando di fatto l’opinione dei lettori.

È un dato di fatto che la maggior parte delle persone, soprattutto giovani, rinunciano a leggere i giornali (stanno perdendo lettori perfino le testate più importanti…) limitandosi a dare un’occhiata veloce all’intervento del blogger di turno (generalmente anonimo e alieno da qualsiasi forma di deontologia professionale).

Oggi poi qualsiasi persona, anche la più sprovveduta culturalmente è in grado con l’intelligenza artificiale di realizzare e pubblicare un articoletto, magari corredato di un avatar parlante, per spacciate notizie false e tendenziose!

Notizie che rielaborate con malizia vengono poi spacciate, sempre via social, al gregge dei followers che, probabilmente in buona fede, si fanno un’opinione errata della realtà.

Per questo motivo vi raccomando, prima di discettare su questo o quell’argomento politico, economico, di costume, ecclesiale ecc., di leggervi un libro o almeno un articolo di giornale sull’argomento.

Il libro/l’articolo di giornale porta una firma! E chi firma, se è uno scrittore passa attraverso il filtro dell’Editore che è garante della verità di quanto pubblicato pena la perdita della credibilità; se è un giornalista, ne risponde personalmente – oltre che alla propria coscienza – anche all’Ordine che non è mai tenero con chi spaccia notizie false.

Detto questo andate a rileggervi  il mio articolo di qualche giorno fa sull’intelligenza artificiale… Vi farete qualche risata ma la realtà (seppure ironicamente esagerata) è quella descritta.

883. IN CAMMINO – L’Angiolina e il “Comandante”

Li ho sempre chiamati così e continuo a chiamarli nello stesso modo anche oggi, giorno in cui sono stati accolti nella braccia del Padre.

Si tratta di due veri e propri personaggi che hanno dato davvero tanto al paese e al contempo campioni della fede cristiana e zelanti custodi delle radici cristiane della nostra comunità.

L’Angiolina non l’ho conosciuta quale professionista. L’ho conosciuta soltanto nell’ambito della chiesa dove si è distinta per l’amore materno nei confronti di noi sacerdoti e per la disponibilità al servizio liturgico…

Quando c’era un problema state pur certi che potevamo contare, sia io che il vecchio priore, sull’Angiolina. Donna intelligente e compassionevole non faceva pesare il suo aiuto… interveniva e basta. Le era sufficiente uno sguardo per capire se c’era qualche necessità e subito interveniva per quanto le era possibile. Che il Signore la ricompensi per tutto il bene che ci ha fatto e per l’esempio che ci ha dato.

Il comandante Foffa ha chiesto e ottenuto dai suoi cari d’essere rivestito con l’uniforme di “capitano di lungo corso superiore” il grado più alto per un marittimo civile.

Si sentiva ancora in servizio pure dopo la pensione. Era un uomo di poche parole ma quando parlava lasciava il segno. Non amava le smancerire e diceva apertamente e a chiunque quanto gli parevaa giusto. Da uomo intelligente era anche capace di riconoscere i propri errori di giudizio e a farsi quindi stimare anche da chi non la pensava come lui.

Non era facile alle lacrime ma in una occasione l’ho visto piangere: quando, ricordando un terribile tifone nel Pacifico, mi raccontò della triste fine dei giovani marinai imbarcati su una nave-scuola della Marina Militare tedesca colati a picco con l’imbarcazione e divorati dagli squali…

Nell’occasione dell’intervista che rilasciò alla nostra direttrice riconobbe che i due amori che si portava nel cuore – oltre quello per i suoi cari famigliari – c’era quello per il paese e quello per la nostra chiesa. Era davvero orgoglioso d’essere fortemarmino e d’essere fervente cristiano.

Non dimentichiamo questi due cari amici e collaboratori e auguriamoci che altri possano prendere il loro posto.

882. IN CAMMINO – Auguri in anticipo…

Natale si avvicina e cominciano a pervenirmi gli auguri… alcuni via mail, altri in cartaceo altri ancora in presenza. Sono tutti molto graditi! Perché?

Perché stanno a indicare l’affetto e la riconoscenza dei “figli” nei confronti del “padre”: è ovvio infatti che se voi mi chiamate e mi considerate “padre” io mi permetto di chiamarvi e consederarvi “figli”.

Ho cercato di spiegare ai ragazzi del catechismo questo rapporto con le conseguenze che comporta ma non so se hanno capito anzi, non so se mi sono spiegato per bene.

Qualcosa comunque dovrebbero aver intuito a giudicare dal commento di una bambina: “Alla Messa di Natale “porto” anche i miei fratelli più grandi e i miei genitori così ti fanno gli auguri anche loro!”

Il verbo “portare” si usa riferimento a oggetti materiali, inanimati ma nel lessico quotidiano dei bambini è frequente anche in riferimento alle persone e quindi è accettabile.

“Anche loro” sta a indicare che i piccoli percepiscono una certa qual disaffezione dei giovani e dei genitori nei confronti della chiesa e del parroco … e, nella loro ingenuità “intelligente”, provano a rimediare.

Anch’io, nella risposta, ho fatto lo stesso: “Ma no! Anche loro mi vogliono un gran bene… solo che fra il pallone e il lavoro hanno poco tempo per venire in chiesa a pregare; so per certo che vogliono tanto bene sia a me che a Gesù!”

“Ah, davvero?”

“Certo!”

Una bugia? Sì e no: perché se l’affetto per una persona, Gesù & prete, si giudica dalla frequentazione della persona stessa sarebbe NO ma si può dimostrare affetto anche con una rapido segno di croce passando davanti alla chiesa o una mail/cartolina/abbraccio natalizio… e allora è .