723. IN CAMMINO – Madre Teresina

Con grande gioia vi partecipo l’arrivo al Forte di Madre Teresina, una religiosa canossiana venuta a dare man forte alle altre Madri, generosissime ma sottoposte a un carico di lavoro eccessivo per le loro forze.

Il nostro ringraziamento – mi riferisco a tutta la nostra Comunità ma anche all’arcivescovo che a breve avviserò della nuova presenza –  va alla MADRE PROVINCIALE che ancora una volta ha avuto un occhio di riguardo per la nostra città e in particolare per la nostra parrocchia.

Nella “strenna” distribuita in questi ultimi giorni in numerosissime copie ho evidenziato la nostra attenzione per il mondo “religioso” che ancora una volta interviene per aiutarci in questo momento tanto difficile.

Domenica prossima la presenterò alla Comunità e invocherò per Lei e per le altre carissime Madri la protezione di Madre Maddalena e di Madre Bakita: sarà la domenica delle “vocazioni” e cosa ci potrà essere di più bello se non presentare una nuova suora?

Nello stesso tempo pregheremo per le “vocazioni” fortemarmine – cioè nate al Forte – che hanno raggiunto il loro traguardo, la consacrazione per i sacerdoti e la professione solenne per le suore. Speriamo che a questi giovani e a queste ragazze che in questi 26 anni di mia presenza in paese hanno risposto alla chiamata del Signore se ne aggiungano altri/altre e magari nella Congregazione Canossiana che, come sapete, comprende uomini e donne.

Pregheremo anche per chi avrebbe voluto consacrarsi al Signore ma non ci è ancora riuscito/a per vari motivi. In particolare per alcuni giovani/ragazze tuttora impegnati in un cammino di discernimento e per una cara ragazza, Eleonora, mancata prematuramente.

Riguardo a quest’ultima sono in distribuzione, in chiesa, gli scritti relativi al suo cammino di ricerca nell’ordine Francescano.

722. IN CAMMINO – S.Pietro in Palazzi

Sono tornato tardi e mi sono pure stancato ma ne è valsa la pena. Erano anni che non andavo a San Pietro in Palazzi e ci sono tornato volentieri.

Il paese è all’estremo confine sud della Diocesi, nel Comune di Cècina, quindi lontanissimo da Pisa eppure è proprio lì che pulsa il cuore della Diocesi quanto meno per ciò che riguarda l’attività socio-caritativa.

Non a caso quando Papa Giovanni Paolo II venne a Pisa per la visita pastorale iniziò proprio da San Pietro in Palazzi!

A San Pietro sorge infatti la Casa Card. Maffi (oggi Fondazione Casa Card. Maffi) che ospita anziani, ammalati e disagiati di ogni tipo assicurando loro attenzione e assistenza: è un complesso che nelle varie sedi accoglie un migliaio di persone fra ospiti e assistenti.

Tutto è nato dal buon cuore e dall’intelligenza di un sacerdote che, dal nulla, ha creato questa cittadella della carità. Quando venne inviato come parroco il paese era un piccolo borgo sconosciuto nella “maremma pisana”. La zona era stata bonificata da poco ma era ancora una zona depressa senza alcuna posibilità di sviluppo.

Ci pensò don Pietro Parducci, così si chiamava il parroco, che iniziò offrendo ai più piccoli un asilo per poi proseguire con una casa-famiglia per i ragazzi orfani di guerra, un ospizio per gli anziani e un ricovero sanitario per i minorati psichici e fisici.

Gli inizi furono difficili ma grazie alla sagacia di don Pietro e alle sue frequentazioni politiche (era stato compagno di scuola di illustri politici pisani) riuscì a consolidare la sua creatura.

E quando altri politici (e non solo) tentarono di sottrargliela la difese con le unghie e con i denti fino a farsi una fama di prete duro e arrogante ma in realtà era un uomo dolcissimo che reagiva come può reagire una madre alla quale insidiano i figli! E questo fino all’ultimo giorno della sua vita…

Nella rivista d’estate vorrei presentare questa realtà e per questo motivo sono andato alla casa-madre per scattare qualche foto e raccogliere qualche informazione. Sono certo che vi farà piacere, quando uscirà, leggere qualcosa su di lui e sulla sua “Casa” che nel frattempo si è ingrandita ed è presente anche in altre regioni d’Italia.

721. IN CAMMINO – 10 punti in meno!

Sono appena tornato dalla cerimonia in Piazza nell’occasione della Festa della Liberazione. Tutto bene, salvo un piccolo dettaglio che mi ha riguardato.

Dunque sono giunto in perfetto orario, anzi in anticipo, per poter salutare tutti i presenti. Particolarmente cordiale l’incontro con i Vigili urbani e in particolare con una Vigilessa con la quale ho in comune l’affetto per gli animali. Ma anche gli altri incontri sono stati molto cordiali al di là della formalità dell’appuntamento.

All’ordine di Renato Binelli tutti ci siamo schierati in buon ordine e la cerimonia è iniziata. Mancava il trombettiere ma nessuno ci ha fatto caso. Deposta la corona d’alloro (un po’ piccoletta, quest’anno) ci siamo raccolti in silenzio. Poi Renato ha dato la parola al vicesindaco Mazzoni che ha spiegato in poche parole il senso della commemorazione. Ha parlato della libertà che i nostri predecessori hanno conquistato a prezzo della vita e di una sua esperienza di questi giorni in Ungheria in visita a uno dei luoghi simbolo dello sterminio nazista. I presenti hanno ascoltato in religioso silenzio.

A questo punto Renato ha dichiarato conclusa la manifestazione salutando i convenuti.

È allora che da più parti si è levato un richiamo…

“O Renà, ti sei dimenticato del Priore… come a Natale!”

Rapido dietro-front di Renato che ha richiamato nuovamente l’attenzione dei presenti e mi ha dato la parola, come vuole la tradizione, per un saluto e una preghiera.

È allora che mi sfuggita l’esclamazione che dà titolo alla nota odierna: “Caro Renato, questa dimenticanza ti costa 10 punti in meno…” strappando un sorriso a tutti, Renato compreso.