Commento al Vangelo di domenica 2 aprile 2023.
705. IN CAMMINO – oggi & domani
OGGI, Venerdì di “passione” ci troveremo al cimitero per la VIA CRUCIS. Non credo saremo moltissimi ma al di là del numero dovrebbe essere una liturgia partecipata perché questa antica devozione – nata in pieno medioevo – continua anche oggi ad affascinare grandi e piccoli “graffiando il cuore” di chi partecipa e disponendoli alla conversione.
“Conversione”: ho usato un termine eccessivo? Non credo proprio perché è un fatto che sono anche oggi molti coloro che si avvicinano alla pratica religiosa e in particolare alla confessione dopo aver partecipato, seppure da spettatori, alla Via Crucis.
Nel passato i numeri dei “convertiti” erano imponenti perché la Via Crucis era una sacra rappresentazione fatta anche di spine (vere), di sangue (vero), di lacrime (anche queste vere) che coinvolgeva emotivamente strappando le lacrime… ma anche oggi i risultati ci sono, eccome!
Gli unici che restano un po’ freddini, per così dire, siamo proprio noi abituati a celebrarla – sia da protagonisti che da spettatori – ma questo dipende dall’abitudine, si sa. Nel nostro caso quindi, per rendere efficace la partecipazione è d’uso “applicarla” cioè celebrarla a favore di chi porta la croce di Gesù: ammalati, abbandonati, poveri ecc. e allora anche per noi avviene il miracolo della conversione.
DOMANI inizia poi la settimana santa. Consegnerò ai ragazzi del catechismo il dono di Pasqua e, insieme, il/la bollettino/circolare con gli appuntamenti più importanti della settimana. Poi preparerò l’altare per la prima Messa della Domenica (la Messa del Sabato si chiama proprio così… lo sapevate?) con i rametti d’ulivo, le ampolle della benedizione, la rivista e tutto il resto.
Infine ne approfitterò per confessarmi dal carissimo don YUDAS che viene proprio per questo. Ovviamente non viene solo per me ma anche per voi. Capito?
704. IN CAMMINO – Papa Francesco
Ieri sera dopo cena, ancora a tavola, i miei commensali mi dicevano che Papa Francesco aveva avuto una contrattura del volto durante il consueto appuntamento settimanale con i numerosi pellegrini presenti in piazza San Pietro.
Pensavo si fosse innervosito di qualcosa – ne avrebbe ben donde con tutte le contestazioni che gli muovono – e invece era una smorfia di dolore ma non per il ginocchio quanto per una patologia polmonare, una polmonite presa chissà come/dove.
Bene dunque hanno fatto i sanitari a ricoverarlo immediatamente perché non è una patologia da poco trattandosi di un anziano e per di più con uno lobo polmonare asportato in gioventù.
Oggi lo ricorderemo all’altare chiedendo per lui la guarigione fisica e – forse ancora più importante – la consolazione dello spirito.
Non deve essere facile gestire le faccende della Chiesa universale in questo delicato momento storico. Noi – anzi, io – mi lamento perché i ragazzi fanno troppe assenze al catechismo o perché i giovani vengono poco in chiesa ma queste sono sciocchezze al confronto di quanto succede oggi nella Chiesa con fedeli, addirittura vescovi e Sacerdoti, che contestano il Magistero; con sbandamenti dottrinali e morali che coinvolgono perfino i responsabili dei Dicasteri vaticani…
Papa Francesco in un’occasione ha scritto che proprio là dove è presente la fragilità umana della chiesa (nei suoi ministri) è ancora più presente lo Spirito santo a dare consolazione e forza ai buoni perché non si perdano d’animo.
Invochiamo dunque su di lui lo Spirito che lo accompagni e lo guidi.