682. IN CAMMINO – Sanremo

Non ho guardato il festival. L’ho seguito soltanto attraverso il giornale (il Corriere) e gli spezzoni proposti dal telegiornale.

Detto questo e premesso che sono appassionato alla musica vorrei offrirvi una mia impressione – non un giudizio, sia chiaro – tanto per partecipare anch’io alle discussioni di questi giorni sull’argomento.

Dunque in quanto appassionato di musica (e musicista dilettante) penso che sia necessario attendere un minimo di decantazione temporale per verificare quali brani reggeranno all’usura del tempo e resteranno nella storia dei festival.

Non credo che le classifiche di vendita siano troppo importanti al riguardo: il più delle volte vengono acquistati i brani orecchiabili o associati a un certo cantante e alla sua presenza (o meglio al “messaggio” proposto…) sul palco. Poi però finiscono nel dimenticatoio insieme a chi li ha cantati. Non è una novità che, come per tutti i prodotti commerciali, dietro il brano e il cantante ci sia una precisa strategia commerciale fatta di gossip, scandali e scandaletti vari studiati ad arte solo per vendere.

Passato un po’ di tempo invece si riesce a capire meglio quali vere “novità” siano state presentate. Saranno i musicisti di mestiere che faranno la differenza per quanto riguarda il giudizio di merito musicale.

Per il resto c’è da dire che l’aspetto socio-politico ha preso il sopravvento a scapito di quello strettamente musicale. Intendiamoci anche nei tempi passati c’era qualcosa del genere ma restava in second’ordine invece nelle ultime almeno dieci edizioni ha preso il sopravvento e per questo ha aumentato l’audience ma a scapito della musica.

Si tratta di scelte commerciali e come tali le consideriamo: avendo aumentato a dismisura gli ascolti e quindi la resa finanziaria (la pubblicità) è stata una scelta azzeccata però l’aspetto strettamente musicale ne ha risentito.

E probabilmente ne ha risentito anche la politica (vedi le polemiche partitiche), la società nel suo complesso (vedi gli esempi di vita proposti al limite della provocazione) e gli stessi cantanti (le cantanti donne ingiustamente punite dai risultati finali).

 

681. IN CAMMINO – Terremoto

Mi stanno telefonando in tanti per avere indicazioni su come aiutare i terremotati della Siria e della Turchia.

Al momento la CARITAS (e la San Vincenzo) ci suggerisce di prendere un attimo di tempo in attesa di nuovi sviluppi. Si riferiscono ovviamente a sviluppi politici riguardanti la possibilità di intervenire sul posto anche in presenza con operatori e volontari occidentali.

Al momento queste “nostre” organizzazioni hanno già provveduto a inviare personale specializzato e alle prime CONSEGNE DI MATERIALE in questo caso di taniche di nafta per i generatori elettrici caricate direttamente sulle automobili dei preti (frati francescani) presenti in zona in modo che gli sfollati abbiano almento un po’ di luce e un minimo di calore nelle tende.

Combinazione ha voluto che il vescovo mons. Bizzeti sia venuto in Italia qualche giorno prima del sisma e quindi è proprio lui che sta dando le dritte per aiutare sul posto queste povere persone private di tutto oltre che disperate per la tragica morte di tanti familiari.

Le differenze religiose – così ci hanno detto – non hanno senso e quindi gli aiuti devono essere per tutti sperando che anche gli altri facciano lo stesso.

Le SCORTE di vestiario invernale e di generi alimentari presenti nei magazzini Caritas/San Vincenzo (raccolte grazie ai contributi dell’otto per mille) non sono state ancora consegnate ma lo saranno proprio oggi o al massimo domani dato che la frontiera è stata aperta almeno per i trasporti.

Nel nostro piccolo, sentito il parere della CARITAS/SAN VINCENZO parrocchiale, abbiamo pensato di mettere in vendita dei biscotti e di girare quanto raccolto alla CARITAS/SIRIA tramite la nostra Caritas diocesana e il predetto Mons. Bizzeti che è già tornato in loco.

Nel caso ci fossero novità dell’ultimo momento ve lo farò sapere.

Aggiungo che domani, nell’occasione della FESTA DELLA MADONNA DI LOURDES, pregheremo proprio per le vittime e i superstiti.