675. IN CAMMINO – In memoria

Ho partecipato al funerale di Mons. Ettore Carugi, in Duomo. a Pisa. Erano presenti alcuni sacerdoti, per lo più anziani, che lo avevano conosciuto e frequentato fin dagli anni del seminario.

Una brutta malattia – il morbo di Burger ? – lo ha letteralmente consumato, poco a poco, togliendogli il suo spirito allegro ma non la fede e l’amore per la chiesa pisana che aveva servito come parroco in più zone della Diocesi.

A suo tempo, quando aveva subito la prima amputazione, ero stato a fargli visita con alcuni amici e collaboratori di Forte dei Marmi: era al “Don Gnocchi” per la riabilitazione e aveva bisogno di qualcuno per fargli compagnia e per aiutarlo a superare un attacco di depressione… A dire il vero non ero stato all’altezza della situazione perché a vederlo in quello stato mi ero commosso (e lui se ne era accorto…).

Lo avevo conosciuto e frequentato ai tempi della mia prima nomina a parroco, a San Casciano, nel Piano di Pisa.

Lui era il parroco, anzi il proposto, della parrocchia più importante: la propositura di Cascina con una popolazione di 15.000 anime, io il pievano di San Casciano, parrocchia sperduta nella campagna pisana, con appena 1.500 anime.

Se non che i confratelli del vicariato decisero – a votazione – di indicarmi come Vicario e l’Arcivescovo ratificò la nomina. Don Ettore ci rimase male e quando, dopo 5 anni, venni nuovamente votato per un  ulteriore quinquennio rimase malissimo e iniziò a darmi il ” lei “…

Immaginate il mio disagio… Lasciai che sbollisse il nervoso, gli parlai e… capì o almeno fece finta di capire per non farmi stare male.

Riposa in pace, caro don Ettore!

 

674. IN CAMMINO – Cresima (3)

Con l’epidemia i problemi si sono fatti ancora più delicati ma su questo punto c’è poco da aggiungere: quel poco che c’era è andato disperso!

In più il paese, come ho già scritto in più occasioni, si è trasformato perdendo molti residenti stabili a favore di residenti occasionali. Le scuole hanno perduto molti alunni ( e nei prossimi anni ancora di più) e così la nostra scuola di catechismo con conseguenze drammatiche per l’occupazione (per la scuola) e per la frequenza alla chiesa.

Si tratta quindi adesso di ricominciare senza stare a piangerci addosso.

Ma come ricominciare? Nell’incontro di aggiornamento (ben tre giorni con obbligo di frequenza) ci è stato suggerito di prestare maggiore attenzione ai singoli più che ai gruppi passando da una pastorale di “pesca con la rete” a una di “pesca con la canna”…

Ancora una volta cercheremo di adeguarci a queste nuove indicazioni ma è chiaro che non possiamo stare continuamente a “fare e sfare” per cui io penso che entrambe queste strade debbano essere seguite: una attenzione speciale ai singoli cercando di farceli “amici” e qualche appuntamento per tutti. E questo sia per la parrocchia che per il Vicariato.

Tornando dunque al nostri neo-cresimati per prima cosa vedrò di presentarli – uno per uno – a Madre Danila che ancora non li conosce.

Poi lei stessa deciderà il da farsi: numeri di telefono e mail alla mano vedrà di volta in volta come regolarsi. Potrà contare oltre che sul mio aiuto anche su quello delle catechiste e di alcuni genitori più disponibili. Ci sarà anche un giovane a farle da spalla.

Con i confratelli del Vicariato – già stiamo individuando degli incaricati – vedremo poi di organizzare qualche incontro vicariale almeno per i giovanissimi nella speranza di poter riprendere il vecchio cammino.

I giovanissimi poi diventeranno giovani e quindi nutriamo una fondata speranza di ricostituire un gruppo giovanile “vicariale”.

Quanto ai giovani non li abbandoneremo! Ma continueremo con gli appuntamenti via mail (o su zoom).

Contiamo sulla vostra preghiera: Gesù ci dice che senza di Lui non riusciremo a fare niente! RIGUARDO al MONASTERO S.MADDALENA vi faccio presente che molte caselle del calendario sono ancora vuote. Pensateci e decidete in merito a una vostra eventuale adesione. In fin dei conti vi viene chiesto soltanto UN GIORNO di preghiera per i nostri giovani.

 

673. IN CAMMINO – Cresima (2)

E adesso? Cosa potremo offrire ai nostri giovani cresimati? Riusciremo a farne un “gruppo” parrocchiale?

Anche in questo caso proviamo ad andare per ordine. Non è male guardare un attimo indietro anche se il vangelo ci dice di non voltarci mai indietro ma di guardare sempre avanti. Penso sia importante per vedere di evitare, se possibile, troppi errori.

Gli adolescenti, concluso il catechismo per la Cresima, a parte qualche eccezione, hanno una sorta di “rigetto” per quella forma di catechismo, fatta di lezioni, di registro, di verifiche… “subìta” negli anni della iniziazione cristiana.

Siamo riusciti tuttavia – nel tempo – a portare avanti dei buoni gruppi, anche se a ranghi ridotti, offrendo loro un incontro quindicinale oppure mensile sul tipo degli incontri del “focolare”, del “gruppo biblico”, “gruppo mariano” quindi incontri di spessore con buoni risultati. Le vocazioni al sacerdozio o alla vita consacrata o al matrimonio cristiano o al servizio nella politica ad alto livello che sono sorte non sono sorte dal nulla.

Gli incontri (familiarmente chiamati “incontrini”) sono sempre stati animati dal sottoscritto e dai rispettivi “catechisti” forti di una frequentazione pluriennale con i ragazzi stessi: com’è noto, nella nostra parrocchia, quando è possibile, i catechisti della prima Comunione continuano a seguire i ragazzi almeno fino alla maggiore età.

Il segreto di questo successo sono stati i genitori che si sono prodigati nell’organizzazione dei dettagli – è brutto chiamarli così – dalla pizza per i presenti alla Messa mensile solo per loro, dai campi-scuola alle giornate internazionali per la gioventù… In alcuni casi i giovani stessi che hanno fatto tutto da soli col passa-parola.

Che fine hanno fatto questi giovani. Intanto sono ormai ex-giovani: certo che li rivedo ma ormai studiano in giro per il mondo, o hanno famiglia e sono impegnati nella professione… non possono certo continuare a frequentare gli incontrini di un tempo! Contentiamoci di vederli in chiesa o di sapere che continuano a frequentare anche se sono all’altro capo del mondo.

Nel frattempo la “strategia” pastorale era cambiato. Ci è stato chiesto di lavorare per “Unità pastorale” o addirittura per “Vicariato” sotto la guida di un unico referente. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: dopo alcuni anni di apparenti “successi” con incontri oceanici nelle varie sale parrocchiali della Versilia è saltato tutto…! Personalmente, pur avendo sempre invitato e accompagnato i giovanissimi/giovani a questi maxi incontri di gruppo, ho cercato di mantenere un contatto personale – via mail – con quelli che hanno voluto… pochissimi, purtroppo. E i catechisti hanno fatto lo stesso pure nel rispetto delle indicazioni proposte. CONTINUO DOMANI…