628. IN CAMMINO – Presepi… grandi e piccoli

Ieri sera, insieme con la mia fida cagnolina, mi sono fermato a dare un’occhiata agli “artisti del presepio” ai quali ho dato in comodato, per il secondo e ultimo anno consecutivo, la stanza a piano terra delle vecchia chiesa.

Loro non mi conoscevano e io non conoscevo loro visto che il contratto di comodato l’ha sottoscritto l’Antonella Tonini a nome della PRO-LOCO di Forte dei Marmi. L’incontro è durato pochi minuti perché  erano impegnatissimi nella realizzazione delle casette ma è stato sufficiente per capire che sono dei veri artisti e che lavorano con passione.

Anche quando ero parroco a San Casciano avevo un maestro presepiaio napoletano, Mattia, che insieme a un gruppo di amici realizzava dei presepi straordinari…La chiesa era enorme e quindi avevano la possibilità di sbizzarrirsi a piacere! Quanti ricordi. Bellissimi!

Venivano da tutto il Piano di Pisa ad ammirare quanto realizzava – tutti gli anni era un presepio diverso – e se ne tornavano a casa tutti contenti, specialmente i più piccoli. Anch’io ero contento perché Natale vuol dire – anche – presepio.

Qui al Forte, dato che la chiesa è piccoletta, ci limitiamo a un presepio più semplice. Però le statue dei personaggi sono grandi, quasi ad altezza dei bambini, in modo che i piccoli possano “entrarci dentro” a farsi fotografare dai genitori.

Tornando ai “presepiai” di cui sopra mi spiace interrompere il comodato ma devo recuperare lo spazio sia per il catechismo (al momento sono in chiesa come ai vecchi tempi) che per la corale (pure loro in cerca di alloggio) e l’attività dei più giovani (sperando che il virus passi).

Colgo l’occasione per chiedere, a chi ne ha la possibilità, di offrire un posto a questi cari amici.

 

 

627. IN CAMMINO – La scuola “Maddalena di Canossa”

… organizza oggi, MERCOLEDÌ 16 Novembre, alle ore 16.30, una prima giornata di  presentazione della scuola e del relativo progetto formativo.

Aggiungo volentieri anch’io una parola in quanto prima  ex-alunno e poi docente in una scuola paritaria cattolica senza, con questo, voler sminuire il valore delle scuole statali.

Le paritarie sono scuole in tutto simili alle statali per quanto riguarda il percorso scolastico.

Di diverso c’è che si paga una retta (modesta, per venire incontro a tutte le famiglie anche a quelle meno abbienti).

C’è un’ispezione ministeriale  di verifica (che permette di stare al passo con le migliori scuole d’Italia).

Si segue un progetto formativo specifico incentrato sul rispetto (per l’insegnante e per l’alunno), sulla solidarietà (è prevista un’attenzione specifica a chi ha qualche disagio in modo che nessuno resti indietro) e sulla socialità (è una scuola aperta al territorio e a tutte le iniziative connesse).

Si tratta di valori specifici del progetto educativo globale tanto caro a Papa Francesco oggi al centro dell’attenzione anche delle scuole statali visto centri problemi comportamentali emersi ultimamente.

Ovviamente è una scuola in cui si studia con serietà sotto la guida della Madre direttrice, delle Insegnanti e del personale scolastico.

Questo non vuol dire che sia opprimente: semplicemente si insegna un metodo che consente di “gustare” lo studio in vista del prosieguo del percorso scolastico.

I risultati sono buoni: anche quest’anno uno dei ex-alunni ha superato il concorso per il prestigioso Collegio Universitario SANT’ANNA a Pisa.

Questa è la migliore pubblicità per la SCUOLA PRIMARIA PARITARIA “Maddalena di Canossa”.

 

 

626. IN CAMMINO – Papa Giovanni Paolo II

Proprio questa mattina ho ricevuto una mail in cui mi si accenna alla possibilità di avere in parrocchia, per alcuni giorni, una reliquia di papa Giovanni Paolo II.

La cosa mi farebbe molto piacere. A suo tempo pensammo di erigere una statua al Papa dei giovani ma avere una reliquia sarebbe davvero un avvenimento sia per la parrocchia che per il paese. E non solo per i giovani ma anche per tutti coloro – sono in molti – che si rifanno alla Sua spiritualità. Adesso provo a informarmi circa la veridicità della notizia e poi avrò bisogno del vostro consiglio. Non mi piace e non è nemmeno giusto (vedi il percorso sinodale) che io faccia tutto da solo.

Sento molto il problema dei giovani. Vedo anch’io che sono pochi quelli che frequentano la chiesa anche se il dato è di difficile interpretazione perché in questi ultimi anni il paese ha cambiato aspetto con una dispora crescente di famiglie giovani, e quindi di giovani, a favore dei paesi del circondario.

Nei miei primi anni di presenza al Forte era tutto un fiorire di iniziative: ogni sabato sera venivano, a turni, i giovanissimi e ogni quindici giorni c’era l’appuntamento per i giovani “pigiati” come sardine in sacrestia oppure nelle stanze sopra la sacrestia.

Questo era possibile grazie anche alle telefonate che giornalmente facevo (aiutato in questo da alcune catechiste-mamme) sia ai piccoli che ai grandi. Ricordo con piacere le escursioni estive con un codazzo di ragazzi atanti stabilimenti balneari di Forte dei Marmi per consegnare il “santino” e fare il bagno con relativa colazione…

Ricordo ancora, con tanto piacere, i numerosi adolescenti che si fermavano ogni Domenica alla Messa assiepati dietro l’altare grande (ai quali facevo gli occhiacci perché parlavano un po’ troppo).

Ricordo in particolare quella domenica in cui, avendo visto “rigate” le panche nuove, li rimproverai severamente prima di capire che la colpa non era loro bensì di alcune giovani signore con i pantaloni pieni di strass e catenelle che le avevano rovinate senza nemmeno accorgersene.

Tutto questo è andato avanti, piuttosto bene, fino a dieci/dodici anni or sono quando, a causa del risalto mediatico internazionale dato ad alcuni episodi di pedofilia nella chiesa cattolica americana, siamo stati invitati a interrompere queste forme di pastorale giovanile per non prestare il fianco a possibili critiche.

Quindi da allora niente codazzi negli stabilimenti (solo catechismo e nel solo Bagno delle Suore); niente telefonate a casa (solo mail indirizzate ai genitori); niente ritiri spirituali nelle vacanze di Natale; niente gite (se non quella di Gardaland); niente pizze, niente di niente!

E i risultati si vedono, purtroppo.

Quindi la presenza in parrocchia della reliquia del Papa potrebbe aiutarci a recuperare terreno!