608. IN CAMMINO – In giro per il paese…

Scrivo questa breve nota alla fine della giornata. Prima non mi è stato possibile. Sono partito presto per Pisa per la visita medica e sono tornato tardi …

C’era però da inviare i bonifici per i pagamenti e quindi sono corso alla Banca e poi a dare un saluto ai famigliari del signor … che è morto proprio ieri. Nel pomeriggio il funerale e via di corsa a portare la Comunione ad alcuni ammalati.

Distratto come sono (o forse stanco perché ho ancora la stagione nella testa) ho confuso il giorno con la maestra … e quindi dovrò tornare domani.

La signora Valeria (sono autorizzato a fare il nome) invece l’ho trovata in casa e con lei il cucciolotto che le fa compagnia.

È stato davvero un bel momento. Abbiamo pregato insieme con lei e con il figlio “americano” che in questi giorni è venuto in Italia per farle compagnia.

Proprio il figlio mi ha fatto una sopresa: un minuscolo disegno che ricorda i fedeli di Forte dei Marmi alla Messa nel giardino della villa Pedrazzi quando ancora non c’era la chiesa di Roma Imperiale.

607. IN CAMMINO – Oggetto misterioso

Non riesco proprio a capire di cosa si tratta.

All’apparenza sembra un tubero, meglio un tartufo nero tipo quelli che proprio in questi giorni si vedono sui banchetti di vendita a San Miniato.

Però ha delle strane striature rossicce che potrebbero farlo apparire anche un tartufo d’Alba e quindi assai più pregiato. Boh

Ora che ci ripenso potrebbe però essere anche un esemplare di “rinus vulgaris”: so per certo che queste strane creature allignano nelle spiagge della California per poi fermarsi nelle regioni calde del Messico.

Hanno due forellini sulla protuberanza nerastra che li fa apparire, all’occhio inesperto del’osservatore, quasi un organo respiratorio… Pare che fritti in padella siano molto gustosi!

Un attimo. Mi sta chiamando la Flavia.

Cercava la Lola e l’ha trovata nascosta nel mio letto. Mi dice che l’ha fotografata!

Strai a vedere che l’oggetto misterioso non è altro che il naso umido della mia cagnolina.

Se fosse così non ditele che avrei voluto friggerle la protuberanza olfattiva… mi porterebbe senz’altro rancore.

606. IN CAMMINO – A Loppiano e altro …

Ero già stato a Loppiano trenta anni or sono ma da allora è cambiato tutto. Al posto del modesto complesso edilizio di allora è sorto oggi un centro polifunzionale sparso su tutta la collina con enormi padiglioni per gli incontri e spazi per la preghiera e il dialogo. Ovunque continua ad aleggiare la presenza di Chiara Lubich e a spargersi il suo profumo di santità. Di tutto questo sia data lode a Dio.

Nell’incontro di questa mattina, riservato ai membri dei consigli presbiterali della Regione Toscana, era in programma un approfondimento su questo tempo di post-pandemia e quindi di ripresa con un accenno alla tematica oggi in essere cioè il percorso sinodale giunto alla seconda fase.

Il relatore era Mons. Erio Castellucci che ha tratteggiato l’argomento con semplicità e cuore spiegando che, forti dell’aiuto dello Spirito santo, dobbiamo guardare con speranza al futuro della Chiesa nonostante tutto

Ci deve essere di sprone la disponibilità di tanti, uomini e donne, disposti a testimoniare la fede e a condividere l’impegno missionario con noi sacerdoti. Ed è proprio questo che noi speriamo e chiediamo al Signore.

Non mi sono trattenuto per la celebrazione eucaristica e per il pranzo in comune perché essendo oggi l’anniversario della morte di mio fratello Gino volevo essere presto a casa per prepararmi alla Messa di suffragio.

Mi preparo ogni giorno per la Messa ma in modo speciale quando ricorre l’anniversario dei miei cari come è giusto che sia. Immagino che anche voi, nell’anniversario di morte dei vostri familiari facciate altrettanto.

Vi chiedo quindi, concludendo questa breve nota, una preghiera speciale per lui che è stato un uomo esemplare da tanti punti di vista. A me preme sottolinare soprattutto la sua fede che lo ha sostenuto fin dalla giovinezza grazie all’esempio di mia madre e all’educazione ricevuta dal parroco di allora, il carissimo don Lido Puccini, che ha educato tanti giovani all’amore per Gesù. Cosa, quest’ultima, che a me purtroppo riesce pochissimo.