603. IN CAMMINO – Madre Giustina Castellacci

Ho bisogno del vostro aiuto. Nell’occasione della pubblicazione della rivista sul centenario delle Canossiane avevo ricevuto molte foto delle Suore da parte dei parenti e delle amiche.

Nel riconsegnarle devo aver confuso le buste per cui chiedo cortesemente a chi le ha ricevute di controllare. In particolare me ne manca una in cui è presente Madre Giustina con la Marta Maggi.

Questa mattina ho tirato all’aria tutti gli scatoloni delle foto ma essendo ormai passati molti mesi non sono riuscito a individuarle. Ricordo però che quelle che mi aveva consegnato la Clarita le ho restituite così quelle di Madre Spadaccini…

Capisco che vi sto chiedendo una cosa praticamente impossibile ma chissà che non salti fuori qualcosa.

Farò la stessa domanda alle Suore ma anche loro in questi ultimi anni sono tutte cambiare e quindi la ricerca sarà difficilissima.

Adesso vi lascio e torno a controllare nelle scatole.

602. IN CAMMINO – Luce & Gas

Questa mattina ho ricevuto un grossista di lampade a basso consumo per vedere il da farsi in previsione dei forti aumenti che ci saranno alla fine dell’anno.

La chiesa con i suoi 30 e più punti luce e con la trifase per le campane e l’organo consuma tantissimo anche se prestiamo molta attenzione e quindi ho chiesto un  preventivo per vedere di ridurre il consumo e di conseguenza la spesa.  Poi, naturalmente, vi farò sapere in modo che, fra tutti, riusciamo a saldare il conto in breve tempo come abbiamo fatto con il lavoro di imbiancatura e restauro alle pareti interne.

Già che c’ero ho chiesto anche qualche spiegazione sui pannelli solari ma la questione mi è apparsa subito più delicata perché si andrebbe incontro a una spesa insostenibile e che porterebbe eventuali vantaggi sono nel lungo periodo.

Prima di ogni altra cosa però voglio vedere la “nuove” bollette previste per i prossimi mesi in modo da rendermi conto, sul campo, di cosa sarà necessario fare, se ridurre oltre che le ore di apertura della chiesa anche il numero delle celebrazioni, il suono delle campane e simili.

Quanto al gas ho in programma una modifica interna, in canonica, in modo da limitare il consumo. In chiesa non potremo tenere i fedeli al freddo. È anche vero che i fedeli dovranno spostarsi un pochino di posto senza ostinarsi a occupare sempre e solo la stessa panca. Poi vedremo se continuare a celebrare in chiesa oppure in altra sede più piccola; o anche anticipare l’orario della Messa feriale per poter chiudere anticipatamente.

Comunque vada non ci lasciamo abbattere. Ricordo gli anni della crisi del petrolio con le auto che non potevano viaggiare e tutti andavamo in bici. La chiesa del mio paese, in quel periodo, era sempre affollata. Le persone non potevano muoversi e quindi venivano più volentieri in chiesa tanto che fu necessario aggiungere una Messa alla Domenica!

601. IN CAMMINO – San Pio & San Francesco

Voglio tornare un attimo sul pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo per suggerirvi uno spunto di riflessione a partire da alcuni aspetti poco conosciuti dei due Santi: Francesco e Pio.

Sia a proposito dell’uno che dell’altro si cita San Paolo quando scrive di voler essere “un altro Cristo”, simile in tutto a Lui.

Così è stato per entrambi e non solo per il dono delle stigmate ma per aver sopportato molte sofferenze, per Lui.

San Francesco, ad esempio, aveva conosciuto l’abbandono da parte dei suoi frati! In pochi anni il numero dei suoi seguaci era cresciuto a dismisura e, purtroppo, sempre in pochi anni, erano cresciute divisioni e cattiverie reciproche fra loro.

Lui era stato relegato nell’angolo, come si suol dire, quasi fosse un incapace. Non era un uomo di governo e così reagiva soltanto con l’esempio imponendosi sempre nuove penitenze e privazioni. E fu in questo triste contesto di solitudine e di abbandono che ebbe il dono delle stigmate: un altro Cristo, solo a portare la croce!

Anche San Pio ebbe le stigmate e pure lui conobbe la sofferenza propria di chi viene abbandonato e per di più abbandonato dalle persone che averbbero dovuto amarlo di più.

Nel corso della sua vita di religioso, per un motivo o per un altro, ebbe ben 46 “visite canoniche” inquisitorie per pretese sue disobbedienze religiose. Venne privato della possibilità di confessare e perfino di celebrare (in pubblico) senza nemmeno potersi difendere.

Questo cosa vuol dirci?

Vuol dirci che è proprio nell’abbandono da parte delle persone care che si giunge a somigliare Cristo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lo hanno avuto, penso, oltre che per la propria devozione a Gesù crocifisso che li ha portati a essere, entrambi, “alter Christus”