526. IN CAMMINO – (dis) avventura canina

In questi giorni di grande caldo cerchiamo tutti di trovare riparo dall’afa o chiudendoci in casa (con il ventilatore acceso) oppure cercando un po’ d’ombra nei vari parchi del circondario. Fra questi il parco della Versiliana, con i suoi alberi dalla chioma maestosa, è senz’altro il più frequentato da uomini e animali.

Gli umani siedono sulle panchine leggendo il giornale; gli animali, accovacciati in terra, sonnecchiano distratti.

Distratti?

Beh, distratti ma fino a un certo punto perchè l’indole di natura li mantiene sempre attenti alle mosse del padrone e guardinghi a tutto ciò che si muove: foglie, biciclette, passeggini, altri animali…

Ieri, ad esempio, la mia canina Lola, sebbene distesa a terra, al fresco, in apparente stato di dormiveglia in realtà osservava con interesse le evoluzioni di una ranocchietta che saltellava gracidando allegramente fra le foglie delle ninfee presenti nella vasca acquatica posta a lato della villa.

La vasca è interamente coperta dalle piante che si adagiano sull’acqua creando una sorta di manto erboso con ciuffi di colore che si stagliano ovunque creando un effetto magico agli occhi del visitatore.

La Lola in realtà aveva occhi soltanto per la ranocchietta e per i suoi insistenti “cra..cra”.

A un certo punto si è svegliato in lei l’istinto primordiale della caccia e con passo felpato si è avvicinata alla vasca fiorita per poi lanciarsi con un gran salto… in mezzo all’acqua!

Povera Lola! Aveva scambiato la superficie della vasca per un bel prato verde e così era finita nell’acqua (per sua fortuna profonda un metro o poco più).

È riemersa dopo pochi, interminabili secondi ansimante e spaventata (e con la ranocchia in testa) zampettando furiosamente – ha imparato anche a nuotare – in cerca di aiuto che le è stato prontamente offerto dai presenti giustamente preoccupati per la sorte del povero animale.

525. IN CAMMINO – tutti al mare…

Sono tornato dal mare letteralmente stremato! Il caldo afoso mi ha giocato un brutto scherzo: ho cominciato a sudare, ad avvertire giramenti di testa ecc. Finché ero al capanno ho retto poi dopo sono dovuto tornare a casa. Sì ho fatto un bagnetto ma ero svogliato perché il vento di scirocco rendeva l’acqua troppo calda. Per un attimo mi sono sentito come una gallina in brodo. A quel punto ho detto basta e me ne sono venuto.

Però il bimbo – stamani infatti ne avevo uno soltanto – è stato davvero bravo. All’inizio era un po’ preoccupato ma quando ho iniziato la lezione subito si è ripreso e ha partecipato direi quasi da adulto con interventi brillanti e appropriati. Ovviamente dopo un’ora e dieci di lezione anche lui è andato in crisi. Lo abbiamo fatto bere e poi lo abbiamo congedato prima che si sentisse male pure lui.

Insegnare il catechismo è una delle cose che più mi danno soddisfazione: mi piace proprio e anche se esco dalla lezione provato però avverto molta gratificazione. In fin dei conti è questo il mio servizio più importante: far conoscere e amere Gesù. E anche se poi i bimbi dimenticheranno quanto insegnato sono certissimo che qualcosaa gli resterà nel cuore che poi, da adulti e da genitori, senz’altro ricorderanno.

Domani altro giorno, altri ragazzi e altra lezione. Nel caso la giornata fosse pesante come oggi vorrà dire che farò una lezione breve e certamente non metterò piede nell’acqua.

Domani poi, almeno per me, è un giorno speciale e non voglio rovinarmelo con un colpo di calore. È infatti il mio anniversario di ordinazione sacerdotale: 28 Giugno 1974 – 28 Giugno 2022! Quanto tempo è passato. Quanti ricordi, belli e …. Stavo per scrivere brutti ma non è così: alcuni sono stati meno belli o perché non sono riuscito nei miei intenti di annunciatore del Vangelo o perché non sono stato capito/apprezzato. Ma brutti proprio no perché anche quando non sono stato brillante la grazia di Dio mi è venuta incontro sollevandomi dalle sciocchezze che avrei potuto dire o fare.

Domani, dunque, alle 11.30, dirò Messa insieme con i miei compagni di ordinazione, poi un pranzetto in casa e di nuovo al pezzo…!

Vi dispenso dal partecipare… però se vi capita, almeno un’Ave Maria ditela per me e per loro!