524. IN CAMMINO – Vigilante

Sto pagando, a rate, il lavoro di imbiancature e di restauro alle pareti e alle finestre della parte alta della chiesa e ne avrò fino a settembre.

Non è un problema perché i creditori sono persone molto comprensive.

I piccioni però, insensibili al sacrificio di tutta la comunità e mio personale, tentano nuovamente di penetrare in chiesa e di continuare a lordare pareti e finestre.

All’esterno il problema l’ho risolto facendo impiantare sul frontale un sistema di protezione dai volatili assai efficace: appena posano le zampette sul cornicione incappano in una (blanda) scarica elettrica che li costringe ad allontanarsi.

Per l’interno sono ricorso a un “vigilante”!

Dovendo per forza di cose – è davvero caldissimo – aprire le porte della chiesa, ho chiesto a un amico di appostarsi vicino alla porta lato monte che in genere è quella prescelta dai pennuti per accedere e di provvedere a cacciarli.

Lui mi ha preso in parola e si è seduto proprio davanti alla porta … vigilando in modo che i piccioni se ne stessero fuori.

I fedeli, lì per lì, non l’hanno presa bene: “Cosa ci sta a fare quel tipo seduto proprio davanti alla porta d’ingresso col cappello a visiera, le boccette di plastica, il secchiello e il retino in mano?”

Non appena però ne ho spiegato il motivo mi hanno lodato per la sagacia dell’ idea pur restando perplessi riguardo all’uso degli strumenti sopraddetti.

“Passi per il cappello a visiera ma cosa ci fa col retino e col secchiello?”

L’equivoco è stato presto chiarito. Erano i giochi del nipotino pronto per andare al mare!

 

 

523. IN CAMMINO – 4

Anche questa settimana ben quattro riunioni… e tutte molto importanti! Comincio ad avvertire un po’ di stanchezza perché parla, parla e parla… non è che resti moltissimo dopo tanto discorrere.

Stamani però ho avuto una piacevole sorpresa. Era previsto l’incontro annuale della FACI ma fin dalla vigilia avevo ricevuto mail di disdetta.

Non posso venire per questo motivo… per quest’altro… mi spiace ma gli impegni non mi consentono… sarei voluto venire ma…

Insomma la solita solfa di tutti gli anni!

Ed ecco invece la sorpresa perché si è presentato, fra gli altri, anche un prete molto giovane desideroso di sapere e disposto a impegnarsi. Ha già i suoi impegni sia in parrocchia che in Curia, a Livorno, ma potrebbe avere anche un ritaglio di tempo per questa benemerita associazione che tanto fa per i sacerdoti.

Mi sono dunque messo a parlare e il discorso mi è filato via liscio, senza intoppi, proprio perché avvertivo interiormente la gioia di avere davanti a me un interlocutore attento e interessato.

Non vi sembri strano quanto scrivo: fra noi sacerdoti infatti non c’è il consueto spirito di “corpo” presente fra gli appartenenti alle varie associazioni. Tendiamo a lavorare per conto proprio con il risultato che ci stanchiamo moltissimo e conseguiamo pochi risultati. Quando dunque ci imbattiamo in un confratello che è interessato ai problemi dei sacerdoti restiamo piacevolmente sorpresi!

Chiudo il discorso perché sono assai in ritardo sulla tabella di marcia giornaliera: ringraziamo il Signore per il dono delle vocazioni, per il dono di sacerdoti giovani e bravi che ci fanno ben sperare per il futuro.

522. IN CAMMINO – Messe Gregoriane

Alcuni parrocchiani, incuriositi dal fatto che fra le intenzioni di Messa riportate sul bollettino compare ogni giorno, dal primo del mese, il nome di Luciano S., mi hanno chiesto spiegazioni.

La tradizione vuole che i defunti vadano suffragati: crediamo infatti che le nostre preghiere (suffragio) valgano a favorire il loro incontro con Dio. Nello stesso tempo crediamo che gli stessi veglino su di noi con lo stesso amore di quando erano in vita. Si crea così un circolo d’amore che comprende noi viventi, loro defunti e la Ss.ma Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.

Tutti coloro che frequentano la chiesa si sentono in obbligo di suffragare i propri defunti chiedendo di “nominarli” mensilmente oppure a scadenza annuale durante la celebrazione Eucaristica. Anch’io faccio lo stesso con i miei famigliari e anche con alcuni già miei attivi e generosi collaboratori oppure benefattori della San Vincenzo o della Chiesa.

Nella nostra parrocchia, come avrete notato, non mancano mai intenzioni di Messa e questa è una bella cosa. È bello anche notare che non c’è un commercio di soldi con il prete perché ormai da tempo le persone hanno imparato a usare i contenitori posti in chiesa a favore dei poveri: sempre la tradizione infatti insegna che alla preghiera per i defunti va accompagnata una elemosina per i poveri.

C’è un’altra antica tradizione che risale addirittura a Papa Gregorio magno che suggerisce addirittura di far celebrare 30 Messe consecutive in suffragio delle anime dei nostri cari. Essendo però poco conosciuta è anche poco richiesta.

Nel caso in questione i famigliari hanno ritenuto opportuno richiedere un ciclo di Messe per l’intero mese di Giugno. Messe che, dal nome del papa, prendono il nome di “gregoriane”.