521. IN CAMMINO – un coniglietto nero

Soprattutto nel periodo estivo vengo subissato di richieste anche strane o comunque che esulano dal mio ruolo/servizio di parroco.

In questi giorni, ad esempio, ho avuto molte richieste da parte di albergatori e ristoratori che non riescono a reperire personale. Pare che una carenza come quest’anno non si sia mai registrata. In alcuni casi devono essere proprio i titolari a svolgere i servizi più faticosi… per non perdere i clienti.

Ma ho avuto richieste anche dai balneari – pure loro alle prese con la carenza dei bagnini – e soprattutto da privati che cercano e non riescono a trovare badanti, uomini e donne, per accudire gli anziani o i piccoli.

Ovviamente cerco di ingegnarmi nel mettere in contatto la richiesta e l’offerta e in genere ci riesco anche se non immediatamente. In questo servizio vengo aiutato dalla Flavia e da altre persone care che si danno da fare per aiutare chi cerca occupazione.

Stamani ho avuto una sorpresa.

Mi è stato chiesto di attivarmi per individuare una persona buona d’animo disposta ad accogliere un animaletto, un coniglio domestico, docilissimo e molto affettuoso.

Ho cominciato dunque a spargere voce ma al momento non ho avuto risposte positive. Tutti si sono dimostrati comprensivi ma per un motivo o per un altro hanno declinato l’offerta.

C’è stato anche un deplorevole equivoco. Una massaia mi ha dato una risposta davvero agghiacciante:”mi spiace ma non saprei come cucinarlo”.

520. IN CAMMINO – Corpus Domini

Quella trascorsa ieri è stata veramente una bella Domenica. Una Domenica pre-pandemia con la chiesa parrocchiale affollata e tanti bimbi giovani  presenti.

Questa super-presenza l’avevo prevista dal momento che c’erano ben 13 bambine (erano tutte femmine) che “passavano” a Comunione ma non nei numeri poi constatati.

Le piccole, sapientemente istruite da Madre Annamaria e guidate dalla stessa con la catechista Silvia intenta a collaborare all’ambone (ha faticato non poco ad alzare e abbassare l’altezza dello stesso), hanno ricevuto il sacramento con devozione consapevoli dell’importanza dell’appuntamento. I genitori non sono stati da meno e i numerosi parenti idem: tutti assorti nel vivere quel momento indimenticabile.

Nella giornata però ci sono stati altri momenti belli. Mi riferisco a due momenti, brevi, di adorazione eucaristica tenuti alla fine delle celebrazioni delle 11.00 e delle 19.00.

In entrambi i casi ho giocato sulla sorpresa: i presenti alla Messa non sapevano cosa avevo in testa ma quando l’hanno scoperto sono stati molto felici di adeguarsi.

Infatti quando (nella chiesa parrocchiale) ho aperto il tabernacolo o (dalle suore) ho esposto il piccolo ostensorio sobito si sono disposti alla preghiera. Molti, i più anziani,  si sono messi in ginocchio in terra incuranti dei dolori o simili; ma anche i più giovani si sono raccolti: pochi minuti di grande silenzio che ha toccato profondamente tutti i presenti.

In chiesa avevamo la musica dell’organo ad accompagnarci; nel parco c’erano gli uccelletti che conguettavano felici: due momenti dolcissimi!

Mi piacerebbe ripeterli anche durante la settimana.