504. IN CAMMINO – abbiamo finito!

Questi ultimi giorni sono stati micidiali. Prima di tutto per gli operai e il restauratore ma in parte anche per me e per i miei collaboratori più stretti.

Io tengo alla chiesa come voi tenete alla vostra casa. Magari in canonica sono un po’ (anzi, molto) disordinato ma in chiesa desidero che tutto sia in ordine prima di tutto per rispetto al Signore, poi per quanti la frequentano e poi anche per mio orgoglio personale.

Così, man mano che gli operai smontavano il palco – quattro giorni, prima lato monte, poi lato mare, lato Viareggio e infine il corpo centrale – devevamo necessariamente spolverare le panche e pulire il pavimento.

Per le panche non ci sono stati contrattempi. Per il pavimento invece è stata una vera e proria “lotta”. Quando sembrava perfettamente pulito subito spuntavano nuove macchie di sporco per il fatto che il pavimento era pieno di polvere.

Questa mattina, con l’aiuto di aiutanti forti (gli uomini) ed esperti (le donne), siamo riusciti se non proorio a risolvere il problema almeno a dare un colpo risolutivo alla polvere per cui la chiesa, al momento, è presentabile.

Adesso però vi lascio perché c’è da mettere a posto le panche: avendo, nell’ordine, funerale, matrimonio e prime Comunioni devo studiare una collacazione che vada bene per tutti.

 

503. IN CAMMINO – In Caranna

Anche quest’anno siamo riusciti a chiudere in bellezza il consueto appuntamento di preghiera in Caranna fatto di Rosario, Messa e Processione.

Non a caso il priore mi spiegava che la Caranna, dal punto di vista religioso e non solo, è il quartiere più interessante del paese perché ha una identità propria, è molto unita e nello stesso tempo accogliente, e ama mantenere certe antiche tradizioni superando difficoltà e ostacoli.

I protagonisti dell’evento di ieri sera sono stati tutti i presenti. Qualcuno però si è distinto per l’impegno profuso nell’organizzazione: Carlo e Guido sono veramente da encomiare e giustamente Marco, carannino purosangue, lo ha rilevato invitanto i partecipanti ad applaudire.

Tornando allo svolgimento della manifestazione io sono intervenuto con il consueto momento di ritardo… d’altra parte, essendo solo in casa, fra il chiudere la chiesa, preparare un po’ di cena, sfamare cagnolina e gatta, dare disposizioni per il Rosario auto-gestito, raccomandare al restauratore di non “strafare” (Sabato avremo un  matrimonio e il restauratore lavora fino a mezzanotte) ecc. ho fatto un pochino tardi.

Dunque sono arrivato a Rosario ormai concluso. Ho iniziato la Messa con un po’ di nodo alla gola perché osservando i presenti sono andato, con la memoria a coloro che in questi ultimi due anni sono morti. Poi mi sono ripreso e penso di aver fatto la mia parte coinvolgendo i presenti nella preghiera in suffragio dei defunti.

Terminata la Messa siamo partiti in processione o meglio in corteo pregando durante l’intero percorso. Al rientro la conclusione e lo scambio di battute/cortesie/saluti.

Proprio in quel momento ho ricordato la tradizione della benedizione del mare che ci sarà Domenica prossima , presenti i bambini della Prima Comunione, all’incrocio di Via Spinetti e ho fatto presente che, stante l’assenza di molti russi, quest’anno potrebbe esserci una contrazione nel comparto professionale soprattutto stagionale.

Non l’ho detto da amministratore perché lascio sempre da parte il mio lavoro di consigliere d’amministrazione dell’ISDC a Pisa e di revisore dei conti nella FACI, nella FIDES e nella FRATERNITAS a Roma.

L’ho detto da parroco perché quando qualche stagionale (papà o mamma di bimbi del catechismo), sia nel comparto balneare che in quello commerciale, come sta succedendo, perde il posto di lavoro dieci giorni prima dell’inizio della stagione per ridimensionamento dell’azienda, viene dal sottoscritto a cercare aiuto e consiglio… cosa che faccio sempre con impegno ovviamente per quelle che sono le mie capacità e conoscenze.

C’è bisogno quindi di pregare e di essere solidali in modo che nessuno soffra.

 

502. IN CAMMINO – dal dietologo

Ha ceduto alle pressioni dei miei “familiari” (anche se non sono di sangue li reputo tali) e sono andato dal dietologo per vedere di arginare il problema dell’obesità che mi sta creando un bel po’ di disagi.

L’ortopedico (dopo che avevano detto lo stesso il podologo, il flebologo, il radiologo, il cardiologo, il geriatra, l’urologo e perfino il neurologo…) mi ha “ordinato” di perdere peso per non compromettere le articolazioni!

Il dottore, un amico carissimo, mi ha dapprima intrattenuto per una buona mezz’ora per poi sottopormi a una visita scrupolosissima dalla quale è emerso che effettivamente devo scendere di peso per evitare ulteriori guai.

Mi ha spiegato che nel mio caso si tratta di una disfunzione che coinvolge il metabolismo per cui anche se non sono esagerato nel mangiare c’è qualche alimento che determina l’obesità.

Sempre il dottore mi ha suggerito anche cosa rispondere a chi mi invita: “Digli che me lo ha proibito lo specialista perché sono a rischio di infarto… vedrai che se ti vogliono bene capiranno e non faranno storie”.

Ovviamente la cosa mi ha spaventato…

“Davvero sono a rischio di infarto?”

“Al momento no. Ma se vai avanti di questo passo con tutte le analisi sballate vedrai che qualcosa ti capita. Sono sto chiaro?”

Sono tornato a casa alquanto impaurito ma anche preoccupato perché in questa settimana ho avuto ben tre inviti di cui uno oggi stesso (al bagno Marco) per il compleanno della signora Pietrabissa. Come farò a dirglielo?

Per fortuna non sono l’unico commensale! Andrò a comprare dei fiori e spero che capisca.