503. IN CAMMINO – In Caranna

Anche quest’anno siamo riusciti a chiudere in bellezza il consueto appuntamento di preghiera in Caranna fatto di Rosario, Messa e Processione.

Non a caso il priore mi spiegava che la Caranna, dal punto di vista religioso e non solo, è il quartiere più interessante del paese perché ha una identità propria, è molto unita e nello stesso tempo accogliente, e ama mantenere certe antiche tradizioni superando difficoltà e ostacoli.

I protagonisti dell’evento di ieri sera sono stati tutti i presenti. Qualcuno però si è distinto per l’impegno profuso nell’organizzazione: Carlo e Guido sono veramente da encomiare e giustamente Marco, carannino purosangue, lo ha rilevato invitanto i partecipanti ad applaudire.

Tornando allo svolgimento della manifestazione io sono intervenuto con il consueto momento di ritardo… d’altra parte, essendo solo in casa, fra il chiudere la chiesa, preparare un po’ di cena, sfamare cagnolina e gatta, dare disposizioni per il Rosario auto-gestito, raccomandare al restauratore di non “strafare” (Sabato avremo un  matrimonio e il restauratore lavora fino a mezzanotte) ecc. ho fatto un pochino tardi.

Dunque sono arrivato a Rosario ormai concluso. Ho iniziato la Messa con un po’ di nodo alla gola perché osservando i presenti sono andato, con la memoria a coloro che in questi ultimi due anni sono morti. Poi mi sono ripreso e penso di aver fatto la mia parte coinvolgendo i presenti nella preghiera in suffragio dei defunti.

Terminata la Messa siamo partiti in processione o meglio in corteo pregando durante l’intero percorso. Al rientro la conclusione e lo scambio di battute/cortesie/saluti.

Proprio in quel momento ho ricordato la tradizione della benedizione del mare che ci sarà Domenica prossima , presenti i bambini della Prima Comunione, all’incrocio di Via Spinetti e ho fatto presente che, stante l’assenza di molti russi, quest’anno potrebbe esserci una contrazione nel comparto professionale soprattutto stagionale.

Non l’ho detto da amministratore perché lascio sempre da parte il mio lavoro di consigliere d’amministrazione dell’ISDC a Pisa e di revisore dei conti nella FACI, nella FIDES e nella FRATERNITAS a Roma.

L’ho detto da parroco perché quando qualche stagionale (papà o mamma di bimbi del catechismo), sia nel comparto balneare che in quello commerciale, come sta succedendo, perde il posto di lavoro dieci giorni prima dell’inizio della stagione per ridimensionamento dell’azienda, viene dal sottoscritto a cercare aiuto e consiglio… cosa che faccio sempre con impegno ovviamente per quelle che sono le mie capacità e conoscenze.

C’è bisogno quindi di pregare e di essere solidali in modo che nessuno soffra.

 

502. IN CAMMINO – dal dietologo

Ha ceduto alle pressioni dei miei “familiari” (anche se non sono di sangue li reputo tali) e sono andato dal dietologo per vedere di arginare il problema dell’obesità che mi sta creando un bel po’ di disagi.

L’ortopedico (dopo che avevano detto lo stesso il podologo, il flebologo, il radiologo, il cardiologo, il geriatra, l’urologo e perfino il neurologo…) mi ha “ordinato” di perdere peso per non compromettere le articolazioni!

Il dottore, un amico carissimo, mi ha dapprima intrattenuto per una buona mezz’ora per poi sottopormi a una visita scrupolosissima dalla quale è emerso che effettivamente devo scendere di peso per evitare ulteriori guai.

Mi ha spiegato che nel mio caso si tratta di una disfunzione che coinvolge il metabolismo per cui anche se non sono esagerato nel mangiare c’è qualche alimento che determina l’obesità.

Sempre il dottore mi ha suggerito anche cosa rispondere a chi mi invita: “Digli che me lo ha proibito lo specialista perché sono a rischio di infarto… vedrai che se ti vogliono bene capiranno e non faranno storie”.

Ovviamente la cosa mi ha spaventato…

“Davvero sono a rischio di infarto?”

“Al momento no. Ma se vai avanti di questo passo con tutte le analisi sballate vedrai che qualcosa ti capita. Sono sto chiaro?”

Sono tornato a casa alquanto impaurito ma anche preoccupato perché in questa settimana ho avuto ben tre inviti di cui uno oggi stesso (al bagno Marco) per il compleanno della signora Pietrabissa. Come farò a dirglielo?

Per fortuna non sono l’unico commensale! Andrò a comprare dei fiori e spero che capisca.

501. IN CAMMINO – discernimento

La parola, con l’avvento alla Cattedra di Pietro di Papa Francesco, è diventata di uso comune. Se ne parla e se ne scrive ovunque (nell’ambito della realtà ecclesiale) a proposito e … a sproposito!

Senza fare lungaggini e senza scadere nella polemica vorrei, con questa breve nota, accennare all’argomento riservandomi poi, in un secondo momento, di tornarci sopra.

Fra voi lettori ci sono alcuni che già seguono questo metodo anche se in modo inconsapevole: mi riferisco ad esempio agli amici della Parola di Vita (che sto trascurando…) che sono soliti, attraverso la lettura della Parola di Vita e gli scritti di Chiara Lubich, verificare le proprie scelte di vita attraverso la revisione … di vita comunitaria (e scusate la ripetizione… vita, vita, vita).

Di cosa si tratta, in poche parole.

Può capitare, ed è facilmente sperimentabile, che il male l’apparenza del bene.

Dal momento che, lì per lì, questa apparenza ci suggestiona è necessario prendere tempo nell’attesa che la suggestione scompaia o quanto meno perda forza.

Scendere ai dettagli o agli esempi non è facile ma nemmeno toppo difficile. A chi non è mai capitato d’essere rimasto “abbagliato” da un flash – una persona, un pensiero, un comportamento ecc. – che si è poi rivelato sbagliato…

Prendere tempo significa ragionare, pregare, mantenere senso della misura, umiltà, confronto con un maestro di spirito (che potrebbe essere anche un sacerdote o un amico vero) in modo da poter discernere cioè capire/valutare se è una “luce” che illumina il cammino o un flash che abbaglia e ci fa precipitare in un dirupo.