451. IN CAMMINO – carcere

Fra i miei interlocutori c’è anche un giovane concittadino recluso in carcere. Non può leggere le mie note quotidiane e tantomeno visionare i filmati ma è sempre molto informato circa le vicende della nostra parrocchia e della nostra città.

Per rispetto alla privacy non posso citare il motivo della detenzione e tantomeno il nome ma posso però riportare qualche frase della sua ultima lettera… angosciosa e angosciante!

L’epidemia ha colpito duro anche nel carcere non solo quanto all’aspetto saanitario ma anche per certi contraccolpi che ne sono derivati.

“Nel momento in cui avevo rimediato un lavoretto, per mia sfortuna, è risalita l’epidemia e così, bluf, da un giorno all’altro il lavoro è stato sospeso e con il lavoro la possibilità di acquistare un po’ d’olio, di zucchero e di caffé”.

I detenuti, anche se privati della libertà, riescono a sapere qualcosa della situazione corrente: “Sono un po’ giù di morale. Non ci sono buone notizie né da fuori né da dentro, solo notizie brutte!”

E poi il dispiacere d’aver causato dei guai alla famiglia, agli amici e a tanti altri che, in risposta, hanno chiuso i rapporti.

“Ho provato a scrivere (…) ma nessuna risposta. Quando entri in carcere tutti si dimenticano di te, anche i parenti!”

Con tutto questo il paese e la famiglia restano nel cuore. Come pure la chiesa e le preghiere imparate al catechismo: “Prego tanto e tutte le sere anche se mi chiedo dove sia Dio, se esista davvero, se mi possa ascoltare.”

E poi la conclusione che tocca il cuore: “Scusi, don Piero, per il rinnovato disturbo e grazie ancora, spero stia bene. Con affetto, XYZ”.

Immagino che siate rimasti male a leggere quanto sopra. Anch’io. Non ci dimentichiamo di questi fratelli che sebbene abbiamo sbagliato restano sempre tali.

 

 

450. IN CAMMINO – Via Matris

Mi sono accorto, osservando lo sguardo incerto dei miei ascoltatori, che la maggior parte delle persone che frequentano la chiesa ignorano cosa sia la VIA MATRIS. Allora desidero spiegarne, con la presente nota, l’origine e lo scopo. In poche parole naturalmente come sono solito fare anche per tutti gli altri argomenti.

Questa devozione, come tante altre del resto, nasce grazie all’intuito dei frati francescani e domenicani, molto attivi fin dagli inizi a far conoscere il Vangelo.  Anche se non c’è una data precisa pensiamo che sia stata pensata e proposta fin dal millecinquecento e precisamente dopo il Concilio di Trento quando si studiarono nuove forme di evangelizzazioneper reagire alla riforma protestante. Nacque in quel periodo, ad esempio, la devozione al Cristo sofferente con la Via Crucis e i Sacri Monti che raffiguravano i momenti della Passione di Gesù. E così nacquero pure le devozioni delle Allegrezze e dei Dolori della Madonna.

Quella dell’Addolorata ebbe un periodo di grande fioritura e di conseguente pratica nel milleottocento per poi finire, pian piano, dimenticata ai nostri tempi per poi scomparire del tutto nel periodo post-conciliare insieme con l’uso della lingua latina e del canto gregoriano nella liturgia eucaristica.

Il mio predecessore, don Sabucco di v.m., pur essendo grande estimatore e attuatore da subito dellle indicazioni conciliari se abbandonò l’uso del gregoriano mantenne invece questa bella devozione intanto perché la chiesa del Forte è dedicata alla Madonna Addolorata, poi perché è la Patrona della Congregazione Canossiana e infine perché la sua mamma le era molto devota. E infatti nel settembre del 1997 – era il mio primo anno di servizio pastorale al Forte – mi fece conoscere questa pratica religiosa che io, al momento, ignoravo nella maniera più assoluta.

Mi fece appendere in punti particolari della Chiesa le stampe “francesi” che raffiguravano i dolori e mi “insegnò” a celebrarla seguendo lo schema classico che lui stesso aveva arricchito con un bel commento.

Io poi ho mantenuto la tradizione, intregrando i testi e proponendola oltre che nell’occasione della preparazione alla festa del 15 Settembre anche nel periodo quaresimale.

Mi piacerebbe farla conoscere anche alle giovani generazioni ma non ci sono ancora riuscito.